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Ultimate Ears Megaboom 4: lo speaker da festa instancabile

Il cilindro a 360 gradi di Ultimate Ears torna in versione aggiornata: instancabile a bordo piscina e alle feste, ma con un'evoluzione contenuta rispetto al modello che lo ha preceduto.

· Recensione
Ultimate Ears Megaboom 4: lo speaker da festa instancabile
Crediti immagine: © Ultimate Ears
Il verdetto
4/5 Buono

Un buon speaker da esterno, promosso con una riserva: suona forte, a lungo e in ogni direzione resistendo ad acqua e polvere, e su questo terreno ha pochi rivali. Resta indietro sui generi più densi, senza ingresso jack e con un'evoluzione marginale rispetto al modello precedente.

Pro

  • + Volume elevato e generoso
  • + Autonomia fino a 20 ore
  • + Suono a 360 gradi
  • + Costruzione robusta e IP67
  • + Bassi più corposi

Contro

  • Resa incerta sul rock
  • Niente ingresso jack
  • Aggiornamento minimo sul Megaboom 3
  • Ingombrante da trasportare
Prezzo di listinoListino 208,99 €
Vedi su Amazon

Nel panorama delle casse Bluetooth da esterno la formula cilindrica a 360 gradi di Ultimate Ears è ormai un classico, e il Megaboom 4 ne è l’evoluzione più recente. La risposta breve è che si tratta di uno speaker convincente, soprattutto per chi cerca volume, autonomia e robustezza più che la massima fedeltà nei dettagli. È pensato per chi anima feste, giornate in piscina o ritrovi all’aperto e vuole un diffusore che suoni allo stesso modo da qualsiasi lato, senza preoccuparsi di acqua, polvere e batteria a fine giornata. Chi ascolta soprattutto in cuffia o cerca un altoparlante minuscolo da infilare nello zaino, invece, troverà soluzioni più adatte altrove.

Scheda tecnica

Tipo prodotto Speaker Bluetooth
Potenza 15-18 W
Bluetooth 5.3
Codec supportati SBC
Autonomia 20 ore
Certificazione IP IP67
Abbinamento stereo No
Vivavoce integrato No
Peso 0,935 kg
Dimensioni (L × H × P) 225 × 87 × 87 mm
Prezzo di listino 208,99 € — Controlla le offerte
Anno di uscita 2024
Configurazione driver 2 trasduttori full-range 50 × 50 mm + 2 radiatori passivi 55 × 86 mm
Risposta in frequenza 60-20000 Hz
Tipo ricarica USB-C
Modalità party Sì (PartyUp)
Galleggia in acqua
Resistente alle cadute
App companion
Nome app Ultimate Ears
Colori disponibili Nero, Blu, Rosso, Lilla

Descrizione generale

Il Megaboom 4 è uno speaker Bluetooth portatile di fascia medio-alta, il gradino intermedio della gamma Ultimate Ears: sopra ci sono i più grandi Everboom ed Epicboom, sotto il più compatto Boom 4. Mantiene la stessa identità dei modelli che lo hanno preceduto, a partire dal corpo cilindrico rivestito in tessuto e dai vistosi pulsanti del volume sul davanti, e punta tutto sulla diffusione del suono a 360 gradi: l’audio si propaga in modo uniforme in ogni direzione, così non serve cercare l’orientamento giusto rispetto a chi ascolta.

Rispetto al Megaboom 3 i passi avanti sono pochi ma sensati. Il più evidente è il passaggio dalla micro-USB alla porta USB-C per la ricarica, un aggiornamento atteso da tempo. I radiatori passivi sono stati rivisti per contenere la distorsione e dare ai bassi un po’ più di corpo, mentre la struttura usa oltre il 54% di plastica riciclata post-consumo. Per il resto la sostanza è quella di sempre: una cassa robusta, impermeabile e galleggiante, fatta per accompagnare picnic, feste in giardino, docce e bordo piscina. È disponibile in quattro colori (nero, blu, rosso e lilla), tutti allo stesso prezzo di listino e in vendita su Amazon.

Design e costruzione

La forma è quella inconfondibile di casa Ultimate Ears: un cilindro verticale alto e compatto, rivestito da un tessuto intrecciato che migliora la presa e dà al diffusore un aspetto curato. La costruzione trasmette solidità, con un peso di poco inferiore al chilo che lo rende stabile in appoggio senza diventare un macigno. La certificazione IP67 garantisce la resistenza completa alla polvere e l’immersione temporanea in acqua, e il Megaboom 4 galleggia: l’uso a bordo piscina o sotto la doccia è messo in conto fin dal progetto. La porta USB-C è protetta da un tappo in gomma che preserva la tenuta stagna.

I controlli fisici sono ridotti all’essenziale ma ben pensati. Sul fronte spiccano i due grandi pulsanti ”+” e ”-” del volume, immediati da individuare e da premere anche al buio. Sulla parte superiore trovano posto i tasti di accensione e di abbinamento Bluetooth, ben distanziati, e al centro il Magic Button per il controllo della riproduzione. L’unico vero appunto sul fronte costruttivo è l’assenza di un ingresso jack da 3,5 mm, che avrebbe dato una sorgente cablata di riserva.

Ultimate Ears Megaboom 4 vista dall'alto

La certificazione IP67 mette al riparo da spruzzi, immersioni temporanee e polvere, e il diffusore galleggia: bordo piscina, spiaggia e doccia sono terreni di gioco previsti, non azzardi.

Ultimate Ears Megaboom 4 impermeabile in acqua

Suono

La firma sonora del Megaboom 4 è pensata per l’intrattenimento più che per l’ascolto analitico: bassi presenti e d’impatto, una resa generale piena e una diffusione omogenea che riempie l’ambiente. La coppia di trasduttori full-range da 50 mm, affiancata dai due radiatori passivi, restituisce un range dei bassi profondo e controllato, cresciuto rispetto alla generazione precedente fino ad avvicinarsi a quello di rivali blasonate. Le voci e le frequenze medie restano leggibili e non vengono soffocate, mentre gli alti mantengono buona chiarezza. Il diffusore dà il meglio quando si alza il volume: a volumi bassi la resa perde un po’ di smalto.

Il vero limite emerge con i generi più affollati. Con il pop e la musica dance il Megaboom 4 brilla, tenendo insieme ritmo, linea di basso e voci; sui brani rock o alternative più densi, invece, la scena tende a impastarsi e le chitarre possono prendere il sopravvento, complice anche una compressione dei bassi quando si spinge al massimo. È uno speaker da festa e da ascolto condiviso, non lo strumento ideale per analizzare un disco nei dettagli durante un ascolto ravvicinato in solitaria.

A distinguerlo è soprattutto la diffusione a 360 gradi, il tratto che più lo caratterizza. Il corpo cilindrico irradia l’audio in modo uniforme tutt’intorno, così la resa resta pressoché identica da qualsiasi angolazione: basta appoggiare il diffusore al centro dello spazio senza cercare l’orientamento giusto rispetto a chi ascolta, e nessuno rimane in una zona d’ombra. È il motivo per cui il Megaboom 4 dà il meglio in ascolto condiviso, con persone disposte tutt’intorno.

All’aperto è nel suo elemento: il volume generoso riempie senza sforzo un giardino o un bordo piscina, dove la dispersione del suono penalizza le casse meno potenti. Al chiuso la stessa spinta satura con facilità una stanza grande, tenendo però presente che il diffusore chiede di essere alzato di volume per esprimersi al meglio, mentre a bassa intensità e in ascolto ravvicinato la resa risulta meno a fuoco.

Caratteristiche speciali

Il software è uno dei punti di forza. L’app Ultimate Ears permette di gestire la riproduzione, controllare la carica residua, aggiornare il firmware e soprattutto intervenire sull’equalizzazione, con cinque preset pronti all’uso e un profilo personalizzato per chi vuole regolare a piacere bassi e alti. La modalità Signature di default è quella più equilibrata e adatta alla maggior parte dei brani.

Tra le funzioni distintive c’è il Magic Button sulla sommità: tenendolo premuto, anche a speaker spento, avvia una delle playlist preimpostate da Spotify o Amazon Music senza toccare il telefono, comodo per far partire la musica al volo, a patto di usare uno di quei due servizi. C’è poi PartyUp, che consente di collegare in catena i diffusori compatibili della gamma (Boom 4, Megaboom 4, Everboom, Epicboom, Hyperboom) — fino a oltre 150 unità sulla carta — per coprire spazi più ampi o sonorizzare più stanze in contemporanea. Va tenuto presente che non tutti i modelli Ultimate Ears rientrano nell’elenco dei compatibili, quindi conviene verificarlo prima di contare su questa modalità. Sul fronte connettività il collegamento si appoggia al Bluetooth 5.3 con codec SBC e una portata ampia, che tiene bene la connessione anche allontanandosi dalla sorgente.

Più speaker Ultimate Ears Megaboom 4 a una festa

Autonomia e batteria

L’autonomia dichiarata è di 20 ore di riproduzione continua a volume medio, un dato che colloca il Megaboom 4 tra i migliori della sua categoria e ben oltre molti rivali di pari prezzo. Nell’uso reale la durata varia in base al volume e al genere ascoltato, ma resta più che sufficiente a coprire un’intera giornata di festa o un weekend fuori senza ansia da ricarica. La ricarica avviene tramite la porta USB-C, finalmente al posto della vecchia micro-USB, e un ciclo completo richiede grosso modo tre ore. Il diffusore può essere usato anche mentre è sotto carica. Nella confezione è incluso il solo cavo USB-C, senza alimentatore da parete.

Cosa è piaciuto

  • Volume elevato e generoso — Il Megaboom 4 raggiunge livelli di pressione sonora più che sufficienti a riempire una stanza grande o un giardino, tenendo bene la resa anche quando si alza il livello.
  • Autonomia fino a 20 ore — La batteria copre senza problemi un’intera giornata di utilizzo e oltre, un valore che mette in difficoltà parecchi concorrenti diretti. La ricarica completa, inoltre, richiede poche ore.
  • Suono a 360 gradi — La diffusione omnidirezionale è il marchio di fabbrica: l’audio arriva uniforme da qualsiasi posizione, così basta appoggiare il diffusore al centro dello spazio senza cercare l’orientamento perfetto.
  • Costruzione robusta e IP67 — Corpo solido, rivestimento in tessuto, resistenza ad acqua e polvere e capacità di galleggiare: una cassa pensata per uscire di casa e sopportare ambienti difficili.
  • Bassi più corposi — La revisione dei radiatori passivi dà al range dei bassi più profondità e meno distorsione rispetto al Megaboom 3, con un risultato pieno e d’impatto sui generi ritmati.

Cosa non è piaciuto

  • Resa incerta sul rock — Con i brani rock e alternative più densi la scena si impasta e le chitarre tendono a coprire il resto: lo speaker dà il meglio con pop e dance, meno con i generi affollati.
  • Niente ingresso jack — Manca l’ingresso ausiliario da 3,5 mm, quindi nessuna sorgente cablata quando il Bluetooth non basta: un’occasione mancata in questa fascia.
  • Aggiornamento minimo sul Megaboom 3 — Al netto della porta USB-C e dei bassi rivisti, le differenze con la generazione precedente sono ridotte: chi possiede già il Megaboom 3 ha pochi motivi per cambiare.
  • Ingombrante da trasportare — Per quanto definito portatile, la forma alta e il peso vicino al chilo lo rendono scomodo da infilare in uno zaino: nella pratica è più una cassa da casa o da spostamenti in auto.

Confronto con le alternative

Nella fascia attorno ai 200 euro il Megaboom 4 si confronta con rivali agguerrite, alcune delle quali ne mettono in discussione il primato proprio sui punti dove dovrebbe essere più forte.

JBL Charge 6 — Fascia di prezzo analoga. È l’alternativa giusta per chi vuole una resa sonora più orientata alla precisione e una funzione power bank per ricaricare lo smartphone, accettando però una diffusione frontale anziché a 360 gradi.

UE Boom 4 — Più economico, della stessa famiglia. Adatto a chi vuole lo stesso design cilindrico e la stessa diffusione omnidirezionale in un formato più compatto e leggero, rinunciando a qualche ora di autonomia e a un po’ di corpo sui bassi.

UE Wonderboom 4 — Decisamente più piccolo ed economico. La scelta sensata per chi cerca soprattutto portabilità e robustezza in un diffusore tascabile, senza il volume e la profondità del Megaboom 4.

Perché comprarlo (e perché no)

Per chi ha senso

Il Megaboom 4 è la cassa giusta per chi anima feste e ritrovi e ha bisogno di volume, autonomia e diffusione uniforme: appoggiato al centro di una stanza o di un giardino, suona allo stesso modo da ogni lato e regge un’intera giornata con una sola carica. La robustezza con certificazione IP67 e la capacità di galleggiare lo rendono ideale a bordo piscina, in spiaggia o sotto la doccia. Chi ascolta soprattutto pop, dance ed elettronica troverà una resa piena e d’impatto.

Per chi non ha senso

Chi cerca un diffusore davvero tascabile da portare ovunque farà meglio a guardare altrove: forma e peso ne penalizzano il trasporto. Chi ascolta prevalentemente rock o generi strumentali complessi e pretende dettaglio e precisione resterà deluso dalla tendenza a impastare le tracce più affollate. E chi possiede già un Megaboom 3 ben funzionante ha pochi motivi concreti per passare al nuovo modello. In questi casi vale la pena valutare un UE Boom 4 più maneggevole o una JBL Charge 6 più analitica.

Verdetto finale

Il Megaboom 4 è un buon speaker Bluetooth da esterno, promosso con una riserva chiara. Fa benissimo ciò per cui è nato, ovvero suonare forte, a lungo e in ogni direzione, resistendo ad acqua e polvere, e su questo terreno ha pochi rivali alla sua portata. I limiti sono altrettanto netti: la resa sui generi più densi non convince fino in fondo, manca l’ingresso jack e l’evoluzione rispetto al Megaboom 3 è marginale. A favore gioca un prezzo rimasto stabile nel tempo (controlla l’offerta su Amazon), che rende l’acquisto sensato per chi parte da zero e cerca una cassa robusta e instancabile per la vita all’aperto. Non è il diffusore più raffinato della categoria, ma è uno dei più affidabili quando si tratta di mettere su musica e farla durare.

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