Sony WF-C710N: cancellazione del rumore da fascia alta
Il rinnovo della serie C concentra quasi tutto il progresso sulla cancellazione del rumore, lasciando invariato l'assetto acustico e rinunciando ancora ai codec ad alta risoluzione.
Nella loro fascia isolano meglio di quasi chiunque altro e suonano in modo caldo e coinvolgente, a patto di accettare l'assenza dei codec ad alta risoluzione e comandi poco personalizzabili.
Pro
- + Cancellazione del rumore eccezionale
- + Isolamento passivo eccellente
- + Suono caldo e coinvolgente
- + Comfort ai vertici della categoria
- + Autonomia lunga e sopra il dichiarato
Contro
- – Niente LDAC né aptX
- – Comandi poco personalizzabili
- – Custodia plasticosa e ingombrante
- – Nessuna ricarica wireless
Da qualche anno la fascia intorno ai cento euro è il terreno dove si decide quanta tecnologia da top di gamma arriva davvero in tasca a chi non vuole spendere trecento euro per un paio di auricolari. I Sony WF-C710N si presentano lì con una promessa precisa: portare una cancellazione del rumore che regge il confronto con modelli ben più costosi, senza chiedere in cambio rinunce sul comfort o sull’autonomia. La promessa viene mantenuta con un margine ampio, mentre il resto del pacchetto migliora per gradi. Sono auricolari pensati per chi passa molte ore al giorno con qualcosa nelle orecchie, tra mezzi pubblici, uffici open space e camminate in città, e vuole soprattutto che il mondo intorno si abbassi di volume.
Scheda tecnica
| Tipo prodotto | Auricolari Bluetooth |
|---|---|
| Connettività | wireless |
| Tipo di fit | in-ear |
| Cancellazione attiva rumore | Sì |
| Peso (singolo auricolare) | 5,2 g |
| Codec supportati | SBC, AAC |
| Certificazione IP | IPX4 |
| Autonomia singolo auricolare | 8,5 ore (ANC on) / 12 ore (ANC off) |
| Autonomia con custodia | 30 ore totali (ANC on) / 40 ore totali (ANC off) |
| Prezzo di listino | 119,99 € — Controlla le offerte |
| Anno di uscita | 2025 |
| Diametro driver | 5 mm |
| Tipo driver | dinamico |
| Risposta in frequenza | 20-20000 Hz |
| Peso custodia | 38 g |
| Versione Bluetooth | 5.3 |
| Modalità trasparenza | Sì |
| Multipoint | Sì |
| Tipo ricarica | USB-C |
| Ricarica wireless | No |
| Ricarica rapida | Sì |
| App companion | Sì |
| Nome app | Sony Sound Connect |
| Assistente vocale | Sì |
| Colori disponibili | Glass Blue, nero, bianco, rosa pastello |
Descrizione generale
I WF-C710N occupano il gradino intermedio della gamma auricolari di Sony, sopra i C510 privi di cancellazione del rumore e parecchio sotto la serie 1000X. Sono arrivati nel marzo 2025 a sostituire i WF-C700N, un modello che per due anni era stato uno dei riferimenti della fascia economica, e Sony ha scelto di non ritoccare il prezzo di lancio: il listino italiano è rimasto a 119,99 €, anche se sul canale Amazon si trovano quasi sempre a cifre sensibilmente più basse.
Rispetto al modello che sostituiscono le differenze sono mirate. Ogni auricolare guadagna un microfono in più dedicato alla cancellazione del rumore, il pulsante fisico lascia il posto a una superficie touch, e compare il rilevamento in-ear che mette in pausa la riproduzione quando si toglie un auricolare. Driver e assetto acustico restano invece quelli di prima, come Sony stessa dichiara: il carattere sonoro cambia poco, l’isolamento molto.
Il caso d’uso a cui rispondono meglio è quello del pendolare e di chi lavora in ambienti rumorosi. Sono auricolari da tenere addosso per ore nella giornata ordinaria, mentre in palestra la tenuta senza alette di sostegno li rende meno affidabili. Oltre alla variante trasparente Glass Blue, che a qualcuno risulta originale e a qualcun altro giocattolosa, restano disponibili le finiture opache in nero, bianco e rosa pastello.

Design e costruzione
La forma senza stelo ricalca quella della serie 1000X, con un corpo arrotondato che si infila in profondità nel condotto uditivo. Rispetto ai C700N gli auricolari sono cresciuti in modo percepibile, e con loro la custodia, diventata più profonda e leggermente più ingombrante: entra ancora in tasca senza problemi, ma non è più fra le più compatte della categoria. La cerniera è solida e l’aggancio magnetico degli auricolari tiene bene, mentre la plastica lucida della custodia dà una sensazione economica e raccoglie impronte con facilità.
Sul piano del comfort il giudizio è netto: con 5,2 grammi per auricolare e una forma che distribuisce bene la pressione, si dimenticano addosso anche dopo otto ore consecutive. La tenuta è invece il punto su cui l’esperienza cambia da persona a persona. Con l’orecchio giusto restano saldi anche camminando a passo svelto, mentre con condotti più larghi o con la finitura lucida capita che uno dei due si allenti e scivoli, soprattutto correndo o in movimento continuo. In confezione ci sono tre misure di gommini e nessuna aletta di sostegno, quindi chi ha bisogno di un ancoraggio meccanico non troverà nulla per rimediare. La certificazione IPX4 copre sudore e pioggia leggera, non l’immersione.

I comandi touch funzionano bene: la superficie leggermente concava aiuta il dito a centrare il bersaglio e le pressioni accidentali sono rare. Il problema arriva quando si prova a modificarli. Il volume si regola con quattro o più tap ripetuti sull’auricolare, un gesto scomodo che finisce per spingere il corpo dell’auricolare più a fondo nell’orecchio, e l’app permette di assegnare solo un preset completo a ciascun lato invece del singolo comportamento per tap, doppio tap o pressione prolungata. Il rilevamento in-ear, questo sì, è impeccabile: la musica si ferma appena si sfila un auricolare e riparte quando torna al suo posto.
Suono
La firma di fabbrica è leggermente a V, con una spinta misurata sui bassi e un tocco di enfasi sugli alti che rende l’ascolto immediato e coinvolgente. È una taratura pensata per piacere fin dal primo minuto, e ci riesce: il timbro è caldo, pieno, mai stancante.
I bassi sono il tratto più riuscito. Hanno corpo e peso reali, scendono con autorità senza gonfiarsi e restano controllati anche quando la linea di basso è veloce e articolata, lasciando spazio a tutto il resto. Le frequenze medie sono definite e naturali, con le voci che emergono senza sforzo e con una buona resa delle sfumature espressive, dal parlato del podcast alla dizione di un rapper.
Sugli alti il quadro si fa più articolato. Nell’ascolto quotidiano risultano nitidi e ben incisi, senza durezze né sibilanti fastidiose, e chi cerca un suono piacevole non troverà nulla da ridire. La risposta in frequenza presenta però un avvallamento consistente intorno ai 10 kHz, che si traduce in qualche dettaglio perso su piatti e armoniche superiori: a chi ascolta in modo analitico e cerca l’ultimo grado di apertura sugli alti, quel calo non sfuggirà. Anche la scena sonora si comporta bene per la fascia, con un’immagine stereo precisa che colloca gli strumenti in punti riconoscibili invece di impastarli al centro della testa. La risposta dinamica cede qualcosa nei passaggi più sfumati, ma è un limite che emerge solo nel confronto diretto con auricolari di categoria superiore.
L’equalizzatore dell’app permette di intervenire con cinque bande e otto preset, e il controllo Clear Bass agisce in modo mirato sulle basse frequenze: chi vuole più corpo o più luce ha strumenti sufficienti per ottenerli senza degradare il resto.
Cancellazione del rumore e trasparenza

È qui che il modello dà il meglio di sé. Il doppio microfono per auricolare, uno rivolto all’esterno e uno all’interno, produce una riduzione del rumore che nella fascia intorno ai cento euro è difficile da eguagliare: i rumori continui a bassa frequenza, il rotolamento di un treno, il brusio di un motore, la ventilazione di un ufficio, spariscono quasi del tutto, con un abbattimento che arriva a 30 dB sulle basse frequenze e una riduzione media del rumore esterno vicina all’85%.
Buona parte del merito va anche all’isolamento passivo, che è eccellente per merito della forma bombata: i gommini da soli bloccano circa 10 dB sulle basse frequenze e fino a 40 dB sulle alte, e la cancellazione attiva lavora su una base già silenziosa. Il confronto con i modelli da trecento euro resta impari sulle medio-alte, dove voci e suoni acuti filtrano ancora, ma il salto rispetto alla generazione precedente è immediatamente percepibile.
Non esistono livelli intermedi: la cancellazione è accesa o spenta. La modalità trasparenza compensa con una regolazione su venti gradini e una funzione che mette a fuoco le voci; la resa è naturale e priva di fruscio se si resta sui livelli intermedi, sufficiente per scambiare due parole senza togliere nulla dalle orecchie. Il Controllo del suono adattivo commuta da solo fra le modalità in base a quattro scenari riconosciuti (fermo, in cammino, in corsa, sui mezzi), e funziona; chi preferisce decidere da sé lo troverà però invadente, perché basta una sosta di qualche secondo per far cambiare modalità.
Microfoni e chiamate
L’array di microfoni sfrutta l’elaborazione Precise Voice Pickup, che isola la voce dal resto, e conserva la griglia di protezione dal vento già vista sul modello precedente. In ambienti tranquilli e in ufficio la voce arriva definita e naturale, con un timbro che non suona compresso o artificiale, e la tenuta al vento è sopra la media della fascia: le raffiche leggere vengono attenuate senza che il segnale collassi.
Il limite si presenta con il rumore di fondo forte. Sul marciapiede di una strada trafficata l’algoritmo taglia insieme al rumore anche parte della voce, che perde corpo e in qualche passaggio si fa faticosa da seguire. Per le riunioni da casa e le chiamate in movimento ordinario sono più che adeguati; per una conversazione importante in mezzo al traffico conviene cercare un posto più riparato.
Caratteristiche speciali
La connettività è il capitolo dove la fascia di prezzo si sente di più. Il Bluetooth è nella versione 5.3 e la connessione è stabile, senza cadute né latenza percepibile guardando video, ma i codec supportati restano soltanto SBC e AAC. Chi ascolta da Android e sperava nell’LDAC di casa Sony, o in aptX, resta a mani vuote: è la rinuncia che pesa di più, tanto più evidente perché rivali dello stesso prezzo l’hanno adottato. Il multipoint c’è e collega due dispositivi insieme, con passaggio fluido fra telefono e computer.
L’app Sony Sound Connect, che ha preso il posto di Headphones Connect, è completa per quello che serve: aggiornamenti firmware, stato della batteria, gestione dell’ambientale, equalizzatore e priorità fra stabilità della connessione e qualità del suono. C’è anche il DSEE nella versione base, che ricostruisce parte delle informazioni perse dalla compressione, mentre la variante Extreme resta appannaggio dei modelli di punta. La funzione “Trova il tuo equalizzatore” guida verso un profilo sonoro attraverso alcuni ascolti comparativi, ma si ferma alla scelta fra preset già pronti e non arriva alla profondità dei test dell’udito offerti da qualche concorrente.
Resta il supporto al 360 Reality Audio, con tanto di scansione dell’orecchio tramite fotografia per calibrare l’effetto. È una funzione che oggi ha poco a cui applicarsi: dopo l’uscita di Tidal dal formato nel 2024 i cataloghi compatibili si contano sulle dita di una mano, e per la maggior parte delle persone rimarrà inutilizzata.
Autonomia e batteria
Le dodici ore dichiarate con cancellazione spenta e le otto ore e mezza con cancellazione attiva sono numeri già generosi per la categoria, e nell’uso reale il dato tiene: su singola carica si superano le nove ore, quindi il dichiarato è prudente. La custodia aggiunge circa due ricariche e mezza, per un totale di 30 ore con cancellazione accesa e 40 ore con cancellazione spenta.
Tradotto in pratica, significa una settimana di pendolarismo senza pensare al cavo, e un margine che regge il confronto con auricolari che costano il doppio. La ricarica rapida dà un’ora di ascolto con cinque minuti di collegamento, sufficiente a coprire un imprevisto prima di uscire di casa. La custodia si ricarica solo via USB-C: la ricarica wireless non c’è, ed è l’unica mancanza che si sente davvero fra le assenze minori.
Cosa è piaciuto
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Cancellazione del rumore eccezionale per la fascia. L’abbattimento delle basse frequenze arriva a livelli che fino a poco fa si vedevano solo su modelli tre volte più costosi. Su treno, autobus e ufficio open space il risultato è un silenzio quasi completo alle spalle della musica.
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Isolamento passivo eccellente. La forma bombata sigilla il condotto uditivo con efficacia rara, bloccando circa 10 dB sulle basse e fino a 40 dB sulle alte frequenze prima ancora di accendere l’elettronica. È la base su cui la cancellazione attiva costruisce il suo risultato.
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Suono caldo e coinvolgente. La taratura leggermente a V rende l’ascolto immediato e piacevole, con bassi corposi e controllati e voci definite. Per la fascia di prezzo la resa complessiva è ai vertici.
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Comfort ai vertici della categoria. Con poco più di cinque grammi per auricolare e una forma che non crea punti di pressione, restano indossabili per intere giornate senza fastidio.
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Autonomia lunga e sopra il dichiarato. Oltre nove ore effettive su singola carica e trenta ore complessive con la cancellazione accesa mettono questi auricolari davanti a rivali ben più cari, con una ricarica rapida che risolve le emergenze.
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Modalità trasparenza naturale e regolabile. I venti livelli di intensità e la messa a fuoco delle voci permettono di regolare con precisione quanti suoni esterni far passare, senza il fruscio di fondo che affligge molte implementazioni economiche.
Cosa non è piaciuto
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Niente LDAC né aptX. Il supporto si ferma a SBC e AAC, quindi chi ascolta da Android non ha modo di sfruttare una trasmissione a maggiore risoluzione. È il limite più evidente, reso più pesante dal fatto che rivali dello stesso prezzo offrono l’LDAC.
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Comandi poco personalizzabili. L’app assegna preset completi a ciascun auricolare invece di lasciar configurare il singolo gesto, e il volume si regola con quattro o più tap ripetuti, un movimento scomodo che spinge l’auricolare più a fondo nell’orecchio.
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Custodia plasticosa e ingombrante. La plastica lucida trattiene le impronte e restituisce una sensazione economica al tatto, mentre la profondità aumentata rispetto al modello precedente si nota mettendola in tasca.
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Nessuna ricarica wireless. Si ricarica soltanto via USB-C, una mancanza sopportabile a questo prezzo ma che si avverte per chi ha già una base di ricarica sulla scrivania.
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Tenuta incerta in movimento intenso. Senza alette o archetti di sostegno e con soli tre gommini in dotazione, chi ha condotti uditivi più larghi rischia che un auricolare si allenti correndo.
Confronto con le alternative
La fascia intorno ai cento euro è affollata, e ciascuna alternativa sposta il baricentro su una priorità diversa.
Nothing Ear (a) — intorno ai 100 €. È il rivale più diretto e il motivo per cui la scelta non è scontata: portano l’LDAC, una certificazione di resistenza migliore e un design più curato, ma la cancellazione del rumore resta un gradino sotto e l’autonomia è nettamente più corta. Da preferire a chi ascolta da Android e mette la qualità della trasmissione davanti all’isolamento.
EarFun Air Pro 4 — intorno agli 80 €. Costano meno e offrono comunque i codec ad alta risoluzione che qui mancano, con una dotazione di funzioni sorprendentemente completa per la cifra. La resa della cancellazione e la rifinitura complessiva non arrivano allo stesso livello, ma il risparmio è concreto.
Sony WF-1000XM6 — intorno ai 300 €. Il salto in gamma dentro casa Sony porta cancellazione ancora più efficace sulle medio-alte, LDAC, ricarica wireless e una resa sonora di un’altra categoria. Ha senso per chi ascolta molta musica in modo attento e vuole il meglio disponibile, accettando di spendere il triplo.
Bose QuietComfort Earbuds — intorno ai 200 €. Restano un riferimento per l’isolamento e per il comfort, con una gestione della cancellazione più raffinata sulle frequenze medie. Anche loro rinunciano ai codec ad alta risoluzione, quindi la scelta si gioca su quanto si è disposti a pagare per l’ultimo gradino di silenzio.
Perché comprarli (e perché no)
Per chi ha senso. Chi passa ore su mezzi pubblici, in treno o in un ufficio open space e vuole soprattutto abbassare il volume del mondo trova qui il migliore rapporto fra isolamento e spesa della fascia. Vale lo stesso per chi cerca auricolari da indossare tutto il giorno senza fastidio e senza ansia da batteria, e per chi alterna telefono e computer contando sul multipoint. Anche chi ascolta da iPhone ha poco da perdere: con l’AAC come codec di riferimento, l’assenza dell’LDAC non toglie nulla.
Per chi non ha senso. Chi ascolta da Android e vuole sfruttare una trasmissione ad alta risoluzione dovrebbe guardare altrove, così come chi cerca un ascolto analitico e pretende l’ultimo grado di dettaglio sugli alti. Non sono nemmeno la scelta giusta per l’allenamento: la certificazione IPX4 regge il sudore, ma senza sistemi di ancoraggio la tenuta non dà garanzie durante la corsa, e per quell’uso conviene orientarsi su modelli con alette di sostegno. Chi vuole configurare ogni singolo gesto dei comandi troverà l’app più rigida di quanto sopporta.
Verdetto finale
I WF-C710N sono promossi senza riserve dentro il perimetro che si sono scelti. La cancellazione del rumore è il loro argomento decisivo e regge il confronto con auricolari di ben altro prezzo, il suono è caldo e godibile, il comfort e l’autonomia stanno fra i migliori della categoria. È un aggiornamento che concentra tutto il progresso in un punto solo, lasciando il resto dove stava: chi possiede già la generazione precedente farà il salto solo se l’isolamento è la sua priorità.
Le rinunce restano quelle tipiche della fascia, e pesano in modo diverso a seconda di come si ascolta. L’assenza dei codec ad alta risoluzione infastidisce chi usa Android, la gestione dei comandi resta una scelta di prodotto difficile da giustificare, e la custodia non trasmette la stessa cura del resto. Al listino pieno la concorrenza è agguerrita e la scelta richiede di sapere cosa si sta cercando; al prezzo a cui si trovano abitualmente in offerta su Amazon diventano uno degli acquisti più sensati della categoria.
Voto: 4.5/5
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