Recensione Bose QuietComfort Earbuds: l'ANC dei top di gamma
La cancellazione del rumore dei top di gamma Bose, ma sul modello d'ingresso: quanto si rinuncia davvero rispetto agli Ultra?
Tra gli acquisti più sensati nel true wireless di fascia media: cancellazione del rumore al livello dei top di gamma, suono caldo e coinvolgente, autonomia generosa. I difetti (custodia plasticosa, controllo vocale da spegnere e assenza di codec hi-res) restano tutti minori.
Pro
- + ANC tra i migliori in assoluto
- + Vestibilità comoda e stabile
- + Autonomia oltre la dichiarata
- + Suono pieno e coinvolgente
- + App ricca con EQ 5 bande
Contro
- – Custodia ingombrante e plasticosa
- – Comandi vocali troppo sensibili
- – Nessun codec hi-res o aptX
- – Qualche interruzione con multipoint
Bose ha ripreso un nome storico per rilanciare la sua proposta di fascia media, e il risultato è uno dei migliori auricolari true wireless sotto i 200 euro. I QuietComfort Earbuds (modello 2024, da non confondere con la versione del 2020 né con la serie Ultra) si rivolgono alla fascia media con il loro punto di forza principale: una cancellazione attiva del rumore al livello dei top di gamma, a un prezzo molto più contenuto. Il prodotto si rivolge a chi vuole la competenza di Bose sull’isolamento acustico senza pagare la cifra richiesta per i QuietComfort Ultra Earbuds. Pendolari, viaggiatori frequenti e ascoltatori che cercano un suono caldo e d’impatto sono i destinatari naturali.
Scheda tecnica
| Tipo prodotto | Auricolari Bluetooth |
|---|---|
| Connettività | wireless |
| Tipo di fit | in-ear |
| Cancellazione attiva rumore | Sì |
| Peso (singolo auricolare) | 8,5 g |
| Codec supportati | SBC, AAC |
| Certificazione IP | IPX4 |
| Autonomia singolo auricolare | 8,5 ore (ANC on) |
| Autonomia con custodia | 31,5 ore totali |
| Prezzo di listino | 199,95 € — Controlla le offerte |
| Anno di uscita | 2024 |
| Diametro driver | 10 mm |
| Tipo driver | dinamico |
| Peso custodia | 47 g |
| Versione Bluetooth | 5.3 |
| Modalità trasparenza | Sì |
| Multipoint | Sì |
| Tipo ricarica | USB-C |
| Ricarica wireless | Sì |
| App companion | Sì |
| Nome app | Bose QCE |
| Colori disponibili | Nero, Chilled Lilac, White Smoke |
Descrizione generale
I Bose QuietComfort Earbuds (2024) sono il modello d’ingresso nella gamma di auricolari true wireless di Bose, posizionati sotto i QuietComfort Ultra Earbuds da circa 300 euro. Sul mercato italiano il listino ufficiale è di 199,95 euro, ma su Amazon non è raro trovarli a un prezzo più contenuto durante le promozioni.
Rispetto al predecessore del 2020, il design abbandona la forma con stelo sporgente in favore di un guscio più compatto che resta nel padiglione. La differenza principale rispetto agli Ultra Earbuds, oltre al prezzo, è l’assenza della tecnologia CustomTune (la calibrazione personalizzata dell’ANC in base alla forma del condotto uditivo), dell’audio immersivo Bose Immersive Audio e del supporto al codec aptX Adaptive con Snapdragon Sound. In cambio compaiono però una nuova app dedicata (Bose QCE, distinta dall’app Bose principale) con equalizzatore a cinque bande, la ricarica wireless Qi che sui fratelli maggiori manca, e un’autonomia dichiarata superiore.
Il pubblico è chiaro: chi vuole l’esperienza Bose, soprattutto sull’isolamento acustico, senza spendere la cifra dei modelli premium. Disponibili in tre colori (nero, Chilled Lilac e White Smoke), gli auricolari si rivolgono al pendolare, a chi viaggia spesso e a chi lavora in open space e cerca un rifugio dal rumore di fondo. Sono anche un compagno valido per la palestra grazie alla certificazione IPX4 e al sistema di alette stabilizzatrici.
Design e costruzione
Gli auricolari hanno una forma ovale che si appoggia all’interno del padiglione senza sporgere come l’asta dei modelli con stelo. La superficie esterna è in plastica opaca con i controlli a sfioramento integrati, mentre il corpo del guscio è in plastica lucida modellata. La finitura, soprattutto nella colorazione Chilled Lilac, ha un tocco premium che si avverte al tatto.
Ogni guscio pesa circa 8,5 grammi e nella confezione ci sono tre misure di gommini in silicone più tre misure di alette stabilizzatrici, in gomma, che fanno presa contro la conca dell’antelice. Combinando le due varianti si ottengono nove possibili configurazioni di vestibilità, e Bose è storicamente uno dei produttori più bravi a centrare comfort e stabilità anche dopo molte ore di uso continuativo. Restano comunque auricolari relativamente voluminosi: chi ha le orecchie piccole potrebbe trovarli un po’ ingombranti.
La nota stonata è la custodia. È fatta in plastica, sembra più economica di quanto il prezzo del prodotto lasci pensare e ha dimensioni generose (circa 70 × 48 × 35 mm) che la rendono scomoda in tasche strette. La certificazione di resistenza è IPX4, quindi sudore e schizzi sono tollerati ma immersioni no.
I controlli sono interamente a sfioramento, configurabili dall’app: tocco singolo, doppio, triplo e pressione prolungata possono essere assegnati a riproduzione e pausa, salto traccia, regolazione volume, modalità di ascolto e perfino allo scatto remoto della fotocamera.

Suono
La firma sonora è calda, energica e divertente, con una marcata enfasi sulle basse frequenze e una colorazione a V che valorizza anche le alte. I driver dinamici da 10 millimetri spingono molto sul range basso, con sub-bassi pieni e ben estesi che non diventano gonfi: la definizione resta buona e i transienti dei kick risultano rapidi e precisi.
Le frequenze medie sono presenti e ben articolate, con voci che restano in primo piano anche su brani densi di strumentazione. Le alte frequenze sono brillanti, talvolta leggermente sopra il dovuto sulla curva predefinita, ma raramente diventano taglienti. Con la firma sonora predefinita i Bose accontentano la maggior parte degli ascoltatori abituati allo streaming, mentre chi preferisce una resa più neutra può intervenire con l’equalizzatore a cinque bande dell’app.
La scena sonora è sorprendentemente ampia per la categoria: gli strumenti sono ben distribuiti e si percepisce chiaramente il posizionamento dei singoli elementi. È uno dei punti di forza di questo modello, specie considerando che mancano codec hi-res come LDAC o aptX Adaptive: il supporto è limitato a SBC e AAC, e in scenari particolarmente affollati come zone urbane trafficate possono comparire alcune microinterruzioni con il Bluetooth multipoint attivo.
A volume sostenuto la pressione si mantiene controllata, senza distorsioni evidenti, e in uso quotidiano è raro avere bisogno di salire oltre il 70-80 per cento della scala.
Cancellazione del rumore e trasparenza
È qui che i QuietComfort Earbuds danno il meglio: l’isolamento supera tutto ciò che si trova in questa fascia di prezzo, arrivando a livelli che molti modelli ben più costosi non raggiungono. Sui rumori costanti a bassa e media frequenza, come il rombo di un treno o di un motore, il brusio di un ufficio affollato o la ventilazione, l’abbattimento è quasi totale, con una riduzione che nella pratica supera l’80 per cento del volume. Sulle voci e sui rumori improvvisi il filtraggio è meno chirurgico, ma resta ottimo. Il confronto interno è onesto: i QuietComfort Ultra Earbuds spingono un gradino più in là sulle medie e sulle alte, anche perché qui mancano la calibrazione CustomTune e l’elaborazione del segnale dei fratelli maggiori.
Le modalità sono due, gestibili dall’app: Quiet, che attiva la cancellazione piena, e Aware, la modalità trasparenza. Quest’ultima è tra le più riuscite del settore: lascia rientrare le voci e i suoni utili come il traffico in arrivo in modo naturale, attenuando il resto, e permette una breve conversazione senza togliere gli auricolari.
Microfoni e chiamate
Ogni auricolare monta tre microfoni, uno in meno rispetto ai quattro dei QuietComfort Ultra Earbuds e con un posizionamento leggermente diverso. Nell’uso reale la resa in chiamata è buona, sufficiente per telefonate e riunioni in mobilità: la voce arriva chiara negli ambienti silenziosi e il sistema gestisce bene il rumore di fondo nella maggior parte delle situazioni, comprese quelle d’ufficio. In contesti molto rumorosi l’interlocutore può fare un po’ più fatica a capire, ma gli auricolari restano utilizzabili. Rispetto agli Ultra la voce ha meno corpo e meno naturalezza, e il confronto diretto fa emergere una resa un po’ meno espressiva e bilanciata. L’app include la regolazione dell’ascolto della propria voce in chiamata, utile per dosare quanto ci si sente mentre si parla.
Caratteristiche speciali
Il cuore funzionale del prodotto è la nuova app Bose QCE, sviluppata specificamente per questo modello e non condivisa con il resto della gamma. L’interfaccia è una delle più complete della categoria: equalizzatore parametrico a cinque bande (bassi, basso-medi, medi, alto-medi, alti) con preimpostazioni, personalizzazione completa dei comandi a sfioramento, gestione del multipoint, modalità a bassa latenza per video e giochi e una funzione che stima quanto tempo di ascolto e di conversazione rimane.
Curiosa la funzione di comandi vocali, attivata con la frase “Hey headphones”: permette di gestire chiamate, riproduzione, volume e modalità ANC senza toccare gli auricolari, e consente anche di scattare foto col telefono a distanza. La sensibilità di questa funzione, però, è eccessiva: in ambienti pubblici succede che parole pronunciate da altri attivino comandi indesiderati, e disattivarla resta spesso la soluzione più semplice.
Il Bose Immersive Audio dei modelli Ultra non è presente al lancio, ma è annunciato come funzione in arrivo via aggiornamento firmware.

Autonomia e batteria
Bose dichiara 8,5 ore di ascolto continuo con ANC attivo, e nell’uso reale i valori si rivelano spesso superiori, intorno alle 9 ore. La custodia aggiunge due ricariche e mezza, portando il totale a 31,5 ore. Sono numeri molto buoni in assoluto, e diventano notevoli se confrontati con i QuietComfort Ultra Earbuds che si fermano a circa 6 ore per gli auricolari e 24 totali con custodia.
La ricarica completa della custodia richiede circa un’ora e mezza. È presente la ricarica wireless Qi, una comodità che sui modelli Ultra è invece assente. Manca invece una vera funzione di ricarica rapida dichiarata: pochi minuti nel case forniscono comunque un’oretta di ascolto, ma Bose non pubblicizza un valore preciso.
Cosa è piaciuto
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ANC tra i migliori in assoluto. La cancellazione attiva del rumore è il punto di forza del prodotto e di tutta la gamma Bose. Sui rumori costanti come motori, treni, ventilazione e brusio d’ufficio l’isolamento è praticamente totale; sulle voci e sui rumori improvvisi il filtraggio è meno chirurgico ma comunque ottimo. È al livello dei top di gamma più costosi.
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Vestibilità comoda e stabile. Le alette stabilizzatrici in silicone e i nove possibili abbinamenti tra gommini e alette rendono la tenuta sicura anche durante attività intense, corsa compresa. Gli auricolari si possono indossare per molte ore senza affaticare il padiglione.
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Autonomia oltre la dichiarata. Nelle prove sul campo gli auricolari vanno spesso oltre il dato dichiarato da Bose, e con le ricariche della custodia il totale supera quello dei fratelli Ultra e di molti rivali diretti.
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Suono pieno e coinvolgente. La firma a V con basse frequenze potenti e alte brillanti è molto piacevole con i generi più popolari e con la musica in streaming. La scena sonora è particolarmente ampia per un true wireless di questa fascia, e l’equalizzatore a cinque bande permette di adattare la resa al proprio gusto.
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App ricca con EQ 5 bande. L’app Bose QCE è una delle più complete del settore: equalizzatore a cinque bande, personalizzazione dei comandi, gestione del multipoint, modalità a bassa latenza, stima dell’autonomia residua. Tutto in un’interfaccia ordinata.
Cosa non è piaciuto
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Custodia ingombrante e plasticosa. Il case è più grande della media e crea un rigonfiamento evidente nelle tasche più aderenti. La plastica usata non trasmette la sensazione di qualità che invece gli auricolari riescono a dare, e questi ultimi sbattono leggermente all’interno producendo un rumore secco.
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Comandi vocali troppo sensibili. Si attivano con facilità a fronte di parole pronunciate da altre persone nelle vicinanze. In autobus, treno o ufficio capita spesso di sentire la modalità ANC cambiare da sola. La disattivazione completa è quasi sempre la scelta migliore.
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Nessun codec hi-res o aptX. Il supporto è limitato a SBC e AAC. Mancano LDAC, aptX Adaptive e tutti i codec lossless, presenti invece in concorrenti anche più economici. Per chi ascolta in streaming HD da Apple Music, Tidal o Qobuz è una limitazione concreta.
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Qualche interruzione con multipoint. Con il multipoint attivo capitano saltuari problemi di connessione, soprattutto in movimento e in ambienti con molte reti Wi-Fi e Bluetooth. La situazione si stabilizza disattivando la doppia connessione, ma è un compromesso fastidioso.
Confronto con le alternative
Nella fascia tra i 150 e i 250 euro il mercato è meno affollato di quanto si possa pensare, e i Bose si trovano in una posizione piuttosto comoda. Le alternative da considerare sono poche ma significative.
Bose QuietComfort Ultra Earbuds (circa 300 euro): il modello premium della stessa famiglia, da preferire a chi vuole l’ANC adattivo con CustomTune, il Bose Immersive Audio e il supporto a Snapdragon Sound con aptX Adaptive. Si rinuncia però alla ricarica wireless e all’autonomia maggiore dei QuietComfort Earbuds.
Sony WF-1000XM6 (circa 300 euro): la proposta top di Sony, con una firma sonora più neutra ed equilibrata, ANC eccellente, supporto LDAC e una scena ricostruita con più aria. Costano sensibilmente di più ma offrono codec hi-res e processore audio dedicato.
Soundcore Liberty 5 (circa 100 euro): se il budget è dimezzato ma l’ANC resta una priorità, le Liberty 5 propongono cancellazione adattiva, codec LDAC e una firma sonora pompata sui bassi. La qualità complessiva e l’efficacia dell’ANC restano un gradino sotto rispetto ai Bose, ma il rapporto qualità-prezzo è notevole.
Perché comprarle (e perché no)
Per chi ha senso: chi cerca la migliore cancellazione attiva del rumore disponibile sotto i 200 euro, senza compromessi. Sono ideali per chi viaggia spesso in aereo o treno, per il pendolare urbano, per chi lavora in open space rumorosi e ha bisogno di concentrazione. La firma sonora calda e piena, il fit comodo e l’autonomia generosa li rendono adatti anche all’uso prolungato in mobilità e a chi ascolta soprattutto musica in streaming senza cercare la massima fedeltà audiofila.
Per chi non ha senso (o esistono alternative migliori): chi vuole codec hi-res come LDAC o aptX Adaptive per sfruttare gli abbonamenti lossless di Apple Music, Tidal o Qobuz farà meglio a guardare altrove, perché il supporto si ferma a SBC e AAC. Chi cerca una firma sonora analitica e neutra può trovare di meglio nel Sony WF-1000XM6, che con un budget più alto offre anche una scena sonora più aerata. Chi tiene molto alla portabilità della custodia dovrebbe considerare alternative più compatte.
Verdetto finale
I Bose QuietComfort Earbuds (2024) sono uno degli acquisti più sensati nel segmento dei true wireless di fascia media. La cancellazione attiva del rumore è al livello dei top di gamma più costosi, il suono è coinvolgente e personalizzabile, l’autonomia supera la concorrenza e la vestibilità è curata. I difetti esistono, ma sono tutti minori e non scalfiscono il valore complessivo: la custodia è ingombrante e plasticosa, i comandi vocali vanno spenti, mancano i codec hi-res e qualche interruzione con il multipoint richiede pazienza.
Per il prezzo richiesto, e considerando quanto si debba spendere in più per ottenere qualcosa di sostanzialmente migliore, sono una raccomandazione facile. Bose ha messo nel suo modello d’ingresso quasi tutto quello che conta davvero, lasciando agli Ultra le funzioni accessorie. Per molti acquirenti, è la scelta più razionale dell’intera gamma. In vendita su Amazon. Voto 4,5/5.
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