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Recensione Bose Ultra Open Earbuds: comodi ma costosi

Un auricolare aperto pensato per chi non vuole mai isolarsi dal mondo circostante, tra comfort ai vertici della categoria e un prezzo vicino a quello di un top di gamma con cancellazione del rumore.

· Recensione
Recensione Bose Ultra Open Earbuds: comodi ma costosi
Crediti immagine: © Bose
Il verdetto
3,5/5 Buono

La vestibilità e la resa sonora sono tra le migliori mai visti in un auricolare aperto, ma il prezzo elevato e alcuni compromessi sulle chiamate lo rendono una scelta di nicchia.

Pro

  • + Comfort ai vertici della categoria
  • + Tenuta stabile anche in movimento
  • + Bassi pieni per un open-ear
  • + Bassa dispersione sonora
  • + Autonomia solida e ricarica rapida

Contro

  • Prezzo elevato per la categoria
  • Chiamate deboli con vento
  • Niente ricarica wireless
Prezzo di listinoListino 349,95 €
Vedi su Amazon

Da qualche anno gli auricolari aperti si stanno ritagliando uno spazio proprio, per chi non sopporta i gommini in-ear o vuole restare consapevole di ciò che succede intorno mentre ascolta musica. Bose entra in questo segmento con gli Ultra Open Earbuds, un design a clip che si aggancia al padiglione senza mai entrare nel canale uditivo. Il risultato porta la cura costruttiva e il carattere sonoro tipici del marchio in un formato ancora di nicchia, a un prezzo che si avvicina a quello dei migliori auricolari con cancellazione del rumore. Sono la scelta più indicata per chi corre, pedala o lavora in ufficio e vuole restare sempre all’ascolto dell’ambiente circostante, meno per chi cerca la miglior resa sonora assoluta o un prezzo contenuto.

Scheda tecnica

Tipo prodotto Auricolari sport
Connettività wireless
Tipo di fit ear-hook
Cancellazione attiva rumore No
Peso (singolo auricolare) 6,35 g
Codec supportati SBC, AAC, aptX Adaptive
Certificazione IP IPX4
Autonomia singolo auricolare 7,5 ore (standard) / 4,5 ore (Audio Immersivo attivo)
Autonomia con custodia 19,5 ore aggiuntive (totale circa 27 ore)
Prezzo di listino 349,95 € — Controlla le offerte
Anno di uscita 2024
Tipo driver dinamico
Peso custodia 44 g
Versione Bluetooth 5.3
Multipoint
Tipo ricarica USB-C
Ricarica rapida
App companion
Nome app Bose Music
Assistente vocale
Colori disponibili Nero, Bianco fumo, Blu lunare

Descrizione generale

Gli Ultra Open Earbuds sono il primo auricolare aperto di Bose e arrivano nel 2024, quando questa categoria di prodotto è ancora agli albori. Il design a clip, che l’azienda chiama flex joint, tiene il driver a distanza dal condotto uditivo senza mai occluderlo: niente gommini da scegliere, niente sigillo da cercare. Al centro della proposta c’è la tecnologia proprietaria Bose OpenAudio, pensata per convogliare il suono verso l’orecchio limitando la dispersione verso l’esterno, affiancata dall’Audio Immersivo già visto sulle cuffie QuietComfort Ultra e sugli auricolari QC Ultra.

Il posizionamento è dichiaratamente di fascia alta, con un prezzo di listino che sfiora quello del top di gamma Bose con cancellazione del rumore (il prezzo attuale su Amazon può comunque scendere sotto il listino). Il pubblico naturale è chi pratica sport all’aperto, corsa, ciclismo, allenamento in palestra, e vuole restare attento al traffico e all’ambiente, ma anche chi in ufficio o in casa non vuole isolarsi completamente dalle persone intorno. Sono disponibili nelle colorazioni nero e bianco fumo, con una variante blu lunare e un’edizione speciale realizzata in collaborazione con il marchio di streetwear Kith.

Design e costruzione

Ogni auricolare è composto da tre elementi: un piccolo corpo a forma di L che punta il driver verso il canale uditivo, un cilindro posteriore che ospita batteria e pulsante di controllo, e una fascia flessibile in silicone, il flex joint, che li unisce avvolgendo la cartilagine dell’orecchio. È un sistema di aggancio inedito, che richiede qualche tentativo prima di trovare la posizione giusta: una volta presa la mano, il posizionamento diventa rapido e naturale.

Coppia di Bose Ultra Open Earbuds neri

La finitura in metallo spazzolato dà agli Ultra Open Earbuds un’aria più vicina a un accessorio di gioielleria che a un auricolare tecnico, complice anche l’assenza del logo Bose sulla superficie esterna. Il peso ridotto di ciascun auricolare e la presa leggera del flex joint permettono di indossarli per ore senza affaticare l’orecchio, anche se la distribuzione del peso, con il cilindro della batteria dietro il padiglione, può dare una sensazione di leggera instabilità durante i movimenti più bruschi. La certificazione IPX4 protegge da sudore e spruzzi leggeri, sufficiente per l’attività sportiva all’aperto ma non per l’immersione. I comandi sono affidati a pulsanti fisici sui cilindri anziché a superfici touch, con un riscontro meccanico netto a ogni pressione.

Suono

Per essere auricolari che lasciano il canale uditivo completamente libero, gli Ultra Open Earbuds sorprendono per la solidità del basso: i colpi risultano definiti, con un certo peso e persino un po’ di profondità, merito della tecnologia OpenAudio che indirizza con precisione il suono verso l’orecchio. Rispetto a un auricolare in-ear sigillato il divario resta però ampio: le basse frequenze restano nettamente attenuate rispetto a un ascolto sigillato, e in ambienti rumorosi o all’aperto, dove il traffico e il vento competono con la musica, quel poco di corpo che c’è tende a perdersi. In una stanza silenziosa o in ufficio, dove non c’è rumore di fondo a competere con il segnale, il bilanciamento regge molto meglio.

Le frequenze medie sono chiare e in primo piano: le voci risultano definite e naturali, il che rende gli Ultra Open Earbuds particolarmente adatti all’ascolto di podcast e audiolibri oltre che alla musica. Le alte frequenze sono presenti e a tratti energiche, con una firma sonora tendenzialmente brillante che dà slancio a chitarre e percussioni ma può risultare tagliente su tracce già ricche di alti. Il dettaglio complessivo non raggiunge i livelli dei migliori auricolari in-ear sigillati: la resa è dignitosa per la categoria, ma manca quel passo in più di risoluzione e separazione che si trova nei modelli di fascia alta con gommino.

Bose Ultra Open Earbuds bianchi indossati correndo

Caratteristiche speciali

Gli Ultra Open Earbuds si connettono in Bluetooth 5.3 e supportano SBC, AAC e aptX Adaptive tramite la piattaforma Snapdragon Sound, che aggiunge anche una modalità a bassa latenza. Al lancio mancava il multipoint, la possibilità di restare collegati a due dispositivi insieme: Bose lo ha introdotto con un aggiornamento firmware nel corso del 2024, quindi oggi la funzione è disponibile. L’app Bose Music include l’aggiornamento del firmware, un equalizzatore a tre bande con alcuni preset (enfasi bassi, riduzione bassi, enfasi alti, riduzione alti), la scelta rapida assegnabile a ciascun auricolare e l’accesso all’assistente vocale del telefono.

La funzione più particolare è l’Audio Immersivo, la tecnologia di audio spazializzato già vista sulle cuffie QuietComfort Ultra, qui declinata nelle modalità Fermo e Movimento. Su contenuti video o comunque pensati per un ascolto spaziale il risultato convince, con un senso di profondità che va oltre quanto ci si aspetterebbe da un auricolare aperto; su musica ascoltata in modo tradizionale l’effetto è più incostante, e capita che restringa la scena stereo e tolga corpo al basso invece di aggiungere immersione. Utile anche l’Auto Volume, che regola il livello in base al rumore ambientale, anche se si disattiva ogni volta che le cuffie vengono spente e va riattivato manualmente.

Sul fronte chiamate, i microfoni funzionano bene in ambienti silenziosi ma perdono terreno appena c’è vento o rumore di fondo: la voce arriva più bassa del previsto e con un leggero effetto di eco, un limite che pesa soprattutto per chi pensa di usarli in strada per rispondere al telefono durante una corsa.

Autonomia e batteria

Bose dichiara 7,5 ore di autonomia per i singoli auricolari, che scendono a 4,5 ore se si tiene sempre attivo l’Audio Immersivo; la custodia aggiunge altre 19,5 ore, per un totale di circa 27 ore complessive. Nell’uso misurato il dato dichiarato viene rispettato o superato, con punte vicine alle 9 ore in condizioni standard; nell’uso quotidiano più intenso, con l’Audio Immersivo attivo per buona parte del tempo, l’autonomia scende invece più vicino alle 6 ore prima dell’avviso di batteria scarica, un risultato coerente con quanto dichiarato da Bose per quella modalità. La ricarica rapida restituisce 2 ore di ascolto con appena 10 minuti sotto USB-C, mentre manca del tutto la ricarica wireless: chi la vuole deve acquistare a parte una cover compatibile con base di ricarica Qi.

Custodia aperta dei Bose Ultra Open Earbuds

Cosa è piaciuto

  • Comfort ai vertici della categoria: il flex joint in silicone distribuisce il peso senza mai stringere, e dopo ore di utilizzo capita di dimenticarsi di averli addosso, tra i più comodi mai provati nel segmento degli auricolari aperti.
  • Tenuta stabile anche in movimento: nonostante l’aggancio esterno all’orecchio, resistono bene a corse, allenamenti e spostamenti bruschi; solo in casi isolati, con movimenti particolarmente intensi, capita che si allentino.
  • Bassi pieni per un open-ear: la tecnologia OpenAudio riesce a dare peso e presenza alle basse frequenze anche senza un sigillo nel canale uditivo, un risultato che raramente si trova in questa categoria.
  • Bassa dispersione sonora: anche ad alto volume, chi sta vicino sente poco del contenuto in riproduzione, un pregio non scontato per un design che lascia l’orecchio completamente aperto.
  • Autonomia solida e ricarica rapida: le 7,5 ore dichiarate vengono rispettate o superate nell’uso misurato, e bastano 10 minuti di ricarica per altre 2 ore di ascolto.

Cosa non è piaciuto

  • Prezzo elevato per la categoria: il listino sfiora quello dei migliori auricolari Bose con cancellazione del rumore, un posizionamento difficile da giustificare per un prodotto che rinuncia per scelta all’isolamento.
  • Chiamate deboli con vento e rumore: i microfoni reggono bene in ambienti silenziosi ma perdono chiarezza appena c’è rumore di fondo o vento, un limite proprio nei contesti per cui questi auricolari sono pensati.
  • Niente ricarica wireless: per ricaricare la custodia serve sempre il cavo USB-C incluso; chi vuole la ricarica senza fili deve acquistare a parte una cover compatibile.

Confronto con alternative

Chi cerca auricolari aperti pensati esplicitamente per lo sport, a un prezzo più abbordabile, può guardare alle Shokz OpenRun Pro 2, che affidano il suono alla conduzione ossea invece che a un driver ad aria: costano meno, offrono maggiore autonomia, ma restano indietro sul fronte della qualità sonora vera e propria. Le Shokz OpenRun, ancora più economiche, sono la scelta giusta per chi vuole il minimo indispensabile per correre in sicurezza senza badare troppo al dettaglio sonoro.

Tra gli auricolari aperti con driver ad aria come i Bose, occorre guardare fuori dal nostro catalogo: le Sony LinkBuds costano meno e puntano più sulla leggerezza che sulla qualità sonora, mentre le Nothing Ear (Open) offrono un basso più corposo, con un prezzo inferiore a quello dei Bose.

Perché comprarli (e perché no)

Ha senso comprare gli Ultra Open Earbuds per chi pratica sport all’aperto e ha bisogno di restare vigile su traffico e altre persone, per chi lavora spesso in ufficio o in videochiamata e vuole restare comunque partecipe di ciò che succede intorno, e per chi semplicemente non tollera la sensazione di un gommino nel canale uditivo e cerca il massimo comfort per un uso prolungato durante la giornata.

Ha meno senso per chi viaggia spesso e cerca isolamento dal rumore di aerei o mezzi pubblici: qui la scelta naturale resta un auricolare con cancellazione attiva del rumore, come le Bose QuietComfort Ultra Earbuds 2. Non conviene nemmeno a chi vuole la miglior qualità sonora possibile restando su un budget contenuto: le alternative aperte più economiche, come le Shokz OpenRun Pro 2 già citate, offrono un compromesso più equilibrato tra prezzo e resa per chi fa principalmente sport.

Verdetto finale

Gli Ultra Open Earbuds dimostrano che Bose sa applicare la propria cura costruttiva anche a una categoria ancora giovane come quella degli auricolari aperti: la vestibilità è tra le più comode e stabili viste finora nel segmento, il suono ha più corpo di quanto ci si aspetti da un design che non tocca mai il canale uditivo, e la dispersione sonora resta sorprendentemente contenuta. Restano però compromessi difficili da ignorare al prezzo richiesto: la qualità delle chiamate non convince all’aperto, manca la ricarica wireless e, soprattutto, il listino sfiora quello dei migliori auricolari con cancellazione del rumore per un prodotto che rinuncia per definizione all’isolamento. Per chi cerca consapevolezza dell’ambiente circostante restano tra le proposte più curate del mercato, ma il rapporto qualità-prezzo convince fino a un certo punto: prima dell’acquisto conviene controllare la disponibilità su Amazon, dove capita di trovarli in offerta rispetto al listino.

Voto: 3,5/5

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