SHOKZ OpenRun Pro 2: la conduzione ossea fa un passo avanti
Un secondo driver dedicato ai bassi prova a chiudere lo storico punto debole della conduzione ossea, ossia l'audio. Ci riesce abbastanza da convincere chi non usa già questa tecnologia?
Il miglioramento più significativo mai visto nella conduzione ossea: DualPitch dà finalmente corpo ai bassi, la vestibilità resta leggera e stabile e il passaggio a USB-C era atteso da anni. Restano cuffie di nicchia, con un audio che non regge il confronto con gli in-ear di pari prezzo, ma per chi corre o pedala e vuole sentire l'ambiente sono le cuffie a conduzione ossea da battere.
Pro
- + Audio nettamente migliorato
- + Vestibilità leggera e stabile
- + 12 ore di autonomia
- + Finalmente USB-C
- + Sicurezza all'aperto
- + Multipoint affidabile
Contro
- – Volume basso in ambienti rumorosi
- – Suono inferiore agli in-ear
- – Nessuna memoria MP3
- – Solo codec SBC
- – Tasti difficili con i guanti
- – Microfono debole con vento
Le cuffie a conduzione ossea hanno sempre avuto un problema: funzionano benissimo per la sicurezza in strada, ma l’audio lascia a desiderare. Con le OpenRun Pro 2, SHOKZ prova a chiudere questo divario attraverso la tecnologia DualPitch, un sistema a doppio driver che affianca il tradizionale trasduttore a conduzione ossea con un secondo driver a conduzione aerea dedicato ai bassi. Il risultato è la migliore resa sonora mai ottenuta in questa categoria, ma rimane una scelta di nicchia: per chi mette al primo posto la consapevolezza ambientale durante la corsa o il ciclismo, queste sono le cuffie a conduzione ossea da battere oggi.
Scheda tecnica
| Tipo prodotto | Auricolari sport |
|---|---|
| Connettività | wireless |
| Tipo di fit | conduzione-ossea |
| Cancellazione attiva rumore | No |
| Peso | 30,3 g |
| Codec supportati | SBC |
| Certificazione IP | IP55 |
| Autonomia singolo auricolare | 12 ore |
| Prezzo di listino | 199 € — Controlla le offerte |
| Anno di uscita | 2024 |
| Versione Bluetooth | 5.3 |
| Multipoint | Sì |
| Tipo ricarica | USB-C |
| Ricarica rapida | Sì |
| App companion | Sì |
| Nome app | Shokz |
| Colori disponibili | Nero, arancione, blu cielo |
Descrizione generale
Le OpenRun Pro 2 sono il modello di punta SHOKZ per lo sport all’aperto, lanciate nell’agosto 2024 al prezzo di 199€. Le SHOKZ OpenRun Pro 2 su Amazon Italia sono spesso disponibili leggermente sotto il listino. Si posizionano sopra le OpenRun (129€) e affiancano le OpenSwim Pro (stesso prezzo, con memoria MP3 per il nuoto).
La novità principale rispetto alle OpenRun Pro di prima generazione è la tecnologia DualPitch: invece di affidarsi unicamente alle vibrazioni trasmesse attraverso gli zigomi, le Pro 2 aggiungono un secondo driver a conduzione aerea da 18×11 mm che integra le basse frequenze in modo convenzionale. Il risultato è un suono più corposo rispetto ai modelli precedenti, con minor vibrazione percepita alla mascella, uno dei difetti storici delle cuffie a conduzione ossea ad alto volume.
L’uso tipico è quello attivo all’aperto: corsa, ciclismo, trail, triathlon. Il design aperto lascia entrare i suoni ambientali senza bisogno di modalità trasparenza, il che le rende una scelta preferibile rispetto agli auricolari in-ear in scenari di sicurezza stradale. Disponibili in versione standard e mini (archetto più corto per teste più piccole), in tre colorazioni.

Design e costruzione
Il profilo è identico agli altri modelli SHOKZ: un archetto in lega nichel-titanio flessibile e resistente che avvolge la nuca, con due ganci sopra le orecchie che appoggiano i trasduttori sugli zigomi. La finitura è in silicone morbido; la struttura pesa 30,3 g.
La tenuta durante la corsa e il ciclismo è solida: l’archetto rimane in posizione anche con movimenti bruschi, e l’assenza di inserti nel canale auricolare elimina qualsiasi problema di surriscaldamento o fastidio con sessioni lunghe. Le Pro 2 sono compatibili senza problemi con occhiali, casco e cappellino.
La pressione di serraggio è stata ridotta del 16% rispetto alla generazione precedente: si avverte una stretta più morbida sugli zigomi, apprezzabile nelle uscite lunghe. La porta USB-C (con coperchio in gomma rimovibile) sostituisce il connettore proprietario magnetico a due pin delle versioni precedenti, un aggiornamento atteso da anni e ben accolto. Il rating IP55 garantisce resistenza a sudore e pioggia ma non permette nuoto o immersione.
I controlli fisici sono tre pulsanti sull’archetto: multifunzione a sinistra (play/pausa, skip, assistente vocale), volume su/giù a destra (volume su = anche accensione/spegnimento). La disposizione è intuitiva dopo qualche uscita, sebbene distinguere i tasti col guanto sia meno immediato.

Suono
Il confronto con la generazione precedente è chiaro: le DualPitch aggiungono peso e corpo alle basse frequenze, rendendole più presenti di qualsiasi altra cuffia a conduzione ossea del mercato. L’algoritmo dedicato distribuisce le frequenze medie e alte al driver a conduzione ossea e le basse al driver a conduzione aerea, riducendo le vibrazioni fisiche alla mascella che a volume alto erano fastidiose sui modelli precedenti.
Detto questo, le aspettative vanno calibrate al tipo di prodotto. La firma sonora delle OpenRun Pro 2 resta aperta e ariosa, con frequenze medie pulite e voci ben intelligibili: l’uso dichiarato di podcast e chiamate in corsa è il punto di forza. Le alte frequenze sono presenti senza durezza eccessiva. I bassi, pur migliorati rispetto al passato, non hanno la profondità o la risposta dinamica degli auricolari in-ear della stessa fascia: in ambienti rumorosi (traffico, vento forte) il suono può risultare schiacciato dai rumori ambientali, e alzare il volume non compensa del tutto.
La risposta ritmica e la dinamica complessiva rimangono al di sotto di quanto offre la concorrenza in-ear a 200€. Chi cerca impatto emotivo durante la corsa, la spinta di una playlist ad alto volume, probabilmente sarà deluso. Chi invece preferisce sentire l’ambiente intorno mentre si allena troverà l’audio più che adeguato come sottofondo.
La modalità Classic (solo driver a conduzione ossea) è disponibile per chi vuole l’esperienza tradizionale; la modalità Bass Boost esagera i bassi rendendo il suono sbilanciato, meglio restare su Standard o Vocal.

Caratteristiche speciali
DualPitch Technology — Il cuore del prodotto: combinazione di conduzione ossea e conduzione aerea con algoritmo dedicato di distribuzione delle frequenze. Riduce le vibrazioni fisiche rispetto alla precedente generazione e aggiunge corpo alle basse frequenze senza sacrificare la trasparenza ambientale.
Multipoint Bluetooth 5.3 — Connessione simultanea a due dispositivi (smartphone + laptop/smartwatch). Il passaggio tra sorgenti avviene automaticamente e in modo affidabile.
Riduzione del rumore sui microfoni — Il doppio microfono con algoritmo di riduzione del rumore filtra il rumore di fondo, con posizionamento ottimizzato contro il vento fino a 25 km/h. Le chiamate in bici risultano intelligibili.
App Shokz — Permette di accedere ai 6 preset EQ (Standard, Vocal, Classic, Bass Boost, Treble Boost, Volume Boost) e di creare 2 profili EQ personalizzati, oltre a monitorare il livello della batteria.
Autonomia e batteria
SHOKZ dichiara 12 ore di riproduzione continua. Nell’uso reale, con volume tenuto alto per coprire il rumore ambientale, si scende a 10-11 ore, comunque un’ottima autonomia per la categoria, superiore alle OpenRun (8 ore) e alle OpenRun Pro di prima generazione (10 ore dichiarate).
La ricarica avviene via USB-C standard con coperchio protettivo sull’uscita. La funzione Quick Charge offre 2,5 ore di ascolto da soli 5 minuti di ricarica. Non c’è ricarica wireless. Il tempo per la carica completa è di circa 2 ore.
Cosa è piaciuto
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Qualità audio in deciso miglioramento — rispetto alla generazione precedente, i bassi sono più presenti e le vibrazioni fisiche alla mascella notevolmente ridotte. Per chi usava già cuffie a conduzione ossea, il salto è percepibile.
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Vestibilità eccellente e stabile — l’archetto in nichel-titanio rimane in posizione senza aggiustamenti durante corsa, ciclismo e allenamenti in palestra. Il peso di 30,3 g si avverte appena.
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Autonomia nella media alta della categoria — l’autonomia dichiarata regge bene nell’uso reale ad alto volume. Per uscite lunghe e ultradistanza è sufficiente, e la ricarica rapida USB-C evita il rischio di restare a secco all’ultimo momento.
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Passaggio a USB-C — atteso da anni dagli utenti Shokz. Nessun cavo proprietario, compatibilità con qualsiasi caricatore standard.
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Sicurezza all’aperto — il design aperto permette di sentire il traffico, i ciclisti in arrivo, i segnali acustici. In questo scenario d’uso le cuffie a conduzione ossea restano insostituibili.
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Multipoint affidabile — la connessione simultanea a due dispositivi funziona senza interruzioni inaspettate.
Cosa non è piaciuto
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Volume insufficiente in ambienti rumorosi — su strade trafficate o in presenza di vento forte, il suono viene coperto dai rumori ambientali. È il limite strutturale del design aperto, non specifico delle Pro 2, ma reale.
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Resa sonora inferiore agli in-ear a parità di prezzo — chi valuta le OpenRun Pro 2 come cuffie generiche (non come cuffie a conduzione ossea) troverà la dinamica compressa e la risposta ritmica carente rispetto a rivali in-ear della stessa fascia.
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Nessuna memoria MP3 — le OpenSwim Pro allo stesso prezzo hanno la memoria MP3 per chi vuole allenarsi senza telefono. Una funzione assente che restringe gli scenari d’uso.
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Codec solo SBC — nessun AAC, aptX o LDAC. Non è un problema per lo sport, ma segnala i limiti della tecnologia a conduzione ossea nel trasmettere dettaglio hi-res.
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Tasti difficili con i guanti — i pulsanti sull’archetto sono piccoli e ravvicinati: distinguerli indossando guanti invernali richiede attenzione.
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Microfono debole in condizioni ventose — in ambienti silenziosi le chiamate sono accettabili, ma con vento la voce risulta compressa e poco intelligibile. Chi fa molte telefonate in bici o corsa troverà il limite.
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Tenuta problematica in palestra e con caschi da corsa — l’archetto si sposta durante esercizi da supino (es. panca piana) e con caschi da bici da corsa, dove la postura china muove le cuffie fuori posizione. Con una posizione eretta in sella o in mountain bike il problema è meno evidente.
Confronto con le alternative
Le OpenRun Pro 2 sono il punto di riferimento nella categoria della conduzione ossea, ma il mercato offre alcune alternative da valutare:
SHOKZ OpenRun (129 €) — La versione d’ingresso SHOKZ, senza DualPitch. Audio meno corposo e autonomia 8 ore, ma stessa eccellente vestibilità. Da scegliere se il budget è prioritario e l’audio avanzato non è determinante.
SHOKZ OpenSwim Pro (199 €) — Stesso prezzo, aggiunge memoria MP3 da 4GB e supporto al nuoto (IP68). Da preferire se si nuota o si vuole allenarsi senza telefono; perde però su autonomia in Bluetooth (rispetto alla batteria dichiarata totale) e suono.
Bose Ultra Open Earbuds (~299 €) — Design aperto a conduzione aerea, non a conduzione ossea. Qualità audio nettamente superiore e compatibilità con più scenari d’uso, ma a prezzo più alto e con tenuta meno stabile per sport intenso.
Perché comprarle (e perché no)
Per chi ha senso: Le OpenRun Pro 2 sono la scelta giusta per runner, ciclisti e triatleti che vogliono ascoltare musica o podcast senza rinunciare alla consapevolezza ambientale. Ideali per chi fa uscite lunghe (>8 ore non sono un problema) e per chi non tollera la sensazione di isolamento degli auricolari in-ear durante l’allenamento all’aperto. Anche per chi usa già cuffie a conduzione ossea Shokz e vuole l’aggiornamento più significativo disponibile oggi.
Per chi non ha senso: Chi cerca qualità audio da 200€ in senso assoluto dovrebbe guardare altrove: auricolari in-ear come Sony WF-1000XM5, Bose QuietComfort Earbuds o Beats Fit Pro offrono un’esperienza sonora nettamente superiore a parità di prezzo. Stesso discorso per chi si allena principalmente in ambienti chiusi o in palestra, dove la sicurezza stradale non è rilevante. Chi vuole anche il nuoto punti alle OpenSwim Pro.
Verdetto finale
Le SHOKZ OpenRun Pro 2 sono il miglioramento più significativo mai visto nella categoria della conduzione ossea: DualPitch fa davvero la differenza sui bassi, le vibrazioni fastidiose si riducono sensibilmente, e il passaggio a USB-C era atteso. Per chi ha già usato cuffie a conduzione ossea e ne ha sopportato i limiti dell’audio, questa è la versione più matura possibile del concetto.
Restano però cuffie di nicchia: l’audio non regge il confronto con gli in-ear della stessa fascia, e in ambienti rumorosi il volume non è mai abbastanza. Il voto riflette un’eccellenza nel proprio segmento specifico, con i limiti strutturali di una tecnologia che non potrà mai eguagliare l’isolamento passivo. Se corri o vai in bici e vuoi sentire l’ambiente, controlla il prezzo aggiornato delle OpenRun Pro 2 su Amazon.
Voto: 4.0/5
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