Technics EAH-AZ100: audio al top, ANC un gradino sotto
Il modello di punta di Technics punta tutto sulla qualità del suono per insidiare Sony e Bose, chiedendo in cambio un prezzo da top di gamma e un ANC che non arriva al vertice assoluto.
Promossi con convinzione: per dettaglio, scena sonora ed equilibrio tonale sono tra i migliori auricolari true wireless in circolazione, con un multipoint a tre dispositivi che nessun altro offre. La cancellazione del rumore resta un gradino sotto Bose e il prezzo è impegnativo, ma chi mette la qualità sonora al primo posto trova qui un riferimento.
Pro
- + Qualità sonora di riferimento
- + Scena sonora ampia e tridimensionale
- + Multipoint fino a 3 dispositivi
- + Comodi e leggeri
- + Autonomia degli auricolari elevata
Contro
- – ANC non al vertice della categoria
- – Voice Focus AI rende la voce artificiale
- – Prezzo elevato
- – App datata nell'interfaccia
Nella fascia più alta degli auricolari true wireless il suono è quasi sempre un compromesso: si guadagna in cancellazione del rumore o in funzioni smart, e si accetta una resa che sta a un passo dai migliori. I Technics EAH-AZ100 ribaltano la priorità e mettono la qualità audio davanti a tutto, e il risultato è convincente al punto da renderli il riferimento della categoria proprio sul terreno del suono. Il prezzo è da top di gamma e la cancellazione del rumore non raggiunge i migliori assoluti, ma per chi ascolta molta musica e vuole sentirla al meglio sono una delle scelte più solide oggi disponibili. Si rivolgono a un pubblico attento alla resa sonora, non a chi cerca soprattutto silenzio o l’integrazione stretta con un ecosistema.
Scheda tecnica
| Tipo prodotto | Auricolari Bluetooth |
|---|---|
| Connettività | wireless |
| Tipo di fit | in-ear |
| Cancellazione attiva rumore | Sì |
| Peso (singolo auricolare) | 5,9 g |
| Codec supportati | SBC, AAC, LDAC, LC3 |
| Certificazione IP | IPX4 |
| Autonomia singolo auricolare | 10 ore (ANC on) / 12 ore (ANC off) |
| Autonomia con custodia | 28 ore totali |
| Prezzo di listino | 299 € — Controlla le offerte |
| Anno di uscita | 2025 |
| Diametro driver | 10 mm |
| Tipo driver | dinamico |
| Risposta in frequenza | 20-40.000 Hz |
| Peso custodia | 42 g |
| Versione Bluetooth | 5.3 |
| Modalità trasparenza | Sì |
| Multipoint | Sì (fino a 3 dispositivi) |
| Tipo ricarica | USB-C |
| Ricarica wireless | Sì |
| Ricarica rapida | Sì |
| App companion | Sì |
| Nome app | Technics Audio Connect |
| Assistente vocale | Sì |
| Colori disponibili | argento, nero, blu notte, oro champagne |
Descrizione generale
Technics apre il suo sessantesimo anno con il modello di punta della gamma true wireless, erede diretto degli EAH-AZ80 e collocato nella fascia premium a 299 euro, in diretta concorrenza con Sony WF-1000XM5, Bose QuietComfort Ultra Earbuds e Bowers & Wilkins Pi8. È un prezzo identico a quello di lancio degli AZ80 nel 2023, una scelta che sorprende in positivo in un segmento dove diversi rivali hanno superato la soglia dei 300 euro.
Rispetto alla generazione precedente il salto più importante riguarda il driver: al posto del dinamico tradizionale arriva il Magnetic Fluid Driver da 10 mm, una tecnologia che Technics aveva già impiegato sui suoi monitor in-ear cablati da oltre mille euro e che qui viene calata nel formato compatto di un auricolare wireless. Attorno a questo cuore si costruiscono un corpo più piccolo e leggero, una cancellazione del rumore ora adattiva, un’autonomia più generosa e un pacchetto di funzioni ricco.
Sono auricolari pensati per chi ascolta musica in modo attento e ne fa un uso quotidiano intenso, dal pendolarismo all’ascolto da fermo. Il multipoint a tre dispositivi li rende comodi anche per chi lavora passando di continuo tra smartphone, tablet e computer. Sono disponibili in argento, nero e blu notte, con un’edizione oro champagne dedicata all’anniversario.
Design e costruzione
Il corpo è più compatto e leggero di quello degli AZ80, con una forma più arrotondata che si appoggia nella conca dell’orecchio, e il peso scende a 5,9 grammi per auricolare. La riduzione delle dimensioni non penalizza la sensazione di qualità: sia gli auricolari sia la custodia trasmettono solidità, con finiture curate e una piastra in alluminio sul coperchio della custodia. La custodia resta sottile e tascabile, con LED frontale di stato, porta USB-C sul retro e compatibilità con la ricarica wireless Qi.

La comodità è uno dei punti forti. Il formato senza stelo non rende scontato il comfort prolungato, eppure la maggior parte delle orecchie trova una tenuta stabile e priva di affaticamento anche dopo ore, complici le cinque misure di gommini in dotazione (due in meno rispetto agli AZ80, resi superflui dal corpo più piccolo). La tenuta profonda nel canale auricolare non piace a tutti e conviene sperimentare le misure per trovare l’accoppiamento giusto, ma i margini per riuscirci sono ampi. La resistenza è certificata IPX4, sufficiente contro sudore e schizzi.
I controlli touch su ciascun auricolare sono completi e interamente personalizzabili dall’app, che consente di assegnare a piacere riproduzione, salto tracce, volume, gestione delle chiamate, cambio di modalità e assistente vocale. La reattività è buona, con l’unico limite di una sensibilità a volte eccessiva, che può far scambiare un tocco singolo per un doppio. Non manca il rilevamento in-ear, che mette in pausa quando si sfila un auricolare e riprende quando torna in sede. Un piccolo neo riguarda la magnetizzazione del coperchio e dei contatti della custodia, un po’ debole: capita di temere che gli auricolari possano cadere quando si maneggia la custodia all’aperto.
Suono
È qui che gli AZ100 costruiscono la loro identità. La firma è sostanzialmente neutra con una leggera impronta calda, ottenuta da un modesto rialzo sulle basse frequenze, e il tratto che colpisce da subito è la quantità di dettaglio: ogni piano sonoro emerge con nitidezza, dalle sfumature di una voce alla tessitura degli strumenti. I bassi sono profondi e ben estesi, ma soprattutto controllati: contano più per definizione che per pura potenza, senza mai coprire il resto dello spettro. Le frequenze medie sono calde e presenti, con le voci portate leggermente in avanti rispetto agli AZ80, mentre gli alti risultano precisi ed estesi, accesi quando serve ma senza durezze.
Il vero elemento di distinzione è la scena sonora, ampia e tridimensionale in una misura rara per un auricolare in-ear: l’ariosità del palcoscenico e la precisione nel posizionare gli strumenti restituiscono ai brani ben mixati una spazialità che di solito si associa a formati più grandi. Merito in buona parte del Magnetic Fluid Driver da 10 mm, in cui un liquido a proprietà magnetiche integrato nel gruppo mobile smorza le oscillazioni indesiderate del diaframma, riduce la distorsione e migliora il controllo alle basse frequenze; il diaframma rigido in alluminio contribuisce alla pulizia su medi e alti.

Con una sorgente in alta risoluzione tramite LDAC il quadro guadagna ulteriore corpo, spazio tra gli strumenti e silenzio di fondo, ma la resa resta soddisfacente anche in AAC da uno smartphone: il piacere d’ascolto non dipende in modo drastico dalla qualità del file. Nel confronto con il Sony WF-1000XM5 emerge una differenza di carattere più che di livello: gli AZ100 offrono più dettaglio e chiarezza, mentre chi ama un basso più pieno e una spinta ritmica più marcata potrà preferire la resa più corposa dei Sony. L’app mette a disposizione un equalizzatore a otto bande con preset e una modalità Direct senza intervento; il preset Bass+ aggiunge impatto in basso, a scapito però di quell’equilibrio che rappresenta il tratto migliore di questi auricolari.
Un aspetto da conoscere è la differenza di resa tra cancellazione attiva del rumore (ANC) accesa e spenta. Con la cancellazione inserita gli AZ100 aggiungono un piccolo rialzo sui bassi che rende il suono più pieno e coinvolgente; con l’ANC spento le basse frequenze perdono sostanza e la presentazione risulta più leggera. Poiché quasi nessuno usa auricolari con ANC tenendolo disattivato, nell’uso reale il punto pesa poco, ma vale la pena saperlo per chi preferisce l’equilibrio più naturale del suono senza cancellazione.
Cancellazione del rumore e trasparenza
La cancellazione del rumore fa un passo avanti netto rispetto agli AZ80, con un’attenzione particolare alle basse e medie frequenze: rumori di fondo regolari come il rombo di un treno, il motore di un aereo, il ronzio dei condizionatori o il brusio di sottofondo vengono ridotti in modo efficace, e anche le voci sulle medie frequenze, di norma più ostiche, sono contenute bene. L’ascolto con ANC attivo risulta poco affaticante, senza quella sensazione di vuoto o pressione che alcuni modelli producono.
L’intensità è regolabile su una scala da 1 a 100 ed è disponibile una modalità adattiva che calibra automaticamente la cancellazione in base all’ambiente e alla tenuta, comoda nel passaggio continuo tra contesti diversi. Va detto con chiarezza, però, che l’ANC non raggiunge il vertice assoluto della categoria: Bose QuietComfort Ultra e Sony restano davanti, in particolare sulle frequenze più alte come il ticchettio di una tastiera, e chi mette la cancellazione al primo posto trova ancora di meglio altrove. Quanto pesi l’algoritmo rispetto all’isolamento passivo è difficile da isolare, dato che il corpo più piccolo degli AZ100 sigilla il canale in modo un po’ meno marcato del predecessore, con risultati che variano parecchio a seconda della tenuta.
La modalità Suono ambientale si articola in due varianti: Trasparente, che lascia entrare i suoni esterni in modo naturale ed è regolabile in intensità, e Attenzione, che enfatizza le voci. La prima è la più equilibrata per un uso prolungato; la seconda torna utile per uno scambio veloce, ma tende a caricare le alte frequenze delle voci in modo un po’ artificiale, meno naturale della trasparenza standard.
Microfoni e chiamate
Ogni auricolare integra tre microfoni per cancellazione e chiamate, affiancati da una nuova elaborazione battezzata Voice Focus AI, che sfrutta un chip dedicato per isolare la voce dai rumori circostanti. In ambienti silenziosi la resa in chiamata è buona e naturale, allineata a quella dei rivali di pari fascia, con la voce che arriva chiara e con sufficiente espressività.
Il comportamento in ambiente rumoroso è più controverso, e definisce il vero compromesso di questa funzione. Con Voice Focus AI attivo la soppressione dei rumori è notevole, al punto da azzerare il vento e da rendere quasi impercettibile una fonte sonora alle spalle di chi parla: chi ascolta dall’altro lato sente soltanto la voce. Il rovescio è che quella stessa voce può risultare artificiale, con un timbro a tratti robotico, e in alcuni casi l’algoritmo taglia troppe frequenze rendendola meno intelligibile. Disattivando la funzione la voce suona più naturale ma emerge di più il rumore di fondo. È una tecnologia promettente che andrebbe tarata meglio: la si tiene attiva quando conta soprattutto zittire l’ambiente, la si spegne quando conta la naturalezza della propria voce.
Caratteristiche speciali
Sul fronte della connettività il corredo è completo: Bluetooth 5.3 con supporto a SBC, AAC, LDAC e il nuovo LC3, che introduce il Bluetooth a bassa energia. LDAC copre l’ascolto in alta risoluzione da sorgenti compatibili, mentre resta assente il supporto ai codec aptX di Qualcomm. La connessione è stabile e affidabile anche in luoghi affollati e nei passaggi tra dispositivi. Manca invece Auracast, nonostante l’LC3 ne getti le basi: una lacuna che potrebbe colmarsi con un aggiornamento firmware.
Il pezzo forte è il multipoint a tre dispositivi, ancora una rarità in un mercato dove la maggior parte degli auricolari si ferma a due connessioni simultanee. Il passaggio tra le sorgenti è fluido e, soprattutto, personalizzabile: si può decidere se lasciare che gli auricolari cambino automaticamente dispositivo quando uno riproduce audio o riceve una chiamata, oppure limitare il numero di sorgenti collegate. Va tenuto presente che con tre dispositivi associati LDAC non è disponibile, e va scalato a due connessioni per riattivarlo.
L’app Technics Audio Connect raccoglie tutte queste regolazioni, dall’equalizzatore a otto bande al test guidato per la scelta dei gommini, fino alle preferenze tra qualità del suono e stabilità della connessione o latenza ridotta. Le funzioni sono numerose e utili, ma l’interfaccia è datata e la traduzione italiana lascia a desiderare.
Presenti anche l’audio spaziale con Dolby Atmos e il Dolby Head Tracking, che adatta il suono ai movimenti della testa: l’effetto rende al meglio con film e serie nati per l’Atmos, mentre sulla musica tende a sottrarre chiarezza e spazialità, per cui conviene tenerlo disattivato durante l’ascolto.
Autonomia e batteria
L’autonomia degli auricolari è uno dei punti di forza. Con ANC attivo e codec AAC si arriva fino a 10 ore con una singola carica, che salgono a 12 senza cancellazione; usando LDAC il dato scende a circa 7 ore. Le misure indipendenti confermano il quadro dichiarato, con valori compresi tra le dieci e le dodici ore a seconda delle condizioni. La custodia porta l’autonomia complessiva fino a 28 ore con ANC: un totale che resta sopra le 24 ore tipiche di Sony e Bose, anche se la custodia aggiunge poco più di una carica e mezza, meno di quanto offrano alcuni rivali. In sostanza gli auricolari durano a lungo, mentre il serbatoio della custodia è nella media.
Non mancano la ricarica rapida, che con un quarto d’ora di carica restituisce circa un’ora e mezza di ascolto, e la ricarica wireless Qi, con il caricatore da acquistare separatamente. La ricarica completa via USB-C richiede circa due ore.
Cosa è piaciuto
- Qualità sonora di riferimento: dettaglio, equilibrio tonale e pulizia collocano gli AZ100 tra i migliori auricolari true wireless per resa musicale, con il Magnetic Fluid Driver che riduce la distorsione e migliora il controllo su tutto lo spettro.
- Scena sonora ampia e tridimensionale: l’ariosità del palcoscenico e la precisione nel posizionare gli strumenti sono ai vertici per un auricolare in-ear, e restituiscono spazialità ai brani ben registrati.
- Multipoint fino a 3 dispositivi: la connessione simultanea a tre sorgenti, con gestione personalizzabile del cambio automatico, è ancora un’esclusiva in questa fascia.
- Comfort e leggerezza: 5,9 grammi per auricolare, forma rivista e cinque misure di gommini rendono la tenuta stabile e comoda anche per ore.
- Autonomia degli auricolari: fino a 10-12 ore con una carica, sopra la media della categoria e sufficiente anche per i voli più lunghi.
- Connettività completa e stabile: Bluetooth 5.3 con LDAC e LC3, connessione affidabile e passaggi tra dispositivi senza intoppi.
Cosa non è piaciuto
- ANC non al vertice: la cancellazione è efficace sui rumori regolari ma resta un gradino sotto Bose e Sony, soprattutto sulle frequenze più alte.
- Voice Focus AI da tarare: in ambiente rumoroso isola benissimo la voce dall’esterno, ma può renderla artificiale o robotica, e a volte taglia troppe frequenze.
- Prezzo elevato: a 299 euro restano un acquisto impegnativo, in un mercato dove ottimi auricolari costano una frazione della cifra.
- App datata: l’interfaccia è vecchiotta e la traduzione italiana è approssimativa, pur con funzioni numerose e utili.
- Custodia con magneti deboli: la chiusura del coperchio e la tenuta dei contatti sono un po’ fragili, con il rischio che gli auricolari escano maneggiando il case.
Confronto con le alternative
In questa fascia la concorrenza è agguerrita e ben definita, e la scelta dipende soprattutto dalla priorità: suono, cancellazione del rumore o integrazione con l’ecosistema.
Sony WF-1000XM5 (prezzo di listino simile, spesso scontati) — la scelta per chi cerca un basso più pieno e una spinta ritmica più marcata, oltre a una cancellazione del rumore leggermente superiore; gli AZ100 restano davanti per dettaglio e ariosità.
Bose QuietComfort Ultra Earbuds (fascia premium) — il riferimento se la cancellazione del rumore è la priorità assoluta, con l’isolamento più efficace della categoria; il suono degli AZ100 è più analitico e spazioso.
Apple AirPods Pro 3 (fascia media) — la soluzione più sensata per chi vive nell’ecosistema Apple e vuole audio spaziale e integrazione immediata con iPhone, a scapito della resa più raffinata dei Technics.
Perché comprarli (e perché no)
Per chi ha senso. Gli AZ100 sono la scelta di chi mette la qualità del suono davanti a tutto: chi ascolta molta musica, presta attenzione al dettaglio e alla scena sonora, e vuole sentire le differenze tra registrazioni e codec. Danno il meglio con una sorgente in alta risoluzione via LDAC, ma restano appaganti anche da un normale smartphone. Il multipoint a tre dispositivi li rende inoltre comodi per chi lavora passando di continuo tra telefono, tablet e computer, e la comodità prolungata li adatta a lunghe sessioni d’ascolto e ai viaggi.
Per chi non ha senso. Chi cerca prima di tutto il silenzio più profondo possibile, per l’aereo o l’ufficio open space, trova nei Bose QuietComfort Ultra una cancellazione più efficace. Chi vive nell’ecosistema Apple e dà valore all’integrazione immediata e all’audio spaziale è servito meglio dagli AirPods Pro 3. E chi non è disposto a spendere una cifra da top di gamma può orientarsi su modelli più economici che, pur senza raggiungere questa resa, offrono un rapporto qualità-prezzo più immediato.
Verdetto finale
I Technics EAH-AZ100 sono promossi con convinzione: sul terreno che hanno scelto, la qualità del suono, sono un riferimento della categoria, e uniscono a un dettaglio e a una scena sonora ai vertici un multipoint a tre dispositivi che nessun altro offre. Il pacchetto è completo, dalla comodità all’autonomia degli auricolari fino a una connettività senza lacune importanti.
I limiti ci sono e vanno messi in conto: la cancellazione del rumore, pur efficace, resta un passo dietro ai migliori, il Voice Focus AI in chiamata va ancora affinato e l’app mostra l’età. Il prezzo è impegnativo, ma è in linea con la fascia e non superiore a quello dei diretti concorrenti. Per chi cerca la migliore resa musicale su un auricolare true wireless, sono uno degli acquisti più solidi disponibili su Amazon e valgono la spesa.
Voto: 4,5 / 5
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