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Recensione Soundcore V20i: tenuta sicura, suono con compromessi

Auricolari open-ear a gancio pensati per lo sport, con un'app di controllo tra le più curate della fascia: la domanda è quanto si è disposti a rinunciare sul fronte sonoro per restare sempre consapevoli di ciò che succede intorno.

· Recensione
Recensione Soundcore V20i: tenuta sicura, suono con compromessi
Crediti immagine: © Soundcore
Il verdetto
4/5 Buono

Un auricolare open-ear pensato bene per la corsa e l'allenamento all'aperto, con tenuta sicura e un'app di controllo tra le più complete della categoria; il compromesso sta nella qualità sonora, adeguata ma non paragonabile a modelli di fascia superiore.

Pro

  • + Tenuta sicura per lo sport
  • + Consapevolezza dell'ambiente circostante
  • + App Soundcore ricca e curata
  • + Controlli touch resistenti ai tocchi
  • + Autonomia e prezzo solidi

Contro

  • Bassi deboli nel confronto diretto
  • Distorsione a volume alto
  • Reiezione del rumore incostante
  • Custodia ingombrante, senza rilevamento indossato
Prezzo di listinoListino 39,99 €
Vedi su Amazon

Chi cerca auricolari per correre o allenarsi all’aperto si trova spesso a scegliere tra isolarsi completamente dal traffico o rinunciare a un ascolto davvero pieno. Il V20i di Soundcore prova a risolvere il dilemma con un design open-ear a gancio pensato apposta per lo sport, mantenendo il prezzo nella fascia più economica della categoria. Il risultato è un prodotto solido per chi si allena e vuole restare consapevole di ciò che succede intorno, con un’app di controllo fra le più curate della sua fascia; il compromesso, come spesso accade agli open-ear economici, si sente soprattutto quando si alza il volume o si cerca una scena sonora davvero ampia.

Scheda tecnica

Tipo prodotto Auricolari sport
Connettività Wireless
Tipo di fit Ear-hook
Cancellazione attiva rumore No
Peso (singolo auricolare) 9,3 g
Codec supportati SBC
Certificazione IP IP55
Autonomia singolo auricolare 8 ore
Autonomia con custodia 36 ore totali
Prezzo di listino 39,99 € — Controlla le offerte
Anno di uscita n.d.
Diametro driver 16 mm
Versione Bluetooth 5.4
Multipoint
Tipo ricarica USB-C
Ricarica wireless No
Ricarica rapida
App companion
Nome app Soundcore

Descrizione generale

Il V20i è il modello d’ingresso della linea “20i” di Soundcore, il marchio audio di Anker, affiancato nella stessa fascia di prezzo economica da tre varianti con vestibilità diversa: il semi-in-ear K20i, l’in-ear con stelo P20i e l’in-ear senza stelo A20i. La numerazione della “Serie V” a cui appartiene segue il posizionamento di prezzo più che l’ordine cronologico: il V20i è nato sotto il V30i, già in commercio, mentre il V40i, comparso più di recente su Amazon, è il modello più nuovo della famiglia senza esserne il successore diretto. Nel confronto diretto, però, il V30i risulta inferiore al V20i per vestibilità, qualità dei driver e dei microfoni, nonostante il posizionamento nominale più alto.

Sopra il V20i, nella gamma open-ear di Soundcore, si trova l’Aerofit 2, posizionato a un prezzo nettamente superiore: porta LDAC, ricarica wireless, audio spaziale, una funzione di traduzione in tempo reale assistita da intelligenza artificiale e un’autonomia dichiarata leggermente superiore (10 ore contro le 8 del V20i). È pensato per chi vuole restare nell’ecosistema Soundcore accettando un prezzo più alto in cambio di un salto di qualità sonora, mentre il V20i resta l’opzione da consigliare a chi cerca soprattutto una tenuta sicura in corsa e un prezzo contenuto. Il prezzo di listino si attesta sui 40 euro, ma conviene sempre verificare il prezzo su Amazon prima di decidere, dato che scende spesso in promozione.

Il prodotto è arrivato sul mercato europeo con un certo ritardo rispetto al lancio statunitense, un dettaglio che non incide sulla sostanza ma spiega perché in alcuni mercati sia comparso solo di recente. Il colore testato è il nero.

Design e costruzione

Il fissaggio affida tutto a un gancio auricolare in TPU morbido, regolabile su quattro posizioni per adattarsi alla forma dell’orecchio; il peso di 9,3 grammi per lato resta contenuto nonostante una scelta costruttiva particolare, la batteria posizionata accanto al driver invece che separata come nel fratello di fascia superiore Aerofit 2, che rende il corpo dell’auricolare un po’ più voluminoso. Chi preferisce un trattamento opaco può percepire la finitura lucida della scocca come un segno di economicità, mentre la certificazione IP55 garantisce una resistenza sufficiente a pioggia e polvere per l’uso sportivo.

Non c’è un tasto fisico per il pairing sulla custodia: il collegamento si avvia con una pressione prolungata su entrambi gli auricolari contemporaneamente. La custodia stessa, con chiusura a scatto a molla, risulta piuttosto ingombrante, paragonabile per dimensioni a una saponetta di grandi dimensioni, e mostra segni d’usura già dopo poche ore d’uso, pur restando sottile abbastanza da stare comodamente in tasca. Un dettaglio pratico da ricordare: gli auricolari entrano nella custodia solo con il gancio riportato nella posizione più stretta, quindi vanno richiusi manualmente prima di riporli, altrimenti non si ricaricano.

Soundcore V20i bianchi e custodia chiusa

Sul fronte del comfort, in generale il gancio si indossa comodamente fin dai primi utilizzi, ma la soglia di fatica varia parecchio da un uso all’altro: in alcuni casi il fastidio compare già dopo mezz’ora-un’ora, complice una curvatura più stretta rispetto all’Aerofit 2, mentre in altri il disagio arriva solo dopo due ore e mezza o cinque-sei ore di utilizzo continuo, e si risolve in pochi minuti togliendo gli auricolari. Con gli occhiali la compatibilità è buona nella maggior parte dei casi, anche se con montature dalle stanghette spesse il gancio può sollevare leggermente le lenti, con il gommino che comunque fa da cuscinetto contro lo sfregamento. Con caschi da ciclismo a mascherina integrale stretta si può avvertire una leggera pressione laterale.

Suono

Il V20i monta un driver da 16 millimetri con calotta rivestita in titanio, abbinato alla tecnologia proprietaria BassUp di Soundcore e a un’acustica pensata per essere direzionale, così da concentrare il suono verso il condotto uditivo invece di disperderlo. Il Bluetooth è in versione 5.4, ma sul fronte codec c’è solo l’SBC di base, senza alternative più evolute. Un aggiornamento firmware pubblicato dopo il lancio ha modificato in modo sensibile l’equalizzazione rispetto alla versione iniziale, quindi conviene sempre verificare di avere l’ultima versione installata prima di farsi un’idea del suono.

Sui bassi il giudizio dipende molto dal termine di paragone. Ascoltato da solo, senza un confronto diretto, il V20i suona sorprendentemente convincente, soprattutto con il bass boost attivo, con qualche cedimento solo quando si spinge il volume al massimo. Il quadro cambia se il paragone è con un modello di fascia superiore della stessa gamma: lì i bassi restano forti e corposi ma perdono in vera estensione sulle frequenze più basse, con l’equalizzazione che aggiunge soprattutto la parte medio-bassa invece di una profondità reale. Il genere musicale pesa quanto il confronto: su jazz, blues e musica classica il bilanciamento regge bene, mentre generi più energici come techno, dance ed elettronica risultano penalizzati dall’assenza quasi totale del sub-bass.

Nello stesso confronto diretto con il modello di fascia superiore della gamma emerge anche un limite sulla separazione tra gli strumenti, che risultano più ammassati verso il centro invece di essere distribuiti nello spazio, con una resa vocale meno naturale.

Alzando il volume la resa peggiora in modo prevedibile: oltre la metà della scala il design aperto lascia disperdere il suono verso l’esterno in misura crescente, mentre spingendosi oltre l’80-90% compaiono i primi segni di instabilità sulla gamma medio-bassa e una certa asprezza sulle frequenze più alte, soprattutto nei passaggi musicali più affollati. Conviene restare indicativamente entro il 70-80% del volume per una resa pulita. Proprio per questa dispersione verso l’esterno, in prove a distanza e volume diversi il V20i risulta non udibile a circa mezzo metro a volume medio e diventa percepibile solo a un metro-un metro e venti a volume massimo, una prestazione in linea con i migliori modelli a clip della stessa fascia.

Caratteristiche speciali

L’app Soundcore è uno dei punti di forza più netti del V20i: tra le più curate del settore per fluidità e semplicità, non richiede la creazione di un account per l’uso base e permette di personalizzare in profondità ogni tipo di tocco, singolo, doppio, triplo e a pressione prolungata, con schemi diversi tra modalità stereo e mono. Da qui si gestiscono anche il multipoint a due dispositivi, il bilanciamento del volume tra i due auricolari (utile per chi ha un calo d’udito asimmetrico), un timer di spegnimento automatico configurabile e la funzione per localizzare gli auricolari smarriti. L’unica riserva riguarda il numero di preset dell’equalizzatore, una ventina più uno personalizzabile, inferiore a quanto offerto dai modelli Soundcore di fascia più alta.

I comandi touch sul lato frontale richiedono una pressione più decisa della media, il che li rende meno soggetti ad attivazioni accidentali quando si regola la tenuta durante il movimento, un compromesso che nel confronto diretto con altri modelli a gancio o a clip risulta molto più gestibile di un pannello frontale iper-sensibile che scambia ogni contatto per un comando.

Soundcore V20i blu notte, gancio flessibile

Sul fronte chiamate, i quattro microfoni, assistiti da un algoritmo di riduzione del rumore, restituiscono una voce piena e naturale. La capacità di isolare il rumore di fondo però non è uniforme in ogni scenario: in un ambiente trafficato o a bordo di mezzi pubblici il rumore ambientale tende a filtrare comunque nella chiamata, e pedalando controvento la voce perde un po’ di nitidezza, mentre in casa o in ufficio resta chiaramente comprensibile nella maggior parte delle situazioni.

C’è anche una modalità gaming, attivabile solo dall’app e non direttamente dagli auricolari, che applica un’equalizzazione dedicata pensata per enfatizzare i passi degli avversari nei giochi competitivi. La latenza misurata si attesta attorno ai 310 millisecondi in modalità normale, che scendono a circa 200 con la modalità gaming attiva, valori più alti del fratello di fascia superiore ma comunque adeguati per un uso non competitivo, con un sincronismo audio-video buono anche se la localizzazione spaziale degli effetti resta imprecisa.

Non manca un tocco estetico pensato per lo sport: un’illuminazione RGB personalizzabile sul lato frontale di ciascun auricolare, regolabile in colore, intensità e modalità (fissa, lampeggiante, pulsante o sincronizzata con la musica), utile soprattutto per farsi notare durante l’attività fisica al buio, con spegnimento automatico configurabile.

L’assenza di cancellazione attiva del rumore, modalità trasparenza e ricarica wireless non va letta come una mancanza: sono conseguenze dirette della scelta di un design open-ear pensato apposta per restare in ascolto dell’ambiente circostante, coerente con l’obiettivo principale del prodotto, lasciar sentire chiaramente traffico, conversazioni e allarmi anche mentre si ascolta musica, il motivo d’acquisto più citato da chi lo sceglie per correre o camminare all’aperto. Manca invece, questa sì una lacuna reale, il rilevamento automatico dell’indossato che altrove mette in pausa la riproduzione quando si toglie un auricolare.

Autonomia e batteria

L’autonomia dichiarata è di 8 ore per carica, che salgono a 36 ore totali contando le ricariche offerte dalla custodia, in grado di rifornire gli auricolari quattro volte prima di richiedere a sua volta corrente tramite USB-C. La ricarica rapida restituisce un’ora di ascolto con appena 10 minuti nella custodia, un valore utile per chi si accorge all’ultimo di essere rimasto a corto di batteria prima di uscire ad allenarsi. Non c’è invece alcuna ricarica wireless: la custodia va sempre collegata via cavo.

Cosa è piaciuto

  • Tenuta sicura per lo sport: in corsa, palestra e yoga la tenuta risulta ottima, un po’ meno in ciclismo per il leggero rumore del vento contro il gancio; nel confronto diretto con altri modelli a gancio risulta il più stabile in corsa, anche se un po’ meno saldo su corse molto lunghe e sudate. Negli scuotimenti manuali e in esercizi come addominali o flessioni l’auricolare non è mai caduto.
  • Consapevolezza dell’ambiente circostante: il design open-ear lascia passare chiaramente traffico, conversazioni e allarmi anche mentre si ascolta musica, il motivo d’acquisto più citato da chi lo sceglie per correre o camminare all’aperto.
  • App Soundcore ricca e curata: personalizzazione approfondita dei comandi touch, multipoint, bilanciamento del volume, timer di spegnimento e funzione di ritrovamento, tutto senza obbligo di account.
  • Controlli touch resistenti ai tocchi accidentali: la pressione più decisa richiesta riduce gli attivamenti involontari durante il movimento.
  • Autonomia e rapporto qualità-prezzo solidi: 8 ore per carica e 36 ore totali con la custodia, ricarica rapida inclusa, a un prezzo tra i più bassi della categoria open-ear.

Cosa non è piaciuto

  • Bassi deboli nel confronto diretto: contro un modello di fascia superiore, il sub-bass risulta quasi assente e l’equalizzazione compensa più in ampiezza medio-bassa che in vera profondità; i generi musicali più energici (techno, dance, elettronica) ne risentono di più.
  • Distorsione a volume alto: oltre l’80-90% del volume compaiono instabilità nella gamma medio-bassa e asprezza sulle frequenze alte; meglio restare entro il 70-80%.
  • Reiezione del rumore in chiamata incostante: in ambienti trafficati o pedalando controvento il rumore di fondo filtra nella conversazione.
  • Custodia ingombrante, senza rilevamento dell’indossato: la custodia è vistosa e mostra segni d’usura in fretta, richiede di richiudere manualmente il gancio prima di riporre gli auricolari, e manca la funzione che metterebbe in pausa la riproduzione togliendo un auricolare.

Confronto con le alternative

Nella fascia economica degli auricolari open-ear a gancio il V20i non è l’unica opzione, e vale la pena sapere come si colloca rispetto ad alcune alternative dirette.

Il Tozo OpenEarRing, nello stesso confronto a tre con il V20i e il Belkin SoundForm ClearFit, risulta il migliore grazie a un design a clip anziché a gancio: per chi preferisce quella soluzione di fissaggio, resta la prima scelta da considerare in quel confronto specifico.

Chi mette il suono davanti a tutto può guardare al Bose Ultra Open Earbuds, un modello di fascia premium con lo stesso principio open-ear ma design a clip: la qualità costruttiva e sonora è su un altro livello, a fronte però di un prezzo diverse volte superiore.

Per chi vuole restare nell’ecosistema Soundcore ma cerca più qualità audio e funzioni premium (LDAC, ricarica wireless, audio spaziale), l’Aerofit 2 della stessa gamma open-ear è il passo naturale successivo, sacrificando però parte della sicurezza della tenuta che il V20i offre in corsa.

Perché comprarli (e perché no)

Per chi ha senso: il V20i è la scelta giusta per chi si allena regolarmente all’aperto, corre o pedala su strada e vuole restare consapevole del traffico senza spendere una cifra importante. È indicato anche per chi apprezza un’app di controllo davvero curata e vuole personalizzare a fondo i comandi touch, oltre che per chi accetta un compromesso sul suono puro in cambio di una tenuta sicura e di un prezzo contenuto.

Per chi non ha senso: chi cerca prima di tutto qualità sonora pura, bassi profondi e una scena ben separata dovrebbe orientarsi su un open-ear di fascia superiore, come l’Aerofit 2 della stessa gamma o un modello premium come il Bose Ultra Open Earbuds. Chi telefona spesso da ambienti rumorosi e ha bisogno di una reiezione del rumore affidabile in ogni condizione troverà qui un limite reale.

Verdetto finale

Il V20i è un auricolare open-ear pensato bene per chi si allena, con una tenuta stabile e sicura nei movimenti rapidi, un’app di controllo tra le più complete della categoria e un prezzo tra i più bassi della sua fascia. La consapevolezza dell’ambiente circostante che il design aperto garantisce resta il motivo principale per sceglierlo, insieme a un’autonomia adeguata e a una gestione dei controlli touch che riduce gli attivamenti accidentali durante lo sport.

Il compromesso si sente sul fronte sonoro: il sub-bass è limitato, il volume massimo introduce distorsione percepibile e la reiezione del rumore in chiamata non è sempre affidabile in ambienti trafficati. Per il prezzo richiesto restano comunque difetti proporzionati, non determinanti per chi lo cerca principalmente per correre o allenarsi all’aperto. Chi è convinto può verificare la disponibilità su Amazon prima dell’acquisto.

Voto: 4/5

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