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Sonos Ray: soundbar compatta per voci intelligibili

La soundbar più piccola e accessibile di Sonos punta tutto sull'intelligibilità dei dialoghi e sull'integrazione multiroom, rinunciando a HDMI, Bluetooth e Dolby Atmos.

· Recensione
Sonos Ray: soundbar compatta per voci intelligibili
Crediti immagine: © Sonos
Il verdetto
4/5 Buono

Una soundbar compatta che migliora in modo netto l'audio del televisore, con voci limpide e una resa piena per le sue dimensioni. Le rinunce su HDMI, Bluetooth e Atmos la orientano verso la semplicità e l'ecosistema Sonos, più che verso il cinema immersivo.

Pro

  • + Dialoghi definiti e intelligibili
  • + Suono pieno per le dimensioni
  • + Compatta e ben costruita
  • + Streaming multiroom Sonos completo
  • + Buona resa anche in musica

Contro

  • Nessuna presa HDMI
  • Assente il Bluetooth
  • Scena sonora stretta
  • Nessun Dolby Atmos
Prezzo di listinoListino 229 €
Vedi su Amazon

La Sonos Ray è la soundbar più economica del catalogo Sonos e nasce per chi ascolta ancora la televisione dagli altoparlanti integrati e vuole un salto di qualità senza complicazioni. Il verdetto è positivo con qualche riserva: nel suo formato ridotto restituisce dialoghi limpidi e un corpo sonoro sorprendente, ma rinuncia a HDMI, Bluetooth e Dolby Atmos. Si rivolge a chi ha un televisore fino a 55 pollici in una stanza piccola o media, dà valore alla facilità d’uso e magari possiede già altri diffusori Sonos con cui costruire un impianto wireless nel tempo.

Scheda tecnica

Tipo prodotto Soundbar
Configurazione canali 2.0
Dolby Atmos No
DTS:X No
HDMI ARC No
HDMI eARC No
Ingresso ottico
Bluetooth No
Wi-Fi
Streaming integrato AirPlay 2, Spotify Connect, Tidal Connect
Compatibile multiroom
Ecosistema multiroom Sonos
App companion
Larghezza soundbar 557 mm
Peso soundbar 1,9 kg
Prezzo di listino 229 € — Controlla le offerte
Anno di uscita 2022

Descrizione generale

La Ray occupa il gradino d’ingresso della gamma di soundbar Sonos, sotto la Beam Gen 2 e la Arc, ed è pensata per un pubblico che con ogni probabilità non ha mai considerato il marchio prima. La filosofia è chiara: concentrarsi su ciò che serve davvero a chi guarda la televisione, cioè far capire i dialoghi e dare sostanza alle colonne sonore, lasciando da parte le funzioni più cinematografiche. Per questo manca la decodifica Dolby Atmos delle sorelle maggiori, e con essa la connessione HDMI eARC: il collegamento avviene solo tramite ingresso ottico, presente su qualsiasi televisore anche datato.

Sonos Ray bianca sotto il televisore

Rispetto ai modelli superiori spariscono anche i microfoni, quindi niente controllo vocale integrato. Restano invece intatte le capacità di rete che definiscono l’ecosistema Sonos: la Ray funziona a tutti gli effetti come un diffusore wireless, si integra in un sistema multiroom e riceve musica in streaming via Wi-Fi, oltre che dall’app Sonos. Chi vuole può ampliarla in un secondo momento con due diffusori posteriori e un subwoofer, trasformandola in un impianto surround completo. È disponibile su Amazon in nero e bianco, entrambi con finitura opaca.

Design e costruzione

Il formato è il vero punto di forza estetico e pratico. Con 557 mm di larghezza e appena 70 mm di altezza, la Ray sta sotto quasi ogni televisore e trova posto senza problemi anche sul ripiano di un mobile, perché tutti i driver puntano in avanti e non hanno bisogno di spazio libero verso l’alto o ai lati. La forma leggermente trapezoidale con gli angoli arrotondati riprende il linguaggio di Sonos, così come la griglia forata in policarbonato e i controlli a sfioramento sulla parte superiore, dedicati a volume e riproduzione.

Sonos Ray nera vista di tre quarti

La costruzione usa molta plastica, ma l’assemblaggio e la finitura restituiscono comunque la sensazione di un prodotto solido e curato, in linea con il prezzo. Sul retro, in una rientranza, trovano posto le poche connessioni fisiche: alimentazione, porta Ethernet e ingresso ottico digitale, con un pulsante di reset. Un ricevitore a infrarossi sul fronte permette di sincronizzare il telecomando del televisore, e una piccola striscia di LED dietro la griglia segnala lo stato di funzionamento. Il peso contenuto, 1,9 kg, la rende facile da spostare e poco impegnativa da montare a parete con la staffa opzionale.

Suono

Per un oggetto così piccolo la Ray suona pieno e diretto, con un bilanciamento che privilegia la sostanza rispetto all’ampiezza. La firma sonora è equilibrata e leggermente proiettata in avanti: i bassi hanno presenza e controllo, senza mai risultare invadenti, mentre le alte frequenze aggiungono un pizzico di mordente e dettaglio. Un aggiornamento firmware dopo il lancio ha corretto una risonanza fastidiosa sotto i 50 Hz, e oggi il registro basso, pur non profondo come quello di un subwoofer o di una barra più grande, resta pulito e ben gestito.

Sonos Ray nera con schermo gaming acceso

È però sulle frequenze medie che la Ray dà il meglio. Le voci arrivano nitide, presenti e ricche di carattere, e i dialoghi restano intelligibili anche nelle scene concitate: è proprio questo il problema principale che risolve rispetto agli altoparlanti del televisore. Il limite emerge sulla scena sonora, inevitabilmente stretta viste le dimensioni. La barra restituisce un buon senso di posizione tra sinistra e destra, ma i suoni non si estendono oltre i bordi dello schermo e restano ancorati alla sorgente, senza la profondità e il movimento delle soundbar più grandi o con Atmos virtuale. Con la musica la resa convince: buon dettaglio, tonalità coerente e sufficiente energia per accompagnare i brani, un aspetto in cui supera diversi concorrenti diretti.

Caratteristiche speciali

Il valore aggiunto della Ray sta quasi tutto nel software e nell’ecosistema. L’app Sonos gestisce la configurazione, l’equalizzatore a due bande, la modalità Speech Enhancement che alza la leggibilità delle voci e la modalità Night Sound, che comprime la gamma dinamica per l’ascolto a basso volume senza svegliare la casa. La funzione più interessante a questo prezzo è Trueplay, la calibrazione ambientale che usa il microfono di un iPhone per misurare l’acustica della stanza e ottimizzare la risposta della barra: l’effetto è un suono più definito e leggermente più dinamico. Il vincolo è che questa taratura resta riservata ai dispositivi iOS, mentre chi usa Android deve accontentarsi della resa predefinita.

Quanto alla connettività, la Ray offre streaming musicale via Wi-Fi con AirPlay 2, Spotify Connect e Tidal Connect, oltre al multiroom Sonos che la collega agli altri diffusori del marchio. Non c’è invece il supporto Google Cast, né un assistente vocale integrato, data l’assenza di microfoni per il controllo diretto.

Cosa è piaciuto

  • Dialoghi definiti e intelligibili. La resa delle voci è il punto più forte: presenti, dettagliate e intelligibili anche quando la colonna sonora si fa densa, con un netto miglioramento rispetto agli altoparlanti del televisore.
  • Suono pieno per le dimensioni. Nonostante il formato ridotto, la barra produce un volume e un corpo notevoli, con bassi controllati e sufficiente energia per riempire una stanza piccola o media.
  • Compatta e ben costruita. I 557 mm di larghezza e l’altezza contenuta la rendono adatta a televisori dai 24 ai 55 pollici e facile da collocare ovunque, con una finitura curata che trasmette solidità.
  • Streaming multiroom Sonos completo. Funziona come un diffusore Sonos a tutti gli effetti, con AirPlay 2, Spotify Connect, Tidal Connect e integrazione nell’impianto multiroom, espandibile con surround e subwoofer.
  • Buona resa anche in musica. Oltre al cinema se la cava bene con l’ascolto musicale, con dettaglio e coerenza tonale superiori a molti concorrenti della stessa fascia.

Cosa non è piaciuto

  • Nessuna presa HDMI. Il collegamento avviene solo via ottico: manca HDMI ARC o eARC, quindi serve disattivare a mano gli altoparlanti del televisore e far riconoscere il telecomando alla barra, e resta impossibile usarla facilmente con monitor privi di uscita audio.
  • Assente il Bluetooth. Lo streaming musicale passa solo dalla rete Wi-Fi: chi vuole inviare l’audio al volo da un dispositivo senza app Sonos non ha alternative.
  • Scena sonora stretta. L’immagine sonora resta confinata attorno allo schermo, senza l’ampiezza e il posizionamento dei suoni delle barre più grandi.
  • Nessun Dolby Atmos. La Ray si ferma a Stereo PCM, Dolby Digital 5.1 e DTS Digital Surround, quindi niente audio immersivo con canali in altezza per chi cerca l’esperienza da cinema.

Confronto con le alternative

La Ray si muove in una fascia dove il prezzo la espone al confronto con barre più complete, e la scelta dipende molto da cosa conta di più.

Sonos Beam Gen 2 (circa 500 €). Il passo successivo dentro l’ecosistema Sonos: aggiunge HDMI eARC, Dolby Atmos virtuale e un suono più caldo, ampio e cinematografico. Ha senso per chi vuole restare in casa Sonos ma punta a un’esperienza più immersiva e non teme di spendere di più.

Sony HT-S2000 (circa 250-300 €). A un prezzo simile offre decodifica Dolby Atmos e DTS:X, connessione HDMI eARC e una presentazione sonora più grande e dinamica. È la scelta di chi mette il cinema davanti a tutto, rinunciando però alle capacità di streaming musicale e multiroom della Sonos.

Sony HT-G700 (circa 300 €). Include un subwoofer dedicato e Dolby Atmos, per un basso più profondo e controllato e una resa più cinematografica. Molto più ingombrante della Ray, va bene per televisori grandi ma delude con la musica.

Perché comprarla (e perché no)

Per chi ha senso. La Sonos Ray è la scelta giusta per chi vuole un deciso miglioramento dell’audio del televisore senza affrontare configurazioni complicate, in particolare in una stanza piccola o media con uno schermo fino a 55 pollici. È ideale per chi dà priorità a voci ben definite, per chi già possiede diffusori Sonos e vuole integrarla in un sistema multiroom, e per chi ascolta spesso musica in streaming e cerca una barra che se la cavi bene anche fuori dal cinema.

Per chi non ha senso. Chi vuole il vero audio immersivo con canali in altezza deve guardare altrove, perché qui mancano Dolby Atmos e una scena ampia: a parità di spesa una soundbar con subwoofer e Atmos come la Sony HT-S2000 offre una resa più cinematografica. Va evitata anche da chi ha bisogno del collegamento HDMI, del controllo vocale integrato o semplicemente del Bluetooth per inviare l’audio da qualsiasi dispositivo.

Verdetto finale

La Sonos Ray è promossa con qualche riserva. Fa esattamente ciò per cui è stata progettata: migliorare in modo tangibile l’audio del televisore in uno spazio ridotto, con dialoghi limpidi e un corpo sonoro che sorprende per le dimensioni. Le rinunce sono nette e vanno messe in conto, dall’assenza di HDMI e Bluetooth alla mancanza del Dolby Atmos, fino a una scena sonora che resta stretta. Chi cerca il cinema immersivo o la massima flessibilità di collegamento troverà alternative più adatte, spesso allo stesso prezzo. Ma per chi punta alla semplicità, alla qualità delle voci e all’integrazione nell’ecosistema Sonos, con in più una resa musicale convincente, la Ray resta una delle migliori soundbar compatte in circolazione. Il prezzo non ne fa un affare, ma il valore complessivo è solido: in vendita su Amazon al listino di 229 euro.

Voto: 4.0 / 5

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