Sonos Beam Gen 2: la porta d'ingresso giusta nell'ecosistema Sonos
Una soundbar Atmos compatta che da sola se la cava, ma è pensata per crescere fino a diventare un home theater Sonos senza fili.
Soundbar ben costruita con Atmos convincente in orizzontale e streaming completo, anche se i canali in altezza e il centrale restano un compromesso. Da sola ha rivali validi, ma come porta d'ingresso in un sistema Sonos espandibile è difficile trovare di meglio.
Pro
- + Dolby Atmos convincente in orizzontale
- + Ecosistema Sonos espandibile
- + Installazione wireless e semplice
- + Streaming integrato completo
- + Trueplay: calibrazione stanza inclusa
Contro
- – Canale centrale non eccelso
- – Altezza Atmos poco convincente
- – Loudness variabile da gestire
- – Trueplay solo iOS
Il Sonos Beam Gen 2 è la soundbar compatta di Sonos con supporto Dolby Atmos: la scelta giusta per chi vuole entrare nell’ecosistema Sonos senza rinunciare all’audio spaziale. Da sola funziona bene, meglio di molte concorrenti nella stessa fascia, ma dà il meglio di sé abbinata a un subwoofer e a speaker surround, trasformandosi in un sistema home theater wireless completo.
Scheda tecnica
| Tipo prodotto | soundbar |
|---|---|
| Configurazione canali | 3.0 |
| Dolby Atmos | Sì |
| DTS:X | No |
| HDMI ARC | Sì |
| HDMI eARC | Sì |
| Bluetooth | No |
| Wi-Fi | Sì |
| Streaming integrato | AirPlay 2, Spotify Connect, Amazon Music Ultra HD |
| Compatibile multiroom | Sì |
| Ecosistema multiroom | Sonos |
| Subwoofer incluso | No |
| Surround inclusi | No |
| Assistente vocale | Alexa, Google Assistant |
| App companion | Sì |
| Larghezza soundbar | 650 mm |
| Peso soundbar | 2,8 kg |
| Prezzo di listino | 499 € — Controlla le offerte |
| Anno di uscita | 2021 |
Descrizione generale
Lanciata nell’ottobre 2021, la Beam Gen 2 è il modello di ingresso alla gamma soundbar di Sonos con audio immersivo. Rispetto alla prima generazione eredita le stesse dimensioni compatte, 65 × 10 × 6,9 cm, ma porta il supporto Dolby Atmos, una connessione HDMI eARC (in sostituzione del solo ARC), un processore più potente e la griglia frontale in policarbonato forato al posto della trama in tessuto.

Nel catalogo attuale di Sonos occupa la posizione centrale: sopra la Ray (senza Atmos) e sotto l’Arc Ultra, che ha driver rivolti verso l’alto. La Beam Gen 2 è quindi la soundbar Atmos più accessibile della gamma e resta la scelta naturale per chi ha un TV tra i 43 e i 55 pollici e non vuole rinunciare all’espandibilità futura.
Il sistema si vende da solo, ma è pensato fin dall’inizio per crescere: si abbina al Sub o al Sub Mini per i bassi, e a una coppia di speaker Sonos per i canali surround, tutto wireless. Le varianti disponibili sono bianco opaco e nero opaco, a 499 € su Amazon.
Design e costruzione
La Beam Gen 2 ha un profilo basso e allungato con angoli arrotondati: si infila comodamente sotto la maggior parte dei TV senza rubare troppo spazio alla scena. La nuova griglia in policarbonato forato, la stessa soluzione usata sull’Arc, è più solida e più facile da pulire rispetto alla trama in tessuto della Gen 1. Il colore del vano cavi posteriore è coordinato con la finitura della scocca, dettaglio apprezzabile su un prodotto a vista.
Sul pannello superiore ci sono i controlli touch capacitivi per volume e riproduzione, una striscia LED di stato e la spia del microfono. Sul retro si trovano la porta di alimentazione, l’ingresso Ethernet e l’HDMI eARC, nient’altro. Niente jack, niente porte HDMI aggiuntive, niente USB: Sonos ha scelto deliberatamente un’interfaccia ridotta, delegando tutto il resto all’app e all’integrazione TV via HDMI CEC. Per i televisori privi di ingresso HDMI ARC o eARC la confezione include un adattatore ottico, così da poter collegare la soundbar anche alle TV meno recenti.
Internamente: quattro mid-woofer ellittici, un tweeter centrale, tre radiatori passivi e cinque amplificatori digitali classe D. Il peso di 2,8 kg e la costruzione complessiva trasmettono solidità senza eccessi.

Suono
La firma sonora della Beam Gen 2 tende verso i bassi: Sonos applica un’enfasi di alcuni dB sulle basse frequenze rispetto a un profilo neutro, una scelta calibrata per un ascolto predefinito pieno e corposo. L’equalizzazione è regolabile dall’app — alzare o abbassare bassi e alti — e chi trova i bassi eccessivi può intervenire senza troppa difficoltà.
Per i film è il suo terreno: l’immagine sonora è ampia e ben distribuita orizzontalmente, il movimento degli oggetti sonori da sinistra a destra è fluido. Il canale centrale riproduce i dialoghi con discreta pulizia, ma chi viene da un impianto 5.1 tradizionale con speaker dedicato troverà la resa meno precisa e definita: la voce c’è, ma non emerge con la stessa autorità di uno speaker centrale separato.
Per la musica funziona come speaker Wi-Fi — AirPlay 2, Spotify Connect, Amazon Music — con un suono pieno e coinvolgente a volumi medi. Non è il suo impiego principale: chi vuole soprattutto musica troverà probabilmente soddisfazione altrove.

Caratteristiche speciali
Dolby Atmos virtuale
Il supporto Atmos è la novità principale rispetto alla Gen 1. Senza driver rivolti verso l’alto, la Beam Gen 2 usa tecniche psicoacustiche (HRTF) per simulare l’altezza. Il risultato sul piano orizzontale, movimento del suono da sinistra a destra, senso di profondità e ampiezza, è convincente. I canali in altezza, quelli che dovrebbero far percepire suoni sopra la testa come pioggia, elicotteri o oggetti che cadono dall’alto, sono invece poco convincenti: nella pratica quotidiana la sensazione di suono proveniente dall’alto è quasi assente. Chi si aspetta questo tipo di resa resterà deluso, indipendentemente dalla qualità del contenuto o della configurazione.
Loudness adattivo
La Beam Gen 2 applica un’elaborazione del loudness che varia in funzione del volume impostato: a volumi bassi gonfia leggermente le basse frequenze per compensare la ridotta sensibilità dell’orecchio, a volumi più alti riduce l’intervento. In linea di principio è un approccio sensato, ma l’algoritmo non conosce il livello reale dell’audio riprodotto, che varia molto tra film, musica e contenuti TV, e il risultato non è sempre prevedibile. A volume basso l’effetto è generalmente azzeccato. Da volume medio in poi può diventare eccessivo, gonfiando i bassi più del necessario: in quei casi conviene disattivarlo dall’app.
Trueplay
La calibrazione tramite Trueplay va oltre la semplice equalizzazione: agisce anche nel dominio del tempo, regolando la fase del subwoofer e i ritardi tra le casse in funzione della loro distanza dall’ascoltatore. Non molte alternative nella stessa fascia offrono una calibrazione così completa dell’intero sistema. I parametri interni non sono trasparenti, non è sempre chiaro cosa faccia esattamente e in che misura, ma all’ascolto l’intervento è reale e complessivamente efficace.
Il limite principale è che richiede un dispositivo iOS: Android non è supportato. Con un sistema espanso (soundbar + sub + surround) la procedura è meno stabile rispetto alla sola soundbar: ripetendola più volte si ottengono risultati leggermente diversi, e gli aggiornamenti software possono modificare l’algoritmo nel tempo. Vale comunque la pena eseguirla e rifarla occasionalmente, specialmente dopo aver modificato la disposizione delle casse o aggiornato l’app.
Ecosistema e connettività
L’integrazione nell’ecosistema Sonos è il punto di forza più solido. L’aggiunta di un subwoofer o di speaker surround, come il Sonos Era 100, è completamente wireless e si gestisce dall’app in pochi passaggi. Sono supportati Alexa e Google Assistant (uno alla volta, non entrambi contemporaneamente). Lo streaming via AirPlay 2 e Spotify Connect funziona in modo affidabile. L’app Sonos è disponibile per iOS e Android, ma su Android alcune funzioni, Trueplay in testa, non sono disponibili.

Cosa è piaciuto
Dolby Atmos convincente in orizzontale La scena sonora è ampia per le dimensioni della cassa. Il movimento orizzontale del suono, oggetti che si spostano da un lato all’altro dello schermo, voci che seguono i personaggi, è fluido e credibile. Per film d’azione e contenuti Atmos ben mixati, l’esperienza è nettamente superiore a una soundbar senza supporto immersivo.
Ecosistema Sonos espandibile Aggiungere un Sub Mini trasforma radicalmente la resa sui bassi: più corpo, più volume, più presenza fisica. Con i surround si completa un impianto home theater wireless piacevole e godibile per la maggior parte dei film. L’espandibilità incrementale è un vantaggio concreto rispetto a sistemi chiusi.
Installazione wireless e semplice L’installazione è rapida: app, Wi-Fi, HDMI eARC. Non ci sono cavi aggiuntivi da gestire tra i componenti del sistema. Il controllo del volume via telecomando TV (HDMI CEC) funziona senza configurazioni aggiuntive.
Streaming integrato completo AirPlay 2, Spotify Connect e Amazon Music Ultra HD coprono i principali servizi di streaming. La Beam funge anche da speaker multiroom all’interno di una casa Sonos, sincronizzandosi con gli altri prodotti della gamma.
Compatta per il formato Le dimensioni ridotte la rendono compatibile anche con TV da 43 pollici e ambienti non grandi. Si può montare a parete senza occupare spazio sul mobile.
Trueplay: calibrazione dell’intero sistema Funziona, e fa più di quanto sembri: agisce sull’EQ ma anche sui ritardi e sulla fase del sub. Raro a questo prezzo.
Cosa non è piaciuto
Canale centrale non eccelso Il dialogo è intelligibile e la funzione di miglioramento del parlato aiuta, ma la resa del canale centrale non regge il confronto con uno speaker dedicato di un impianto tradizionale. Chi ha orecchio allenato noterà la differenza, soprattutto nei film con mix complessi o colonne sonore affollate.
Altezza Atmos poco convincente La simulazione dei canali in altezza è il punto più debole. Nella pratica, il senso di suono proveniente dall’alto, pioggia, oggetti che cadono, effetti aerei, è quasi assente. L’Atmos senza driver verticali è un compromesso che paga meglio in larghezza che in altezza.
Loudness variabile da gestire L’algoritmo di loudness adattivo funziona bene a volumi bassi, ma da volume medio in poi tende a gonfiare le basse frequenze oltre il necessario. Richiede un intervento manuale dall’app per disattivarlo nelle sessioni a volume più sostenuto.
Trueplay solo iOS La calibrazione della stanza richiede un iPhone o un iPad. Chi usa Android non può eseguirla senza ricorrere a un dispositivo Apple in prestito, un limite che si trascina dalla prima generazione senza soluzione.
Confronto con le alternative
La Beam Gen 2 si confronta principalmente con altre soundbar compatte con Dolby Atmos nella stessa fascia.
Sonos Arc Ultra — fascia 1.000 € — Per chi vuole la resa Atmos completa con driver rivolti verso l’alto: i canali in altezza sono fisicamente presenti e la differenza si sente. Dimensioni molto maggiori, più adatta a TV da 55 pollici in su e ambienti grandi.
Hisense AX5140Q — fascia 300-350 € — Sistema 5.1.4 con subwoofer e surround inclusi, quindi un punto di partenza diverso. Manca l’integrazione multiroom e l’ecosistema Sonos, ma offre più canali fisici a un prezzo inferiore.
Sony HT-S2000 — fascia 400 € — Alternativa compatta con Atmos e DTS:X, senza le funzionalità di streaming e multiroom della Beam. Per chi cerca solo la parte home theater senza ecosistema integrato.
Perché comprarla (e perché no)
Per chi ha senso: Chi vuole entrare nell’ecosistema Sonos con un prodotto espandibile nel tempo. La Beam Gen 2 da sola è già un salto di qualità rispetto agli speaker del TV, ma il suo valore cresce se si aggiunge il Sub Mini e poi eventualmente i surround. È la scelta giusta per ambienti medio-piccoli, TV fino a 55 pollici e un uso prevalente film/serie. Chi ha già altri speaker Sonos in casa trova un’integrazione multiroom immediata.
Per chi non ha senso: Chi usa principalmente la soundbar per ascoltare musica troverà probabilmente soluzioni più soddisfacenti a parità di spesa — la Beam è ottimizzata per il cinema. Chi si aspetta una resa Atmos con suoni reali dall’alto resterà deluso: per quello serve l’Arc Ultra o un sistema con speaker dedicati sul soffitto. Chi non ha altri prodotti Sonos e cerca solo la funzione home theater senza ecosistema potrebbe trovare alternative più convenienti.
Verdetto finale
Il Sonos Beam Gen 2 è una soundbar solida, ben costruita e con una proposta chiara: Dolby Atmos compatto, streaming integrato e un ecosistema che cresce nel tempo. La resa orizzontale dell’Atmos è convincente, l’integrazione con Sub e surround funziona senza cavi e senza complicazioni. I limiti sono altrettanto chiari: i canali in altezza non convincono, il canale centrale non è al livello di uno speaker dedicato e il loudness adattivo richiede attenzione a volumi sostenuti.
Il rapporto qualità/prezzo dipende molto dall’uso: da sola a 499 € ci sono alternative valide. Come ingresso in un sistema Sonos espandibile, è difficile trovare una porta d’accesso migliore. Controlla il prezzo su Amazon.
Voto: 4,5 / 5
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