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Recensione LG S40T: soundbar economica che fa il suo dovere

La soundbar 2.1 di fascia base di LG promette un salto netto rispetto agli altoparlanti del televisore restando fedele all'essenziale, tra pregi concreti nella voce e i limiti tipici della sua fascia.

· Recensione
Recensione LG S40T: soundbar economica che fa il suo dovere
Crediti immagine: © LG
Il verdetto
3,5/5 Buono

Un salto reale rispetto all'audio del televisore, con voci intelligibili e un subwoofer che si fa sentire nelle scene più movimentate, ma resta un prodotto pensato per l'essenziale: chi cerca Dolby Atmos, streaming di rete o un vero surround deve guardare altrove.

Pro

  • + Voci intelligibili senza canale centrale
  • + Bassi presenti nelle scene movimentate
  • + Installazione immediata
  • + Ottimo rapporto qualità-prezzo
  • + Costruzione solida, materiali riciclati

Contro

  • Bassi poco estesi ad alto volume
  • Distorsione percepibile al volume massimo
  • App ThinQ inaffidabile in alcuni casi
  • Nessun ingresso HDMI
Prezzo di listinoListino 199,99 €
Vedi su Amazon

Chi vuole lasciarsi alle spalle l’audio piatto degli altoparlanti integrati nel televisore, senza affrontare la spesa e la complessità di un sistema home theater completo, trova nella fascia base delle soundbar 2.1 con subwoofer separato una delle soluzioni più diffuse. La LG S40T si inserisce in questo segmento con una configurazione essenziale, due canali nella barra più un subwoofer wireless, e un prezzo che la colloca tra le proposte più accessibili della categoria. Il bilancio è nel complesso positivo: voci intelligibili, bassi percepibili nelle scene più movimentate e un’installazione praticamente priva di attriti, a patto di accettare i compromessi tipici di questa fascia, dal comparto connettività ridotto all’assenza di formati audio più evoluti.

Scheda tecnica

Tipo prodotto Soundbar con subwoofer
Configurazione canali 2.1
Dolby Atmos No
DTS:X No
HDMI ARC
HDMI eARC n.d.
Bluetooth Sì (5.3)
Subwoofer incluso
Subwoofer wireless
Prezzo di listino 199,99 € — Controlla le offerte
Anno di uscita 2024
Ingressi HDMI 0
Ingresso ottico
Wi-Fi No
App companion Sì (LG ThinQ)
Larghezza soundbar 720 mm
Peso soundbar 1,65 kg
Prezzo medio rilevato 119 €

Descrizione generale

La S40T appartiene alla generazione 2024 della gamma di soundbar di fascia base di LG, quella identificata dal suffisso T, che succede alla precedente serie Q del 2022-2023 (ad esempio la DS40Q). È commercializzata anche in Europa centrale con la sigla DS40T: stesso prodotto con nomenclatura regionale diversa, dimensioni, pesi, potenza dichiarata e dotazione di connettività coincidono punto per punto. La configurazione è quella più semplice della categoria: due diffusori nella barra e un subwoofer wireless separato, per un totale di tre altoparlanti e 300 W di potenza complessiva dichiarata (un dato su cui vale la pena una precisazione: i consumi reali dichiarati, 22 W per la barra e 35 W per il subwoofer, sono lontanissimi da quella cifra, segno che si tratta più di una somma di potenze di targa dei singoli driver che di un valore RMS misurato, una pratica di marketing comune anche tra i concorrenti diretti). Il decoder gestisce solo Dolby Digital e DTS Digital Surround, mancando completamente il supporto a Dolby Atmos e DTS:X, così come qualunque connessione di rete: la riproduzione passa da HDMI ARC, ingresso ottico, USB o Bluetooth, mai da Wi-Fi o servizi di streaming integrati. È un prodotto pensato per chi guarda soprattutto film e serie in salotto e vuole un miglioramento netto rispetto agli altoparlanti del televisore, senza reti da configurare né troppe voci di menu da imparare. Nella stessa famiglia esiste una variante con diffusori posteriori surround, la S40TR, e un gradino superiore, la DS70TR. Il prezzo a cui si trova più spesso su Amazon la mantiene tra le proposte più accessibili del segmento, ben sotto il listino ufficiale.

Design e costruzione

La finitura è nera opaca, con una griglia frontale in maglia di poliestere e un corpo realizzato in plastica riciclata, scelta che LG dichiara esplicitamente come impegno ambientale e che regge bene il confronto con il resto della categoria in questa fascia di prezzo. Non c’è alcun display: lo stato del volume e delle modalità è affidato a una fila di LED dietro la griglia, la cui lettura non è sempre immediata, soprattutto al primo utilizzo (tre LED rossi lampeggianti, ad esempio, non comunicano da soli il proprio significato, ed è necessario consultare il manuale). Non è comunque un problema serio: per il prezzo resta un compromesso accettabile. Sopra la barra si trovano cinque pulsanti fisici per accensione, selezione della sorgente, volume e abbinamento Bluetooth, mentre il telecomando in dotazione è compatto ed essenziale, con un tasto dedicato al cambio delle modalità sonore. L’ingombro della barra, 72 cm di larghezza per soli 6,3 cm di altezza, è più contenuto della media della categoria, e il kit per il montaggio a parete, viti comprese, è incluso in confezione.

La soundbar LG S40T con subwoofer nero

Suono

La firma sonora complessiva è bilanciata e priva della durezza metallica che affligge molte soundbar economiche: l’ascolto prolungato non affatica, anche a volumi medio-alti. Il punto di forza più netto sono le voci: nonostante l’assenza di un canale centrale dedicato, essendo un sistema 2.1 puro, i dialoghi restano intelligibili e naturali sia in film e serie sia in contenuti parlati come podcast e telegiornali, con la modalità Standard che offre la resa vocale più affidabile. Il subwoofer wireless, più compatto di quelli montati su alcune soundbar rivali e con la porta bass reflex sul retro dell’unità, aggiunge un impatto reale rispetto agli altoparlanti del televisore, percepibile soprattutto nel battito ritmico della musica e negli effetti di un’esplosione, ma la sua estensione si ferma indicativamente intorno ai 60 Hz: sotto quella soglia manca la vibrazione fisica che caratterizza i subwoofer più capienti, e le scene d’azione più intense risultano meno incisive di quanto ci si aspetterebbe da un sistema con subwoofer separato. In generale il suono resta pulito fino a volumi medio-alti; oltre quella soglia il risultato dipende molto dalla sorgente e da quanto in alto si spinge il volume: chi ascolta tracce già compresse percepisce una distorsione evidente, mentre chi si affida a contenuti più puliti può non notarla nemmeno al massimo, un’incertezza condivisa anche da gran parte delle soundbar della stessa fascia di prezzo. In ambito musicale l’impressione è positiva su voce e strumenti acustici, con un pianoforte descritto come naturale e non contaminato e una batteria dal segno pulito, mentre chi cerca bassi potenti e fisici, tipici della musica dance o elettronica, troverà il subwoofer non all’altezza. In alcuni ascolti gli alti risultano contenuti, quasi morbidi: alzarli tramite l’equalizzatore a tre bande rischia di farli suonare artificiali piuttosto che più dettagliati.

Le quattro modalità sonore, AI Sound Pro, Standard, Cinema e Game, coprono bene gli usi principali. AI Sound Pro analizza il contenuto in riproduzione e adatta automaticamente voci, effetti e musica, risultando la scelta più comoda per un uso misto tra TV e streaming musicale, anche se in alcuni ascolti introduce sulle voci un riverbero non del tutto naturale, superabile passando a Standard. Cinema allarga la scena oltre le dimensioni fisiche della barra, indicata per film e concerti multicanale, mentre Game enfatizza gli effetti direzionali nei titoli d’azione. Mancando però qualunque canale center fisico o virtualizzazione in stile Atmos, non c’è da aspettarsi un vero campo sonoro multicanale: la sensazione d’ambiente resta un accenno, non un’esperienza home theater completa.

La LG S40T in salotto durante un concerto

Caratteristiche speciali

La dotazione di ingressi è ridotta all’essenziale: un’unica uscita HDMI con ARC e CEC (nessun ingresso HDMI, quindi console, lettori Blu-ray e chiavette streaming vanno collegati direttamente al televisore e non alla soundbar), un ingresso ottico digitale, una porta USB-A per la riproduzione da chiavetta e il Bluetooth 5.3 con codec SBC e AAC, quest’ultimo utilizzabile anche per ricevere musica dallo smartphone a televisore spento. Non c’è un ingresso analogico da 3,5 mm, e manca qualunque connessione di rete: niente Wi-Fi, niente streaming diretto da servizi musicali via app, e il cavo HDMI non è incluso in confezione. Il subwoofer arriva già abbinato in fabbrica alla barra, con un pulsante fisico sul retro per un nuovo abbinamento manuale in caso di necessità.

Gli ingressi HDMI, USB e ottico della LG S40T

Con un televisore LG compatibile la soundbar sfrutta due funzioni proprietarie: la WOW Interface, che permette di controllarla dal telecomando del TV, e il WOW Orchestra, che unisce gli altoparlanti del TV e della barra facendo occupare alla prima le basse e medie frequenze e al secondo gli alti, per un risultato più coinvolgente nella pratica. Con TV di altre marche tutto funziona regolarmente via ottico, HDMI o Bluetooth, semplicemente senza queste funzioni aggiuntive.

L’app companion LG ThinQ, che richiede un account LG obbligatorio per essere utilizzata, non si comporta in modo uniforme: in alcuni casi si abbina senza problemi e sblocca funzioni extra, in altri il dispositivo risulta segnalato come non più supportato e l’abbinamento fallisce, un’inconsistenza non legata in modo chiaro né alla versione del firmware né alla variante regionale dell’unità.

Sul fronte della copertura d’ambiente, il sistema è adeguato a stanze piccole o medie, fino a circa 20 metri quadrati; in ambienti molto più ampi la potenza percepita diventa insufficiente.

Cosa è piaciuto

  • Voci intelligibili senza canale centrale: nonostante la configurazione 2.1 priva di un canale center dedicato, i dialoghi restano intelligibili e naturali in film, serie, podcast e telegiornali.
  • Bassi presenti nelle scene movimentate: il subwoofer wireless aggiunge un impatto reale rispetto agli speaker del televisore, ben percepibile nel confronto diretto tra soundbar accesa e spenta.
  • Installazione immediata: il subwoofer arriva già abbinato di fabbrica alla barra, il collegamento via ottico, HDMI ARC o Bluetooth è diretto e senza difficoltà di configurazione riportate.
  • Ottimo rapporto qualità-prezzo: al prezzo a cui si trova più spesso sul mercato italiano, ben sotto il listino, è indicata come una delle proposte più convenienti della sua fascia, anche nei confronti diretti con rivali comparabili.
  • Costruzione solida, materiali riciclati: plastica e griglia in poliestere riciclati, percepiti solidi per il prezzo, con un ingombro più compatto della media di categoria.

Cosa non è piaciuto

  • Bassi poco estesi ad alto volume: il subwoofer scende in modo pulito fino a circa 60 Hz ma non oltre, mancando della vibrazione fisica dei subwoofer più capienti nelle scene d’azione più intense.
  • Distorsione percepibile al volume massimo: su sorgenti già compresse, spingendo il volume al limite qualche ascoltatore nota una perdita di pulizia, anche se non è un’esperienza uniforme, un limite comunque diffuso in questa fascia di prezzo.
  • App ThinQ inaffidabile in alcuni casi: l’abbinamento del dispositivo all’app companion non riesce sempre, con il device talvolta segnalato come non più supportato.
  • Nessun ingresso HDMI: console, lettori e chiavette streaming devono collegarsi direttamente al televisore, la soundbar riceve solo l’audio in uscita.

Confronto con le alternative

Nella stessa fascia base di soundbar con subwoofer separato, alcune alternative meritano di essere considerate a seconda delle priorità.

Samsung HW-B66CF, più costosa, è una 3.1 con canale centrale dedicato e un ingresso HDMI in più rispetto alla S40T: la scelta giusta per chi vuole restare in una fascia di prezzo simile ma preferisce un centrale fisico per i dialoghi.

Sony HT-S20R, anch’essa accessibile, aggiunge invece un vero sistema 5.1 con diffusori surround fisici: per chi punta a un’esperienza multicanale reale, anche a costo di una maggiore complessità di cablaggio, è l’opzione da preferire rispetto al 2.1 della S40T.

Nella stessa fascia di prezzo compare spesso, nei confronti diretti, anche la JBL Cinema 510: è un sistema 3.1 con subwoofer integrato nella barra e un canale centrale dedicato, quindi più indicata per chi vuole dialoghi ancora più precisi, ma con potenza dichiarata inferiore e senza un subwoofer fisicamente separato.

Perché comprarle (e perché no)

Per chi ha senso

La S40T ha senso per chi possiede un impianto TV con soli altoparlanti integrati e vuole un miglioramento netto senza pensieri: nessuna rete da configurare, nessun canale da tarare, un subwoofer già pronto all’uso. È adatta a stanze piccole o medie, a un uso misto tra film, serie e ascolto musicale occasionale, ed è particolarmente indicata per chi ha già un televisore LG, grazie all’integrazione con WOW Interface e WOW Orchestra, pur restando pienamente funzionale con TV di qualsiasi altra marca.

Per chi non ha senso

Chi cerca un vero impianto home theater con Dolby Atmos, un canale center dedicato o lo streaming diretto dei servizi musicali via rete deve guardare altrove: i limiti strutturali di un 2.1 puro, senza Wi-Fi né formati audio immersivi, non sono superabili con nessuna modalità sonora. In quel caso conviene valutare un sistema con surround reale come il Sony HT-S20R o, per chi vuole restare su LG, il gradino superiore DS70TR.

Verdetto finale

La LG S40T è una soundbar di fascia base onesta, che fa esattamente quello che promette senza inseguire funzioni fuori portata per il prezzo: un salto concreto rispetto all’audio del televisore, voci intelligibili anche senza canale centrale e un subwoofer che si fa sentire nelle scene più movimentate. I compromessi sono quelli tipici della fascia, dai bassi che non scendono in profondità alla distorsione che può comparire ai volumi più alti, fino a un’app companion non sempre affidabile. Al prezzo rilevato su Amazon.it, ben sotto il listino ufficiale, il rapporto qualità-prezzo resta il suo argomento più solido.

Voto: 3,5/5

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