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Google TV Streamer 4K: il box che comanda la casa

Il successore del Chromecast diventa un box con Ethernet e hub per la casa intelligente, ma alza il prezzo fin quasi all'Apple TV. Conviene ancora?

· Recensione
Google TV Streamer 4K: il box che comanda la casa
Crediti immagine: © Google
Il verdetto
4/5 Buono

Promosso con riserva: streamer completo, veloce e ricco di app, con l'aggiunta di Ethernet e delle funzioni per la casa intelligente. Il prezzo raddoppiato rispetto al Chromecast lo avvicina però ad alternative che lo superano su immagine e audio.

Pro

  • + Presa di rete Ethernet
  • + Hub per la casa intelligente
  • + Ampio catalogo di app
  • + Telecomando ridisegnato e trova-telecomando
  • + Navigazione veloce e fluida

Contro

  • Prezzo vicino alla concorrenza migliore
  • Sincronia dei fotogrammi solo su Netflix
  • Niente DTS:X né audio HD lossless
  • Solo Wi-Fi 5 e Bluetooth 5.1
Prezzo di listinoListino 119 €
Vedi su Amazon

Con il Google TV Streamer la casa di Mountain View manda in pensione il marchio Chromecast e cambia strategia: non più una chiavetta da nascondere dietro il televisore, ma un piccolo box da appoggiare sul mobile, con presa di rete Ethernet e un ruolo nuovo da hub per la casa intelligente. Il verdetto in breve: è uno streamer completo e piacevole da usare, che fa bene quasi tutto, ma il prezzo raddoppiato rispetto al vecchio Chromecast lo colloca in una posizione scomoda, a un passo da alternative che lo superano su immagine e audio. Ha senso soprattutto per chi ha già investito nell’ecosistema Google Home e vuole un unico dispositivo per guardare i contenuti in streaming e gestire luci, termostato e telecamere dal divano.

Scheda tecnica

Scheda tecnica

Tipo prodotto Streamer TV
Sistema operativo Google TV (Android 14)
Processore MediaTek MT8696
RAM 4 GB
Storage 32 GB (24 GB disponibili)
Risoluzione video massima 4K
Formati HDR supportati Dolby Vision, HDR10, HDR10+, HLG
Versione HDMI HDMI 2.1 (banda limitata a 2.0, 4K a 60 fps)
Passthrough HDMI audio Sì (fino a Dolby Digital Plus con Atmos)
Supporto Dolby Atmos
Supporto DTS:X No
Standard Wi-Fi Wi-Fi 5 (802.11ac)
Porta Ethernet Sì (Gigabit)
Versione Bluetooth 5.1
AirPlay 2 No
Chromecast built-in
Matter / Thread (smart home) Sì (Matter e Thread border router)
Assistente vocale integrato Google Assistant
Gaming via cloud / app Sì (GeForce Now, Amazon Luna)
Telecomando incluso Sì (Voice Remote, trova-telecomando)
Caratteristiche telecomando microfono, tasto personalizzabile
Alimentazione USB-C
Peso 161 g
Dimensioni (L x H x P) 161,6 x 75,6 x 26,7 mm
Colori disponibili Porcelain (bianco)
Prezzo di listino 119 € — Controlla le offerte
Anno di uscita 2024

Il cavo HDMI non è incluso nella confezione, che contiene solo il box, il telecomando e il cavo di alimentazione USB-C.

Descrizione generale

Il Google TV Streamer si colloca nella fascia media degli streamer da TV, quella dei box completi come Apple TV 4K e Amazon Fire TV Cube, e ne condivide l’impostazione: un dispositivo alimentato a rete, con più memoria e connettività di una semplice chiavetta. Rispetto al Chromecast con Google TV che sostituisce, il salto più evidente non riguarda tanto la riproduzione dei contenuti quanto il contorno: arriva la presa Ethernet, cresce la memoria interna da 8 a 32 GB, la RAM raddoppia a 4 GB e compare una radio Thread che permette al box di fare da centro di controllo per la casa intelligente. Cambia anche il prezzo, che passa dai 50-60 euro del vecchio Chromecast ai 119 euro di listino, spesso scontati su Amazon.

Il sistema operativo resta Google TV, la versione di Android pensata per il televisore, con una schermata iniziale che aggrega i suggerimenti dai vari servizi e dà accesso a un catalogo di app molto ampio. Il caso d’uso tipico è duplice: da un lato lo streaming di film e serie in 4K HDR su un televisore che magari non ha un’interfaccia altrettanto scattante, dall’altro il controllo dei dispositivi smart di casa direttamente dallo schermo. In Italia è disponibile in un solo colore, il bianco Porcelain, mentre all’estero esiste anche una variante grigia (Hazel).

Design e costruzione

Il Google TV Streamer abbandona la forma a chiavetta per un piccolo box dal profilo basso e arrotondato, poco più largo di uno smartphone in orizzontale, con una parte posteriore leggermente rialzata per ospitare le prese. La finitura bianca è pulita ma anonima, e a differenza del Chromecast è pensata per stare in vista sul mobile piuttosto che sparire dietro il televisore. Chi preferisce nasconderlo può comunque farlo, dato che il telecomando comunica via Bluetooth e non ha bisogno di puntamento diretto. Sul retro trovano posto la presa USB-C per l’alimentazione, la porta HDMI 2.1 e la presa Ethernet, la novità più apprezzata da chi vuole una connessione via cavo stabile.

Google TV Streamer 4K viste porte posteriori

Il telecomando in dotazione è stato ridisegnato: è un po’ più lungo e maneggevole, con i tasti del volume spostati dal fianco alla parte superiore, dove è più naturale trovarli. Manca un tasto dedicato per riproduzione e pausa, affidato al pulsante centrale della corona direzionale, e restano due tasti fissi per Netflix e YouTube, riprogrammabili solo con app di terze parti. La costruzione in plastica bianca resta comunque modesta, poco più di un telecomando giocattolo, e non è ricaricabile: funziona a due batterie AAA. Un pulsante sul box attiva la funzione trova-telecomando, che fa suonare il comando quando finisce tra i cuscini del divano.

Google TV Streamer 4K telecomando impugnato sul divano

Immagine

Sul fronte video il Google TV Streamer non lascia scoperto quasi nulla: gestisce contenuti fino a 4K a 60 fps con tutti i formati HDR che contano, Dolby Vision, HDR10, HDR10+ e HLG. La resa dell’immagine migliora rispetto al Chromecast, con un contrasto più marcato, neri più profondi e una maggiore sensazione di profondità; i colori risultano vividi ma equilibrati, senza forzature, e il movimento è pulito anche nelle scene concitate. Restano però un gradino sotto ai box migliori della fascia: nel confronto diretto l’immagine appare meno incisiva e tridimensionale, e la grana della pellicola tende a essere enfatizzata, con un effetto un po’ sgranato su alcuni contenuti.

Il limite più concreto riguarda la sincronia dei fotogrammi (frame rate matching), cioè la capacità del box di adattare l’uscita alla cadenza reale del contenuto. Qui l’implementazione è parziale: funziona solo con Netflix, mentre negli altri servizi il box resta bloccato a 60 Hz e molti contenuti a 24, 25 o 50 fps mostrano micro-scatti. In Europa, dove buona parte della programmazione locale è a 50 fps, è un difetto che si nota. L’adattamento automatico tra SDR e i vari formati HDR, invece, funziona correttamente e in modo trasparente. Fra le novità c’è il supporto hardware al formato AV1, più efficiente dell’HEVC, già usato da YouTube e Netflix.

Suono

Uno streamer non produce suono in proprio, ma ne gestisce la trasmissione al televisore, alla soundbar o all’amplificatore. Il Google TV Streamer supporta l’audio Dolby, fino a Dolby Digital Plus con Dolby Atmos, che invia senza problemi a un impianto compatibile: per la stragrande maggioranza dei contenuti in streaming è quanto serve, e il risultato è pienamente all’altezza. Nell’ascolto diretto di musica e dialoghi la resa è chiara e mette bene in risalto le voci, ma manca di calore e di dinamica ai livelli più bassi, con un carattere un po’ piatto che emerge soprattutto con la musica.

I limiti più netti riguardano invece chi usa il box come lettore di file locali da rete o da disco. Il Google TV Streamer non fa passthrough dei formati audio HD senza perdita, come Dolby TrueHD e DTS-HD Master Audio, tipici dei Blu-ray: tenta di decodificarli internamente in PCM, con risultati non sempre affidabili. Manca inoltre del tutto il supporto al DTS:X. Per chi ha una raccolta di rip da Blu-ray e vuole l’audio HD integro verso l’amplificatore, resta un dispositivo con lacune importanti.

Caratteristiche speciali

La novità principale è il ruolo di hub per la casa intelligente. Grazie alla radio Thread integrata e alla compatibilità Matter, il box fa da centro di controllo per luci, termostato e telecamere gestiti tramite Google Home, con un pannello laterale richiamabile a schermo: si può abbassare la luce o vedere l’anteprima di una telecamera senza interrompere la visione. È la funzione che più giustifica il passaggio al formato box e l’aumento di prezzo, anche se ha senso pieno solo per chi è già dentro l’ecosistema Google Home; il mercato dei dispositivi Thread, inoltre, è ancora agli inizi.

Google TV Streamer 4K hub casa intelligente con telecamera Nest Presenti anche le funzioni basate su Gemini, che generano riassunti dei contenuti e sintesi delle recensioni: utili come contorno, ma dall’interfaccia ancora poco rifinita.

Sul fronte delle app il catalogo è ampio e copre praticamente tutti i servizi principali, con in più il Chromecast integrato per trasmettere dallo smartphone. Manca però AirPlay, quindi non è la scelta ideale per chi usa dispositivi Apple. Il gaming resta relegato al cloud, con app come GeForce Now e Amazon Luna: l’hardware è troppo debole per i giochi eseguiti in locale, e l’esperienza in streaming, pur giocabile nei titoli meno sensibili alla latenza, non sostituisce una vera console.

Cosa è piaciuto

  • Presa di rete Ethernet: il passaggio al formato box porta finalmente una connessione via cavo stabile, che elimina le incertezze del Wi-Fi ed è la novità più utile per chi tiene alla continuità dello streaming in 4K.
  • Hub per la casa intelligente: la radio Thread integrata e la compatibilità Matter, insieme al pannello Google Home a schermo, permettono di controllare luci, termostato e telecamere senza uscire dall’interfaccia. È il punto che più differenzia questo box dalla concorrenza.
  • Ampio catalogo di app: Google TV dà accesso a quasi tutti i servizi di streaming rilevanti, italiani e internazionali, con in più il Chromecast integrato e la possibilità di installare app come Plex grazie ai 32 GB di memoria.
  • Telecomando ridisegnato e trova-telecomando: i tasti del volume spostati in alto rendono il comando più comodo, e la funzione che fa suonare il telecomando smarrito è concreta e ben fatta.
  • Navigazione veloce e fluida: la RAM raddoppiata a 4 GB si traduce in app che si aprono in fretta e in una schermata iniziale scattante, con un’esperienza d’uso più rapida rispetto al vecchio Chromecast.

Cosa non è piaciuto

  • Prezzo vicino alla concorrenza migliore: a 119 euro il box costa il doppio del Chromecast che sostituisce e si avvicina a modelli come l’Apple TV 4K, che lo superano su immagine e audio.
  • Sincronia dei fotogrammi solo su Netflix: al di fuori di Netflix i contenuti a 24, 25 e 50 fps mostrano micro-scatti perché il box resta bloccato a 60 Hz, un limite che in Europa si nota sui contenuti locali.
  • Niente DTS:X né audio HD lossless: manca il supporto al DTS:X e il box non fa passthrough dei formati audio senza perdita da Blu-ray, un limite per chi lo usa come lettore di file locali.
  • Solo Wi-Fi 5 e Bluetooth 5.1: per un dispositivo del 2024 la scelta di fermarsi al Wi-Fi 5 appare conservativa, mitigata in parte dalla presenza della presa Ethernet.

Confronto con le alternative

Nella stessa fascia di prezzo il Google TV Streamer si scontra con due box più maturi. L’Apple TV 4K, intorno ai 169 euro, resta il riferimento per qualità di immagine, resa audio e fluidità dell’interfaccia, ed è la scelta quasi obbligata per chi vive nell’ecosistema Apple; costa di più, ma la differenza si vede. L’Amazon Fire TV Cube, sui 160 euro, è l’alternativa per chi ha puntato su Alexa e sull’ecosistema Amazon, con controllo vocale a mani libere sempre in ascolto. Chi invece cerca il miglior lettore di file locali con audio HD integro e ha una raccolta di rip da Blu-ray guarda ancora al Nvidia Shield TV Pro, che sul passthrough audio resta avanti. Il Google TV Streamer si difende soprattutto quando la casa intelligente Google è già in funzione.

Perché comprarlo (e perché no)

Per chi ha senso. È la scelta giusta per chi ha già investito nella casa intelligente di Google, con luci, termostato o telecamere gestiti da Google Home, e vuole un unico dispositivo che unisca streaming e controllo domestico dallo schermo del televisore. Ha senso anche per chi arriva da un televisore con interfaccia lenta e cerca un box scattante, con presa Ethernet e un catalogo di app completo, senza voler spendere quanto costa un Apple TV.

Per chi non ha senso. Chi mette al primo posto la qualità pura di immagine e audio, o possiede iPhone e altri dispositivi Apple, trova nell’Apple TV 4K una scelta migliore. Chi usa lo streamer soprattutto come lettore di file locali con audio HD da Blu-ray dovrebbe guardare al Nvidia Shield TV Pro. E chi possiede già un Chromecast con Google TV ha poche ragioni concrete per aggiornare: al di là della presa Ethernet e delle funzioni smart home, l’esperienza di visione è quasi identica.

Verdetto finale

Il Google TV Streamer è un buon streamer che però parte da una posizione scomoda: sostituisce un Chromecast molto amato e lo fa a un prezzo raddoppiato, con miglioramenti che si concentrano più sulla casa intelligente che sulla riproduzione dei contenuti. Fa quasi tutto bene, dalla navigazione veloce all’ampio catalogo di app, e la presa Ethernet insieme al ruolo di hub Thread lo rendono più versatile del predecessore. Restano però limiti concreti sul fronte audio-video, dalla sincronia dei fotogrammi ferma a Netflix all’assenza del passthrough HD, e un prezzo che lo avvicina a rivali capaci di fare meglio dove conta di più. È una scelta solida, che dà il meglio nelle case già organizzate attorno a Google Home, ma che fatica a distinguersi per chi cerca solo il miglior streaming. Chi rientra nel primo profilo lo trova in offerta su Amazon.

Voto: 4.0 / 5

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