Bluesound Pulse Flex 2i: multiroom BluOS in formato mini
Il diffusore Wi-Fi più compatto della gamma Bluesound punta su ecosistema BluOS e flessibilità d'uso, ma sul suono resta qualche compromesso.
Un diffusore wireless ricco di funzioni e ben costruito, con un volume sorprendente per le dimensioni: la scena sonora stretta e un Bluetooth ormai datato sono i limiti principali, ma il prezzo sceso rispetto al lancio lo rende comunque interessante per chi entra nell'ecosistema BluOS.
Pro
- + Volume e scala sorprendenti
- + Ecosistema BluOS completo
- + Costruzione solida e curata
- + Connessioni fisiche abbondanti
- + Audio hi-res fino a 24/192
Contro
- – Scena sonora stretta
- – Bluetooth datato, niente aptX HD
- – Bassi e ritmica migliorabili
- – App e setup poco immediati
Il Bluesound Pulse Flex 2i è il diffusore wireless più compatto e accessibile della gamma Pulse, costruito attorno a BluOS, la piattaforma multiroom della casa canadese. È un prodotto che fa della flessibilità la sua ragione d’essere: sta su una mensola in cucina, si abbina a un gemello per formare una coppia stereo, diventa un canale surround posteriore in un impianto Bluesound e, con la batteria opzionale, si stacca dalla rete domestica per seguire l’ascolto in giardino. La resa sonora, però, è il punto più discutibile: a fronte di un volume e di una scala notevoli per le dimensioni, la scena resta contenuta e una singola unità fatica a costruire un’immagine stereo convincente. Si rivolge soprattutto a chi cerca il primo tassello dell’ecosistema BluOS con supporto hi-res, più che a chi vuole il miglior suono possibile in questa fascia.
Scheda tecnica
| Tipo prodotto | Speaker Wi-Fi |
|---|---|
| Ecosistema | BluOS |
| Potenza totale RMS | 25 W |
| Bande Wi-Fi | 2.4 GHz, 5 GHz |
| Porta Ethernet | Sì |
| Bluetooth | Sì (aptX) |
| AirPlay 2 | Sì |
| Chromecast built-in | No |
| Spotify Connect | Sì |
| Servizi streaming integrati | Spotify, Tidal, Qobuz, Amazon Music, Deezer, TuneIn e altri (oltre 20) |
| Stereo pairing | Sì |
| Usabile come surround | Sì |
| Assistente vocale | Amazon Alexa, Google Assistant (indiretti) |
| Ingresso line-in | Sì |
| Ingresso ottico | Sì |
| Batteria integrata | No (batteria BP100 opzionale) |
| Peso | 1,23 kg |
| Dimensioni (L x H x P) | 125 x 183 x 100 mm |
| Colori disponibili | nero, bianco |
| Prezzo di listino | 206 € — Controlla le offerte |
| Anno di uscita | 2018 |
Descrizione generale
Nella gamma Pulse il Flex 2i occupa la posizione di partenza: è il modello più piccolo, sopra di lui ci sono il Pulse Mini 2i, più potente e con due woofer, e il Pulse 2i, il diffusore di punta tutto-in-uno. La sigla 2i indica il secondo aggiornamento della serie, che rispetto alla versione precedente non stravolge nulla sul piano acustico ma porta in dote due aggiunte importanti, AirPlay 2 e il controllo vocale Alexa, già diffuse nel resto della linea. Il telaio resta lo stesso, con il woofer da 102 mm e il tweeter da 25 mm pilotati da 25 W in bi-amplificazione.
L’uso tipico è quello di un diffusore di rete da appoggiare in una stanza e collegare ai servizi di streaming tramite il Wi-Fi di casa, senza dipendere dal segnale dello smartphone. Da qui partono le configurazioni più ambiziose: due unità per l’ascolto stereo, l’integrazione in un sistema multiroom con gli altri prodotti Bluesound, o l’impiego come surround posteriori in abbinamento alla Pulse Soundbar 2i. Le finiture disponibili sono due, nero e bianco opaco, entrambe sobrie, ed entrambe disponibili su Amazon. Tra gli accessori a listino ci sono la batteria opzionale BP100, la staffa per il fissaggio a parete e il telecomando a infrarossi RC1.

Design e costruzione
Il cabinet ha una sagoma quasi trapezoidale che invita ad appoggiare il diffusore in un angolo, posizione che rinforza la resa dei bassi e lo rende meno ingombrante. La costruzione è uno dei punti di forza: l’oggetto trasmette solidità, le finiture sono curate e la griglia frontale che copre l’intera facciata dà un aspetto pulito e minimale. Il peso, circa 1,23 kg, è contenuto ma non da portatile vero e proprio, coerente con un prodotto pensato per stare collegato alla rete elettrica.

Sul pannello superiore trovano posto i comandi a sfioramento per riproduzione e volume, più cinque tasti preset programmabili per richiamare al volo servizi, ingressi o stazioni radio. Una spia luminosa integrata nel tasto play/pausa cambia colore e ritmo di lampeggio a seconda dello stato, e la sua intensità si regola dall’app. Il retro è insolitamente affollato per un diffusore così piccolo, segno della vocazione di rete del prodotto. Sotto un tappo in gomma si nascondono l’attacco per la batteria opzionale e la sede filettata per la staffa a parete.
Suono
La firma sonora del Pulse Flex 2i parte da un dato evidente: il volume e la scala che riesce a produrre sorprendono per un diffusore di queste dimensioni, al punto da riempire senza sforzo anche una stanza ampia. La presentazione è corposa e piena, con un range dei bassi controllato e abbastanza agile, capace di sostenere le frequenze medie e di restituire le voci con una ricchezza non comune in questo formato. Le frequenze medie e alte risultano pulite e dettagliate, e su brani acustici o indie la resa convince.
I limiti emergono su due fronti. Il primo è la scena sonora, che resta stretta: una singola unità non costruisce un’immagine stereo davvero credibile, e per questo l’ascolto in coppia è la configurazione che valorizza il prodotto. Il secondo riguarda ritmica e dinamica, che non sono il punto di forza, e bassi che su alcuni brani possono apparire poco puliti, problema che si attenua abbassando di qualche tacca il livello nell’equalizzatore. Il quadro complessivo è quello di un suono ampio e dettagliato ma non al vertice della categoria; nei casi peggiori, soprattutto ad alto volume, la resa può apparire congestionata e chiusa, con una scena sonora quasi assente.
Caratteristiche speciali
Il vero valore del Pulse Flex 2i sta in BluOS, una delle piattaforme di streaming più complete in circolazione. L’app dà accesso a oltre venti servizi, da Spotify a Tidal, Qobuz, Amazon Music e Deezer, oltre alle radio internet via TuneIn e a iHeartRadio. Il diffusore è inoltre Roon Ready e supporta AirPlay 2, Spotify Connect e Tidal Connect, così come la riproduzione di file in alta risoluzione fino a 24 bit e 192 kHz, con decodifica MQA per i Master di Tidal. Dall’app si regolano bassi e alti, si imposta la modalità di uscita e si attiva la funzione di replay gain, che uniforma il livello di volume tra brani diversi sfruttando i metadati dei file.

Il controllo vocale c’è ma passa per un’intermediazione: Alexa funziona attraverso un dispositivo Echo con la skill Blue Voice, mentre Google Assistant richiede una configurazione analoga. Sul fronte wireless, infine, il Bluetooth mostra l’età del progetto: si ferma alla versione 4.1 con codec aptX e non arriva all’aptX HD, presente invece sui fratelli maggiori Pulse Mini 2i e Pulse 2i.
Cosa è piaciuto
- Volume e scala sorprendenti: il diffusore produce un suono ampio e pieno, sproporzionato rispetto alle sue dimensioni, e riempie senza difficoltà anche ambienti grandi.
- Ecosistema BluOS completo: oltre venti servizi di streaming, compatibilità Roon, AirPlay 2, Spotify e Tidal Connect e gestione multiroom fanno della piattaforma uno dei riferimenti del settore.
- Costruzione solida e curata: cabinet ben assemblato, finiture pulite e sagoma compatta che si inserisce con discrezione nell’ambiente.
- Connessioni fisiche abbondanti: Ethernet, ingresso combo analogico/ottico, USB-A e uscita cuffie offrono una dotazione rara su un diffusore così piccolo.
- Audio hi-res fino a 24/192: il supporto ai file ad alta risoluzione e alla codifica MQA mette a frutto i servizi di streaming di qualità superiore.
Cosa non è piaciuto
- Scena sonora stretta: una singola unità non restituisce un’immagine stereo convincente, e per ottenere il meglio serve una coppia.
- Bluetooth datato, niente aptX HD: la connessione wireless si ferma alla versione 4.1 con aptX, mentre i modelli superiori della gamma offrono l’aptX HD.
- Bassi e ritmica migliorabili: dinamica e tempo non sono il punto di forza, e su alcuni brani le basse frequenze possono risultare poco pulite.
- App e setup poco immediati: la prima configurazione può richiedere più tentativi del previsto e l’interfaccia di BluOS non è sempre intuitiva da navigare.
Confronto con le alternative
Chi valuta il Pulse Flex 2i si trova davanti a un mercato dei diffusori di rete molto affollato, in cui il prezzo e la modernità della piattaforma fanno la differenza.
Sonos Era 100 (circa 279 €): è il riferimento dell’ecosistema rivale, più recente, con un’app diffusissima e una scena sonora più aperta grazie alla configurazione con tweeter angolati. Va scelto da chi privilegia la semplicità d’uso e un suono più moderno, accettando un catalogo di servizi gestito in modo più chiuso.
Audio Pro C10 MkII (circa 250-300 €): punta tutto sulla resa acustica pura, con un suono più generoso e una resa dei bassi più imponente a parità di fascia. È l’alternativa per chi mette il suono davanti alla ricchezza di funzioni di rete.
Bluesound Pulse Mini 2i (circa 400 €): è il passo successivo all’interno della stessa famiglia, con due woofer, 100 W di potenza, una scena più ampia e bassi più corposi. Ha senso per chi resta in BluOS ma vuole sonorizzare una stanza più grande.
Perché comprarlo (e perché no)
Per chi ha senso. Il Pulse Flex 2i è la scelta giusta per chi vuole entrare nell’ecosistema BluOS spendendo il meno possibile, magari come primo nodo di un futuro sistema multiroom, e dà valore alla ricchezza di servizi, al supporto hi-res e alla qualità costruttiva. Il prezzo, sceso rispetto al lancio, lo rende oggi più appetibile: vale la pena controllare l’offerta su Amazon. Funziona bene in cucina, in camera o in studio, soprattutto se acquistato in coppia per ottenere un fronte stereo vero, e si presta a chi un domani vuole usarlo come surround in un impianto Bluesound.
Per chi non ha senso. Chi cerca semplicemente il miglior suono possibile da un singolo diffusore nella stessa fascia di prezzo trova proposte più convincenti sul piano acustico, a partire da Audio Pro. Allo stesso modo, chi punta sulla massima semplicità d’uso e su una piattaforma più moderna può guardare al Sonos Era 100, mentre chi ascolta molto in Bluetooth resta penalizzato dal codec datato.
Verdetto finale
Il Bluesound Pulse Flex 2i è un diffusore promosso con riserva: convince per ricchezza di funzioni, qualità costruttiva e un volume sorprendente per le dimensioni, ma non raggiunge il vertice della categoria sul piano sonoro. La scena sonora stretta, una ritmica migliorabile e una piattaforma Bluetooth ormai indietro rispetto agli standard attuali sono i compromessi da mettere in conto, parzialmente aggirabili ascoltando in coppia stereo e affidandosi al Wi-Fi più che al Bluetooth. Il punto a favore decisivo è BluOS, che resta uno degli ecosistemi multiroom più completi, insieme a un prezzo sceso in modo netto rispetto al listino di lancio: a questa cifra il rapporto qualità-prezzo torna interessante, soprattutto per chi cerca il primo ingresso nel mondo Bluesound più che il diffusore dal suono più raffinato della sua fascia.
Voto: 3.5 / 5
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