Apple EarPods USB-C: il minimo indispensabile, ben fatto
Gli auricolari di sempre con il connettore nuovo: un accessorio di servizio che fa poche cose, ma le fa con dignità.
Un acquisto sensato per le aspettative giuste: ottimi in chiamata, ben costruiti e a un prezzo simbolico, ma senza isolamento né bassi profondi per chi ascolta musica con attenzione.
Pro
- + Prezzo molto contenuto
- + Compatibilità USB-C ampia
- + Buona qualità in chiamata
- + Design curato e robusto
- + Consapevolezza ambientale
Contro
- – Isolamento dal rumore assente
- – Vestibilità instabile senza gommini
- – Bassi carenti e poco definiti
- – Scena sonora confusa
Con il passaggio degli iPhone alla porta USB-C, Apple ha aggiornato i suoi auricolari cablati più economici mantenendo intatta la formula di sempre: la stessa scocca bianca lucida disegnata sull’orecchio, lo stesso telecomando in linea, lo stesso approccio immediato senza app né configurazioni. Gli EarPods (USB-C) non puntano a competire con gli auricolari true wireless, ma a offrire un paio di cuffie funzionali a una cifra simbolica. Per chi cerca esattamente questo, qualcosa che riproduca l’audio e gestisca le chiamate senza pensieri, sono una scelta sensata, a patto di accettare due limiti precisi: nessun isolamento dal rumore e una calzata che non va d’accordo con tutte le orecchie.
Scheda tecnica
| Tipo prodotto | Auricolari con cavo |
|---|---|
| Connettività | cablato |
| Tipo di fit | semi-in-ear |
| Cancellazione attiva rumore | No |
| Peso (singolo auricolare) | n.d. |
| Certificazione IP | Nessuna |
| Tipo driver | dinamico |
| Risposta in frequenza | 20-20000 |
| Colori disponibili | bianco |
| Prezzo di listino | 19 € — Controlla le offerte |
| Anno di uscita | 2023 |
Descrizione generale
Gli EarPods (USB-C) occupano la fascia più bassa del mercato degli auricolari cablati e rappresentano il primo prodotto audio USB-C di Apple. La sostanza è la stessa degli EarPods con connettore Lightning che li hanno preceduti, e prima ancora di quelli con jack da 3,5 mm che per anni hanno accompagnato gli iPhone nella confezione: una scocca rigida in plastica bianca, modellata sulla forma dell’orecchio anziché con il classico gommino in silicone, e un cavo con telecomando integrato. Il cambiamento sostanziale è proprio il connettore, che li rende compatibili non solo con iPhone, iPad e Mac di ultima generazione, ma con la gran parte dei dispositivi dotati di porta USB-C, Android e Windows compresi.
Non c’è un’app companion, non c’è audio spaziale, non c’è alcuna funzione configurabile: si collegano e funzionano, riconosciuti immediatamente dal sistema. La filosofia è quella di un accessorio di servizio, pensato per chi vuole un paio di auricolari di riserva, per le chiamate, per i video o per l’ascolto occasionale, senza la preoccupazione di doverli ricaricare. La calzata aperta, senza gommino, fa sì che non isolino dall’ambiente: una scelta che li orienta verso chi vuole restare consapevole di ciò che gli accade intorno più che immergersi nella musica. L’unica variante disponibile è il bianco lucido di sempre, in vendita su Amazon a una cifra simbolica.
Design e costruzione
Esteticamente gli EarPods restano un punto di riferimento nella fascia economica: la scocca bianca lucida ha una pulizia formale che pochi concorrenti a questo prezzo riescono a eguagliare, e il cavo sottile e arrotondato genera un rumore di sfregamento contenuto, anche se non del tutto assente. Il connettore USB-C è compatto e non intralcia la presa del telefono. La sensazione generale è di un prodotto curato e robusto: la plastica dà l’impressione di poter sopravvivere a lungo, verosimilmente più del dispositivo a cui vengono collegati.

Il telecomando in linea è ben dimensionato e include il bilanciere del volume, il tasto multifunzione per gestire la riproduzione di musica e video e rispondere alle chiamate, e il microfono. È intuitivo e preciso, anche se tende a posizionarsi un po’ troppo in alto lungo il cavo, vicino al viso.
Il vero limite è la calzata. L’assenza di gommini fa appoggiare l’auricolare sulla parte esterna del canale uditivo, e la tenuta dipende interamente dalla forma dell’orecchio: chi ha la conformazione “giusta” li trova comodi, gli altri li percepiscono come instabili e fastidiosi sulle lunghe sessioni. Per l’attività fisica sono sconsigliati, perché tendono a uscire al primo movimento brusco.
Suono
La firma sonora è di base equilibrata ma poco incisiva. Il pregio principale, rispetto a molti auricolari economici, è che gli EarPods non scadono in un suono metallico o aspro: le alte frequenze restano controllate, senza durezze, e l’ascolto non affatica. Il rovescio della medaglia è che mancano di mordente un po’ ovunque. I bassi ci sono e hanno un corpo dignitoso per la fascia, ma faticano in profondità: il sub-bass è udibile ma privo della spinta che ci si aspetterebbe, e in diversi brani la linea di basso risulta confusa, al punto da impastarsi con le voci.

Le frequenze medie sono la parte più sviluppata, eppure tendono a suonare un po’ ovattate, come se ci fosse un velo tra la musica e l’orecchio. La separazione strumentale è il punto più debole: gli strumenti faticano a trovare una collocazione precisa nel mix, e la scena sonora resta confinata e piatta, senza profondità. Va aggiunto che il volume massimo è più basso della media degli auricolari cablati, e a metà scala il suono è già percepibilmente più sommesso rispetto alla concorrenza.
C’è poi una conseguenza diretta del design aperto: senza una tenuta che sigilli il canale uditivo, il rumore esterno entra liberamente e in ambienti rumorosi, come i mezzi pubblici o gli uffici affollati, la musica viene sopraffatta. È il contesto in cui questi auricolari mostrano di più il loro limite.
Caratteristiche speciali
L’elemento che distingue gli EarPods dalla concorrenza economica è la qualità in chiamata, dove si comportano meglio di quanto il prezzo lasci immaginare. Nelle prove con rumore di fondo le voci restano chiare e comprensibili, e in ambienti silenziosi la resa vocale è particolarmente pulita. Il microfono sul telecomando, unito ai comandi a pulsante immediati, li rende una scelta valida per chi passa molto tempo in riunioni online o telefonate. Curiosamente, su questo fronte riescono a fare meglio anche di alcune controparti true wireless più costose.
L’altra caratteristica, che è insieme un pregio e un limite a seconda dell’uso, è la consapevolezza ambientale. Il design aperto lascia passare i suoni esterni: chi cammina in strada o lavora in un ambiente dove deve restare attento a ciò che accade intorno trova nell’assenza di isolamento un vantaggio reale. Va infine ricordato il supporto all’audio lossless di Apple, anche se il vero collo di bottiglia rimane il trasduttore, non il formato del file.
Cosa è piaciuto
- Prezzo molto contenuto — A meno di venti euro, gli EarPods costano quanto un accessorio e meno di quasi ogni alternativa cablata di marca. Per quello che offrono, il rapporto tra spesa e funzione è difficile da battere.
- Compatibilità USB-C ampia — Il connettore li rende utilizzabili non solo con i dispositivi Apple recenti, ma con la maggior parte di smartphone, tablet e computer dotati di porta USB-C, senza adattatori né dongle.
- Buona qualità in chiamata — Voci chiare anche con rumore di fondo e microfono affidabile: per telefonate e riunioni online si comportano meglio della media della fascia, e perfino di diversi auricolari wireless più costosi.
- Design curato e robusto — La scocca bianca lucida ha una pulizia estetica rara a questo prezzo e la costruzione trasmette solidità, con la sensazione di poter durare a lungo.
- Consapevolezza ambientale — La calzata aperta lascia passare i suoni esterni: un limite per l’ascolto immersivo, ma un pregio per chi vuole restare attento all’ambiente mentre cammina o lavora.
Cosa non è piaciuto
- Isolamento dal rumore assente — Senza gommino che sigilli il canale uditivo, il rumore esterno entra liberamente e in ambienti rumorosi la musica viene sopraffatta. Non sono adatti a chi cerca di estraniarsi.
- Vestibilità instabile senza gommini — La tenuta dipende interamente dalla forma dell’orecchio: per molti gli auricolari risultano insicuri e tendono a uscire, soprattutto durante il movimento o l’attività fisica.
- Bassi carenti e poco definiti — Il range dei bassi manca di profondità e in diversi brani la linea di basso suona confusa, impastandosi con le voci e togliendo corpo all’ascolto.
- Scena sonora confusa — La separazione strumentale è debole, gli strumenti faticano a trovare una collocazione precisa e la scena sonora resta piatta e poco profonda.
Confronto con le alternative
A questo prezzo le alternative dirette sono poche, ma esistono opzioni che risolvono alcuni dei limiti degli EarPods spendendo poco di più.
Skullcandy Set USB-C (intorno ai 30 euro) — Auricolari cablati con design curvo, più scelta di colori e certificazione IPX4 contro sudore e schizzi, che gli EarPods non hanno. L’audio non stupisce e il telecomando rinuncia al controllo del volume, ma per chi vuole una soluzione economica più resistente all’acqua sono un’alternativa sensata.
SoundMAGIC E80D (intorno ai 45-50 euro) — Il passo avanti da fare per chi mette al primo posto la qualità sonora. Grazie al DAC integrato offrono un suono più dettagliato e bilanciato, con i gommini che garantiscono un isolamento passivo reale e una calzata più stabile. Costano più del doppio, ma su tutto ciò che riguarda l’ascolto offrono una resa nettamente superiore.
JLab Go Air Pop (intorno ai 25 euro) — Per chi è disposto a passare al wireless con un budget altrettanto ridotto. Sono auricolari true wireless che eliminano il problema del cavo e, con i gommini, offrono la tenuta e l’isolamento che agli EarPods mancano, pur senza brillare per qualità audio.
Perché comprarli (e perché no)
Per chi ha senso. Gli EarPods (USB-C) sono la scelta giusta per chi vuole un paio di auricolari cablati di servizio, economici e immediati: un ricambio da tenere nello zaino, una soluzione per le chiamate e le riunioni online, un accessorio immediato da collegare a qualsiasi dispositivo USB-C senza pensieri. Funzionano bene per l’ascolto in contesti tranquilli, per i podcast e i video, e per chiunque preferisca restare consapevole dei suoni intorno a sé. Sono anche ideali per chi tende a perdere o rovinare gli auricolari e non vuole investire cifre importanti.
Per chi non ha senso. Chi cerca qualità audio, bassi profondi o una scena sonora ariosa deve guardare altrove: a questo prezzo i SoundMAGIC E80D o alcuni monitor in-ear cinesi offrono molto di più. Sono da evitare anche per lo sport e l’attività fisica, vista la calzata instabile, e per chi vuole isolarsi dal rumore in metro o in ufficio. In questi casi conviene considerare auricolari con gommino o un paio di true wireless economici con cancellazione attiva del rumore.
Verdetto finale
Gli EarPods (USB-C) sono esattamente ciò che dichiarano di essere: auricolari cablati essenziali, ben costruiti e a un prezzo simbolico, da valutare per quello che fanno e non per quello che non sono. Il loro punto di forza più convincente è la qualità in chiamata, affiancata da un design pulito e da una compatibilità USB-C che ne allarga l’uso ben oltre l’ecosistema Apple. I limiti sono altrettanto chiari e dipendono in buona parte dalla calzata aperta: niente isolamento, bassi poco profondi e una scena sonora confusa li tengono lontani da chi ascolta musica con attenzione. A meno di venti euro, però, è difficile pretendere di più: come accessorio di servizio o come ricambio economico fanno il loro lavoro senza scendere nel cattivo gusto sonoro di tanti rivali a basso costo. Un acquisto sensato per le aspettative giuste.
Voto: 3.5/5
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