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Amazon Echo Studio (2025): più smart home, meno bassi

Il vertice della gamma Echo si rifà il look e diventa un hub smart home più completo, ma il salto generazionale porta con sé alcune rinunce sul fronte audio rispetto al modello che sostituisce.

· Recensione
Amazon Echo Studio (2025): più smart home, meno bassi
Crediti immagine: © Amazon
Il verdetto
3,5/5 Buono

Come smart speaker e hub domotico è tra i più completi della gamma Echo, con un suono comunque solido per le sue dimensioni; ma chi cerca prima di tutto qualità audio pura o gli ingressi cablati del vecchio modello troverà compromessi da valutare con attenzione.

Pro

  • + Design sferico più compatto
  • + Hub domotico completo
  • + Riconoscimento vocale eccellente
  • + Buoni bassi per la taglia
  • + Effetto spaziale con Atmos

Contro

  • Niente ingressi audio cablati
  • Bassi meno potenti del predecessore
  • Alexa+ assente in Italia
  • Nessuna batteria, solo a corrente
Prezzo di listinoListino 239,9 €
Vedi su Amazon

Amazon rinnova il vertice della gamma Echo con un cambiamento netto rispetto al passato: il nuovo Echo Studio abbandona il corpo cilindrico che lo ha contraddistinto dal 2019 per un design sferico compatto, quasi dimezza il peso e sposta il baricentro del prodotto dalla potenza sonora pura verso l’integrazione smart home. È il primo vero salto generazionale in sei anni, arrivato insieme al nuovo chip proprietario AZ3 Pro e alla piattaforma pensata per Alexa+. Il risultato è uno smart speaker che convince come hub domotico e come voce di casa, ma che rinuncia a qualcosa sul fronte audio rispetto al modello che sostituisce. Ha senso per chi vive già nell’ecosistema Amazon o Fire TV e cerca un centro di controllo capace anche di suonare bene, meno per chi punta a un impianto hi-fi vero e proprio.

Scheda tecnica

Tipo prodotto Smart speaker
Wi-Fi Sì (Wi-Fi 6E)
Assistente vocale Alexa
Prezzo di listino 239,90 € — Controlla le offerte
Anno di uscita 2025
Configurazione driver 1 woofer high-excursion 3,75" + 3 driver full-range 2,25"
Risposta in frequenza 30-18.000 Hz
Versione Bluetooth 5.3
Codec supportati SBC
Tipo ricarica AC (solo a rete elettrica)
Ingresso AUX 3.5 mm No
Peso 1,63 kg
Dimensioni (L x H x P) 155 x 147,3 x 142,2 mm
Colori disponibili Grafite, Bianco Ghiaccio

Descrizione generale

L’Echo Studio è lo smart speaker di punta della famiglia Echo, posizionato sopra l’Echo Dot Max di fascia intermedia e sopra l’Echo Dot di quinta generazione, pensato per chi vuole il dispositivo Alexa più capace da mettere in soggiorno. Il modello precedente, lanciato nel 2019 e aggiornato solo esteticamente nel 2022, è rimasto sul mercato per sei anni senza un vero ricambio: il più lungo di tutta la gamma Echo. A differenza del refresh 2022, limitato alla sola colorazione, la versione 2025 rompe con quella continuità in modo radicale: al corpo cilindrico sostituisce la forma sferica già vista su Echo ed Echo Dot Max, passa alla nuova piattaforma AZ3 Pro pensata per Alexa+ e rinuncia agli ingressi audio analogico e ottico che rendevano il vecchio Studio anche un piccolo hub per sorgenti esterne come giradischi o televisori datati. Il prezzo di debutto è salito di circa 20 dollari rispetto al modello originale, e in Italia il listino si attesta sopra i 200 euro (disponibile su Amazon), in una fascia comparabile al Sonos Era 100. È un prodotto pensato per l’uso quotidiano in un ambiente domestico connesso: musica in streaming, gestione della casa smart, home theater semplificato abbinato a un Fire TV Stick. È disponibile nelle colorazioni Grafite e Bianco Ghiaccio, con un bundle che include il supporto da parete.

Design e costruzione

La sfera ha un diametro poco superiore ai 15 cm ed è rivestita quasi interamente in maglia tessile, con un pannello frontale in plastica opaca che ospita i controlli fisici e l’anello LED, spostato dalla sommità del vecchio modello al fronte per restare visibile anche da lontano. Il cambiamento più evidente rispetto al passato è il peso, quasi dimezzato rispetto al modello 2019/2022 (da 3,5 a 1,63 kg): Amazon dichiara il nuovo formato “40% più piccolo” rispetto all’originale del 2019, e il risultato si traduce in un oggetto molto più facile da spostare e da integrare in spazi piccoli. La base è gommata e antiscivolo, con una filettatura standard da un quarto di pollice per supporti e montaggio a parete. I comandi fisici si limitano a volume su/giù e un tasto che disattiva elettronicamente i microfoni, mentre sulla sommità restano dei comandi a tocco per mettere in pausa la musica, fermare sveglie e timer o chiudere le chiamate. L’anello LED cambia colore a seconda del tipo di notifica, dall’arancione per gli avvisi legati agli acquisti al rosso per i problemi di connessione. I materiali includono contenuto riciclato certificato. Alla colorazione Grafite si è affiancata la Bianco Ghiaccio, anche se in alcuni mercati risultava inizialmente non disponibile: un possibile sfasamento di lancio regionale, non confermato da Amazon.

Amazon Echo Studio 2025 in grafite di tre quarti

Suono

Il comparto audio riflette bene il compromesso al centro di questa generazione. Al posto dei cinque driver del vecchio Studio, guidati da un woofer da 5,25 pollici, il nuovo modello monta un woofer ad alta escursione da 3,75 pollici affiancato da tre driver full-range da 2,25 pollici, in una configurazione a 3.1.1 canali. La conseguenza più diretta è che i bassi perdono un po’ di profondità e di impatto rispetto al modello che sostituisce: restano comunque notevoli per le dimensioni del cabinet, con una riproduzione più controllata e pulita, ma la spinta sub-grave che caratterizzava il vecchio Studio si sente meno nei brani che ne facevano leva soprattutto a basso volume, mentre resta ben bilanciata e dettagliata nei generi meno estremi. A volumi elevati un DSP interviene per contenere la distorsione, riducendo leggermente l’intensità dei bassi oltre un certo livello per mantenere il controllo. Le voci e le frequenze medie convincono nella maggior parte degli ascolti: la separazione tra pianoforte, chitarre e percussioni resta buona per un diffusore in un unico cabinet, e podcast, audiolibri e musica pop o acustica risultano nitidi. Il quadro cambia però a seconda del termine di paragone: messo a confronto diretto con un rivale di pari fascia come il Sonos Era 100, la voce risulta meno calda e meno in primo piano, e nei generi più aggressivi come metal e industrial l’impasto sonoro tende a perdere nitidezza proprio sulle voci. La scena sonora resta un’elaborazione, non un vero stereo: la disposizione dei driver verso i lati e verso l’alto restituisce comunque una sensazione percepibile di ampiezza e separazione laterale; Dolby Atmos e Sony 360 Reality Audio aggiungono un effetto di immersività con i contenuti compatibili, a patto di trovarsi ben posizionati davanti allo speaker, mentre i contenuti stereo vengono convertiti internamente in mono. Il volume disponibile è alto, sufficiente a riempire un soggiorno o un intero piano della casa; nell’uso come base per un home theater con Fire TV la gamma dinamica viene però spinta vicino al limite, con la necessità di intervenire spesso sul volume.

Caratteristiche speciali

Il pacchetto di sensori Omnisense è il punto di forza principale di questa generazione: oltre al classico array a 4 microfoni, lo speaker integra un sensore di temperatura ambientale, uno di luce e uno di rilevamento presenza, più un accelerometro che gestisce i comandi a tocco. Combinati con l’hub domotico integrato, Zigbee, Matter e Thread Border Router, questi sensori permettono di costruire automazioni basate su condizioni reali della casa: accendere le luci e abbassare il riscaldamento quando si entra in soggiorno dopo una certa ora, o attivare il riscaldamento quando la temperatura scende sotto una soglia. È il prodotto Echo più completo come nodo smart home, ed è questa vocazione a definirne il posizionamento più dell’audio puro. La connettività include anche eero Built-in, che estende la copertura Wi-Fi di casa fino a circa 93 metri quadrati aggiuntivi, e il supporto ad Amazon Sidewalk, attivo di default ma disattivabile. Il Bluetooth funge da ingresso audio di riserva rispetto al vecchio jack cablato, ma resta limitato al solo codec SBC, senza AAC o codec proprietari a maggiore qualità.

Per il salotto, l’Echo Studio può fare da base per un sistema Alexa Home Theater: fino a cinque unità tra Echo Studio ed Echo Dot Max, più un subwoofer Echo opzionale, si collegano in configurazione surround a un Fire TV Stick o Fire TV Cube compatibile. Il collegamento avviene via Bluetooth, e nell’uso concreto si può notare un lieve ritardo di sincronizzazione labiale iniziale, correggibile dalle impostazioni.

Due Amazon Echo Studio in salotto con TV

Il riconoscimento vocale è un altro punto alto: i microfoni intercettano i comandi con facilità anche in ambienti rumorosi o mentre lo speaker riproduce musica a volume alto, e le risposte risultano rapide grazie al nuovo chip AZ3 Pro; solo in casi sporadici un comando molto specifico per un brano può essere interpretato in modo errato. Il progetto guarda esplicitamente ad Alexa+, il nuovo assistente con un tono più naturale e una gestione migliore di comandi complessi e routine impostabili in linguaggio naturale a partire da presenza, orari o temperatura: l’accesso anticipato è incluso, ma al lancio Alexa+ risultava disponibile solo negli Stati Uniti, assente in Italia e nel Regno Unito, e un arrivo nel corso del 2026 in altri mercati resta un’ipotesi non confermata da Amazon. L’app Alexa copre bene la gestione quotidiana, con equalizzatore a tre bande e un interruttore dedicato per il Dolby Virtualizer sui contenuti Atmos supportati, anche se non è pensata per una regolazione approfondita del suono.

Cosa è piaciuto

  • Design sferico più compatto: quasi dimezza il peso rispetto al modello precedente e passa a un aspetto meno ingombrante, con controlli frontali più chiari e accessibili.
  • Hub domotico completo: Zigbee, Matter, Thread Border Router e sensori Omnisense trasformano lo speaker in un vero centro di automazioni basate su presenza, temperatura e luce ambientale.
  • Riconoscimento vocale eccellente: i microfoni intercettano i comandi con facilità anche in ambienti rumorosi o a volume alto, con risposte rapide grazie al chip AZ3 Pro.
  • Buoni bassi per la taglia: nonostante il woofer ridotto, il basso resta corposo e capace di farsi sentire in una stanza intera, con un controllo migliore rispetto al vecchio modello.
  • Effetto spaziale con Atmos: Dolby Atmos e Sony 360 Reality Audio, uniti alla disposizione dei driver, danno una sensazione di ampiezza superiore a quella di un diffusore mono qualunque.

Cosa non è piaciuto

  • Niente ingressi audio cablati: sparisce il jack 3,5 mm/ottico del modello precedente, quindi non è più possibile collegare un giradischi o una TV datata via cavo.
  • Bassi meno potenti del predecessore: chi già possiede il vecchio Echo Studio e apprezza la sua spinta sui bassi profondi troverà il nuovo modello più contenuto.
  • Alexa+ assente in Italia: il vero salto dell’assistente resta al momento fuori dal mercato italiano, e la piattaforma AZ3 Pro perde parte del suo significato senza di esso.
  • Nessuna batteria, solo a corrente: va tenuto collegato in modo permanente, escludendo qualunque uso portatile o in giardino.

Coppia di Amazon Echo Studio Bianco Ghiaccio

Confronto con le alternative

Nella stessa fascia di prezzo il rivale più diretto è il Sonos Era 100, con cui condivide il posizionamento ma non le priorità: l’Era 100 mantiene un ingresso ottico per le sorgenti cablate e restituisce voci più calde e in primo piano, mentre l’Echo Studio compensa con un’integrazione smart home molto più ampia, l’accesso ad Alexa+ e la possibilità di trasformarsi in una soundbar surround per Fire TV, funzione che il diffusore Sonos non offre. Chi cerca prima di tutto qualità audio pura tende a preferire il Sonos, chi vuole un hub domotico Alexa completo con un bonus home theater trova più valore nell’Echo Studio.

Per chi è già nell’ecosistema Apple, l’alternativa più vicina è l’Apple HomePod (2ª generazione): offre audio spaziale e bassi sorprendenti per un cabinet compatto, ma costa di più ed è vincolato ai dispositivi Apple. L’Echo Studio resta la scelta più flessibile per chi non vuole legarsi a un solo ecosistema e cerca comunque un hub smart home ampio.

Per chi invece cerca solo le funzioni vocali di base senza il salto generazionale, l’Echo Dot di quinta generazione resta un’alternativa molto più economica all’interno della stessa gamma, pur restando un modello precedente non toccato dal refresh 2025: niente chip AZ3 Pro né sensori Omnisense, e un impianto audio molto più semplice.

Perché comprarli (e perché no)

Per chi ha senso: l’Echo Studio è la scelta giusta per chi vive già nell’ecosistema Amazon o Fire TV e vuole il dispositivo Alexa più capace da mettere al centro del soggiorno, magari per gestire luci, riscaldamento e altre automazioni tramite i sensori Omnisense. Ha senso anche per chi possiede già un Fire TV Stick e vuole aggiungere un effetto surround alla TV senza investire in una soundbar dedicata, o per chi aggiorna un vecchio Echo standard e cerca un salto reale in termini di audio e domotica.

Per chi non ha senso: chi cerca prima di tutto qualità audio hi-fi troverà di meglio nel Sonos Era 100, che a parità di fascia di prezzo restituisce voci più naturali e mantiene un ingresso cablato. Chi possiede già il vecchio Echo Studio e ne apprezza la spinta sui bassi profondi, o chi ha bisogno di collegare sorgenti esterne via cavo, farà meglio a restare sul modello precedente o a guardare altrove. Non è indicato nemmeno per chi cerca un diffusore portatile, vista l’assenza di batteria.

Verdetto finale

L’Echo Studio 2025 segna un aggiornamento sostanziale della gamma Echo, ben oltre il refresh puramente estetico del 2022: più compatto, più leggero e molto più capace come hub smart home rispetto al modello che sostituisce. Il prezzo da pagare è un audio che, pur restando solido per le dimensioni del cabinet, rinuncia a parte della spinta sui bassi profondi e non convince del tutto chi lo mette a confronto diretto con un rivale di pari prezzo orientato alla qualità audio pura. È consigliato a chi vuole un dispositivo Alexa di punta capace di comandare la casa e di offrire comunque un audio efficace in salotto, meno a chi cerca prima di tutto un buon impianto hi-fi o gli ingressi cablati che il vecchio Studio offriva. Il prezzo di listino resta in linea con il diretto rivale Sonos Era 100, ma quanto convinca dipende dalla priorità: chi cerca soprattutto un impianto audio puro lo trova pienamente conveniente solo con uno sconto sensibile, anche del 40%, sul listino, mentre chi valorizza l’ecosistema smart home e le funzioni Fire TV lo considera già ben posizionato al prezzo pieno. Vale comunque la pena controllare il prezzo attuale su Amazon prima dell’acquisto.

Voto: 3,5/5

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