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Testato dalla redazione

Apple AirPods 4 con ANC: cancellazione senza gommini

Cancellare il rumore su un auricolare aperto sembrava impossibile: Apple ci riesce, e il risultato è uno dei migliori auricolari da consigliare a chi ha un iPhone.

· Recensione
Apple AirPods 4 con ANC: cancellazione senza gommini
Crediti immagine: © Apple
Il verdetto
4,5/5 Ottimo

Per chi vive nell'ecosistema Apple sono tra gli auricolari più facili da consigliare: comfort senza pari, suono pulito, integrazione impeccabile e un'ANC che non dovrebbe nemmeno funzionare su un design aperto. I limiti di autonomia e isolamento sugli alti ci sono, ma non intaccano un'esperienza d'uso che convince ogni giorno.

Pro

  • + Comodissimi senza gommini
  • + ANC sorprendente per un design aperto
  • + Suono pulito e dettagliato
  • + Integrazione perfetta con iPhone
  • + Custodia piccola con Dov'è

Contro

  • Vestibilità non adatta a tutti
  • Nessun controllo volume sullo stelo
Prezzo di listinoListino 199 €
Vedi su Amazon

Apple ha fatto una scommessa: portare la cancellazione attiva del rumore su auricolari senza gommini, dove un sigillo nel condotto uditivo non esiste. Sulla carta sembra una contraddizione, eppure le AirPods 4 con ANC funzionano, e per chi non sopporta la sensazione di orecchio tappato dei modelli in-ear sono una piccola liberazione. Il suono è pulito e dettagliato (per la cifra è difficile trovare di meglio), l’integrazione con l’iPhone non ha rivali e la comodità è di un altro pianeta: si dimenticano nell’orecchio. L’autonomia per carica copre senza fatica la giornata di chi le usa per tragitti, riunioni e qualche playlist, ossia la maggior parte di noi. Per chi vive nell’ecosistema Apple e mette il comfort al primo posto sono una delle scelte più facili da consigliare in questa fascia.

Scheda tecnica

Tipo prodotto Auricolari Bluetooth
Connettività wireless
Tipo di fit semi-in-ear
Cancellazione attiva rumore
Peso (singolo auricolare) 4,3 g
Codec supportati AAC
Certificazione IP IP54
Autonomia singolo auricolare 4 ore (ANC on) / 5 ore (ANC off)
Autonomia con custodia 30 ore totali (20 ore con ANC)
Prezzo di listino 199 € — Controlla le offerte
Anno di uscita 2024
Peso custodia 34,7 g
Versione Bluetooth 5.3
Modalità trasparenza
Multipoint
Tipo ricarica USB-C
Ricarica wireless
Ricarica rapida
Assistente vocale Sì (Siri)
Colori disponibili bianco

Descrizione generale

Le AirPods 4 con cancellazione attiva del rumore (ANC) sono la versione più completa dei nuovi auricolari d’ingresso di Apple, e si collocano in una fascia di mercato intermedia: costano più delle AirPods 4 base, prive di ANC, e meno delle AirPods Pro. La differenza con il modello base non sta nel design, identico, ma in tutto ciò che il chip H2 sblocca quando lo si abbina ai microfoni giusti: cancellazione del rumore, audio adattivo, ritrovamento della custodia e altre funzioni che fino a ieri erano riservate ai Pro.

Il punto distintivo è la struttura aperta, senza gommini in silicone. È la stessa filosofia delle vecchie AirPods, ma rifinita: forma più contenuta, stelo leggermente più corto, microfoni e sensori riposizionati. Questo significa niente sensazione di occlusione, ma anche nessun sigillo passivo che isoli dall’esterno: una scelta che definisce pregi e limiti del prodotto.

Sono auricolari pensati per l’uso quotidiano di chi ha un iPhone — musica, podcast, chiamate, qualche film con audio spaziale — e per chi quella sensazione di tappo nell’orecchio proprio non la sopporta. Chi cerca il massimo dell’isolamento o della qualità sonora guarda altrove, ma per tutto il resto coprono benissimo. Si trovano in un’unica finitura, bianca, su Amazon e presso gli altri rivenditori.

Design e costruzione

In mano e nell’orecchio le AirPods 4 trasmettono l’impressione tipica dei prodotti Apple: plastica bianca lucida, assemblaggio impeccabile, peso quasi impercettibile di 4,3 grammi per auricolare. La forma è il risultato dichiarato di un lavoro su migliaia di campioni di orecchio, e in effetti la tenuta è migliore di quanto un design senza gommini lasci immaginare: lo stelo affusolato e il corpo arrotondato si annidano bene nel padiglione. Resta però la natura aperta, che non garantisce a tutti la stessa stabilità — c’è chi li indossa per ore senza accorgersene e chi li sente allentarsi, magari girando la testa, e deve riposizionarli.

La custodia è uno dei punti più riusciti: ridotta di circa il 10% rispetto al passato, è davvero minuscola e sparisce in tasca. Si ricarica via USB-C o in wireless sui pad Qi e MagSafe, integra un altoparlante per il ritrovamento e ha sostituito il vecchio pulsante di abbinamento con un sensore capacitivo da toccare due volte sul fronte.

I controlli si gestiscono pizzicando lo stelo: un tocco mette in pausa, due saltano avanti, tre tornano indietro, una pressione prolungata cambia la modalità di rumore o richiama Siri. Funzionano in modo pronto e preciso. Manca però il controllo del volume direttamente sull’auricolare, presente invece sui Pro: per alzare o abbassare bisogna passare dal telefono o chiedere a Siri.

Apple AirPods 4 nella custodia aperta

Suono

La firma sonora è pulita, equilibrata e con un buon livello di dettaglio, vicina a quella dei modelli Pro grazie a un driver a bassa distorsione e all’amplificatore ad ampia gamma dinamica gestiti dal chip H2. L’impronta globale è abbastanza neutra, con una leggera enfasi sui bassi che resta sempre misurata, mai invadente. Rispetto alla generazione precedente il salto è netto: più corpo e texture su voci e strumenti, bassi più sostanziosi e d’impatto, una presentazione più aperta e spaziosa.

Le frequenze medie sono il territorio più convincente: voci e chitarre risultano chiare e presenti, ben messe a fuoco. Le basse frequenze arrivano sufficientemente in basso per un ascolto appagante e non danno mai l’impressione di mancare; senza il sigillo dei cuscinetti in silicone, però, sono meno estese verso il sub-basso e un po’ meno definite di quanto offra un design chiuso, un compromesso fisiologico di questa struttura aperta. Sugli alti la resa è generalmente controllata, mai aggressiva, anche se in alcuni brani affiora una leggera asprezza su piatti e ottoni.

Il panorama stereo è uno dei punti forti: ampio e ben posizionato nello spazio, con una separazione tra voci e strumenti notevole per la categoria, e si allarga ulteriormente con l’audio spaziale.

Dettaglio del driver Apple AirPods 4 Attivando l’ANC i bassi vengono leggermente esaltati e si perde un filo di dettaglio: in ambienti silenziosi conviene spegnerlo per recuperare chiarezza, mentre nel rumore resta indispensabile per ascoltare bene. Per la cifra che costano è difficile trovare auricolari che suonino meglio: non è la resa di un’ammiraglia da svariate centinaia di euro, ma per la loro fascia di prezzo giocano nelle prime posizioni.

Cancellazione del rumore e trasparenza

La cancellazione del rumore è la funzione che giustifica questa versione, e arriva con tutte le modalità dei Pro: spenta, attiva, adattiva e trasparenza. Apple ha scelto di concentrare l’azione sulle basse frequenze, ed è lì che il risultato sorprende: il rombo dei motori, il brusio del traffico, le ventole e il ronzio dei treni si attenuano in modo netto, mentre voci, chiacchiericcio d’ufficio e suoni più acuti passano ancora, perché senza il sigillo del gommino l’attenuazione sulle alte frequenze resta limitata. Per un design aperto è comunque un risultato notevole, sufficiente a smussare i rumori di fondo e ascoltare musica e podcast con chiarezza, pur senza l’isolamento di un auricolare con gommino. La modalità adattiva è la più riuscita nell’uso di tutti i giorni, perché dosa da sola l’isolamento in base all’ambiente; per il massimo serve la modalità dedicata, dato che l’adattiva tiene un livello un po’ più basso anche al massimo. La trasparenza c’è ma conta poco, dato che un design aperto lascia già sentire l’ambiente. Più utile il rilevamento del parlato, che abbassa il volume e passa in trasparenza quando si comincia a parlare, per poi tornare alla modalità precedente dopo qualche secondo di silenzio: funziona bene, con il limite inevitabile di attivarsi solo quando a parlare è chi indossa gli auricolari, non l’interlocutore.

Microfoni e chiamate

Per le telefonate le AirPods 4 con ANC montano gli stessi microfoni del modello Pro, affiancati a un’elaborazione che sfrutta l’intelligenza artificiale dell’iPhone per isolare la voce dal rumore di fondo: per questo la resa è migliore quando sono collegati a un iPhone che ad altri dispositivi. In chiamata la voce risulta chiara e naturale in ambiente silenzioso e tiene bene anche negli scenari più comuni; in mezzo al traffico arriva comprensibile, ma qualche rumore intermittente e un leggero fruscio di fondo restano percepibili dall’altra parte, e con i rumori ambientali più forti il sistema fa più fatica. È un livello del tutto adeguato a telefonate e riunioni quotidiane, anche se i Pro, con voci più piene e fondo più pulito, restano un gradino sopra. La funzione di isolamento vocale aiuta a dare priorità a chi parla, e le modalità di cancellazione agiscono anche sulla voce captata dai microfoni, non solo sull’ascolto.

Caratteristiche speciali

Il corredo è quello dell’ecosistema Apple, ed è qui che le AirPods danno il meglio: abbinamento istantaneo all’apertura della custodia, passaggio fluido tra iPhone, iPad e Mac, audio spaziale con tracciamento della testa e gesti del capo per rispondere a Siri. La custodia, infine, è tracciabile tramite Dov’è: suona come un AirTag e aiuta a ritrovare sia la custodia sia i singoli auricolari, una comodità concreta vista la taglia minuta. Su dispositivi Android resta solo la riproduzione di base: si perde gran parte di queste funzioni.

Autonomia e batteria

Apple dichiara fino a 5 ore di ascolto con una carica senza cancellazione del rumore, che scendono a circa 4 ore con l’ANC attivo; con le ricariche della custodia si arriva a 30 ore totali, ridotte a 20 quando si usa sempre l’ANC. Sulla carta non sono i numeri più alti della categoria, ma all’atto pratico la cosa cambia poco: quattro ore filate coprono comodamente un tragitto, una riunione o una sessione in palestra, e raramente si ascolta più a lungo senza una pausa, che è esattamente il momento in cui gli auricolari tornano in custodia. E lì la ricarica è rapidissima: cinque minuti bastano per circa un’ora di ascolto, una ricarica completa richiede circa 90 minuti. La custodia si ricarica via USB-C, su base Qi o MagSafe. Per come si usano davvero auricolari come questi, l’autonomia non è un vincolo che si avverte.

Cosa è piaciuto

  • Comodissimi senza gommini. L’assenza del gommino elimina la sensazione di orecchio tappato che molti non sopportano sui modelli in-ear. Per chi soffre l’occlusione sono nettamente più confortevoli, e il peso ridottissimo li fa quasi dimenticare nell’orecchio.

  • ANC sorprendente per un design aperto. Senza sigillo passivo la cancellazione non dovrebbe funzionare, e invece abbatte bene rumori di fondo come motori, treni, ventole e traffico. Per chi rinuncia al gommino per scelta è quanto di meglio si possa avere: la migliore ANC disponibile senza tappare l’orecchio.

  • Suono pulito e dettagliato. Firma equilibrata, voci a fuoco, bassi presenti con una leggera enfasi mai eccessiva e un netto passo avanti sulla generazione precedente. Per la fascia di prezzo è tra le proposte che suonano meglio.

  • Panorama stereo ampio. La scena sonora è larga e ben posizionata nello spazio, con buona separazione tra voci e strumenti, e si allarga ulteriormente con l’audio spaziale.

  • Integrazione perfetta con iPhone. Abbinamento immediato, passaggio fluido tra i dispositivi Apple, audio spaziale e controlli sempre a portata: l’esperienza con iPhone, iPad e Mac è senza attriti.

  • Custodia piccola con Dov’è. Il case è minuscolo e sparisce in tasca; il ritrovamento tramite Dov’è, con suoneria sul case e localizzazione dei singoli auricolari, funziona molto bene.

Cosa non è piaciuto

  • Vestibilità non adatta a tutti. La struttura aperta calza alla perfezione su molti, ma su alcune orecchie tende ad allentarsi o a uscire: senza punte di ricambio non c’è modo di regolare la tenuta, e conviene provarli prima di acquistare.

  • Nessun controllo volume sullo stelo. Lo stelo gestisce riproduzione, chiamate e modalità di rumore, ma non il volume: per regolarlo bisogna passare dal telefono o da Siri.

Confronto con le alternative

Chi valuta le AirPods 4 con ANC si trova davanti soprattutto alternative interne alla gamma Apple, ma non solo.

AirPods Pro 3 — fascia superiore. La scelta giusta per chi vuole il massimo dell’isolamento e della qualità sonora: i gommini in silicone creano il sigillo che qui manca, con ANC più profonda, bassi più pieni e in più la funzione di apparecchio acustico. Da preferire per chi non ha problemi con la sensazione in-ear.

Sony WF-1000XM6 — fascia superiore. Per chi mette al primo posto cancellazione del rumore e qualità audio, anche fuori dal mondo Apple: isolamento di riferimento e suono raffinato, al prezzo di un ingombro nell’orecchio maggiore e di un’integrazione meno immediata con iPhone.

Bose QuietComfort Earbuds — fascia analoga. Un’opzione con gommini per chi cerca un’ANC più decisa restando sullo stesso budget, sacrificando però la leggerezza e la naturalezza del design aperto.

Perché comprarle (e perché no)

Per chi ha senso. Le AirPods 4 con ANC sono pensate per chi ha un iPhone e vuole auricolari comodi da tenere tutto il giorno, senza la sensazione di tappo dei classici modelli in-ear. Sono ideali per l’uso misto di chi alterna musica, podcast, chiamate e qualche video, magari in ufficio o nei tragitti quotidiani, e apprezza l’abbinamento immediato e il ritrovamento tramite Dov’è. Chi ha già abbandonato in passato gli auricolari in-ear perché fastidiosi qui ritrova finalmente l’ANC senza rinunciare al comfort.

Per chi non ha senso. Chi cerca il massimo dell’isolamento per l’aereo o gli ambienti molto rumorosi, o la migliore qualità audio in assoluto a prescindere dal prezzo, resta meglio servito da un modello con gommini: in casa Apple le AirPods Pro 3, altrove le Sony WF-1000XM6 o le Bose QuietComfort Earbuds. Vale la pena valutarle con calma anche se si ha un’orecchia su cui il design aperto fatica a tenere, e per chi usa un telefono Android, che perde gran parte delle funzioni.

Verdetto finale

Le AirPods 4 con ANC sono promosse con convinzione. Apple è riuscita in qualcosa che sulla carta sembrava impossibile, una cancellazione del rumore efficace su un auricolare aperto, e l’ha fatto mantenendo il comfort che molti cercano e affiancandolo a un suono che per la fascia di prezzo è tra i migliori, a un’integrazione impeccabile con l’iPhone e a una custodia minuscola con il ritrovamento. L’unico vero avvertimento riguarda la vestibilità: il design aperto calza alla perfezione sulla maggior parte delle orecchie, ma non su tutte, e senza punte di ricambio conviene provarle prima. Per il resto, per chi vive nell’ecosistema Apple e mette il comfort davanti all’isolamento estremo è difficile trovare auricolari più azzeccati: si indossano la mattina e ci si dimentica di averli, ed è esattamente quello che si chiede a un prodotto così. Vale la pena controllare il prezzo su Amazon, dove sono spesso in offerta.

Voto: 4.5 / 5

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