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Sonos Ace: ottime per il cinema, meno per la musica

Le prime cuffie di Sonos puntano sull'integrazione con le soundbar di casa e sull'audio spaziale per i film, lasciando alla resa musicale pura un ruolo secondario rispetto ai rivali di fascia alta.

· Recensione
Sonos Ace: ottime per il cinema, meno per la musica
Crediti immagine: © Sonos
Il verdetto
4/5 Buono

Le Sonos Ace convincono su cinema, autonomia e cancellazione del rumore, con un'integrazione con l'ecosistema Sonos che nessun rivale replica; sulla qualità musicale pura, però, i concorrenti di vertice restano un passo avanti.

Pro

  • + Tracciamento testa e Dolby Atmos
  • + Integrazione TV Audio Swap
  • + ANC eccellente col firmware aggiornato
  • + Autonomia elevata e ricarica rapida
  • + Bassi profondi e ben controllati
  • + Solo pulsanti fisici, niente touch

Contro

  • Suono musicale sotto i rivali
  • Personalizzazione del suono limitata
  • Comfort da rivedere con occhiali
  • Niente integrazione multiroom Wi-Fi
Prezzo di listinoListino 379 €
Vedi su Amazon

Dopo vent’anni passati tra soundbar, speaker e sistemi multiroom, Sonos debutta nel mercato delle cuffie con le Ace: over-ear wireless circumaurali chiuse, con cancellazione attiva del rumore (ANC), pensate più per inserirsi nell’ecosistema delle soundbar di casa che per competere sul solo terreno della qualità musicale. Il giudizio si divide in due metà nette: per chi possiede già una soundbar Sonos compatibile e guarda soprattutto ai film, il tracciamento della testa abbinato al Dolby Atmos e la funzione di trasferimento audio dalla TV sono tra le cose meglio riuscite della categoria; per chi cerca prima di tutto la miglior resa musicale possibile, i rivali di fascia alta restano un gradino sopra. Le Ace convincono più per il pacchetto complessivo, tra design, autonomia e integrazione con la soundbar, che per il primato sonoro puro.

Scheda tecnica

Scheda tecnica

Tipo prodotto Cuffie wireless
Connettività Ibrido (wireless + cavo)
Tipo di fit Over-ear
Cancellazione attiva rumore
Peso 312 g
Codec supportati SBC, AAC, aptX Lossless
Certificazione IP Nessuna
Autonomia 30 ore (riproduzione, ANC attiva) / 24 ore (in chiamata)
Prezzo di listino 379 € — Controlla le offerte
Anno di uscita 2024
Diametro driver 40 mm
Tipo driver Dinamico
Versione Bluetooth 5.4
Modalità trasparenza
Multipoint
Tipo ricarica USB-C
Ricarica rapida
Cavo 3.5 mm incluso
Pieghevoli No
App companion
Nome app Sonos
Assistente vocale
Colori disponibili Nero, Soft White
Prezzo medio rilevato 319 €

Descrizione generale

Le Sonos Ace sono le prime cuffie del marchio, presentate a giugno 2024 come over-ear wireless circumaurali chiuse con cancellazione attiva del rumore e audio spaziale. Il prezzo di lancio, 449 dollari (499 € in Italia), si collocava a metà strada tra le ammiraglie Sony e Bose e sotto le Apple AirPods Max, in diretta concorrenza con queste ultime, con il Bose QuietComfort Ultra Headphones e con la Sony WH-1000XM5 (sostituita nel frattempo dalla WH-1000XM6), oltre a rivali minori come Sennheiser Momentum 4 Wireless e Bowers & Wilkins Px7 S2e. A più di due anni dal debutto, in concomitanza con l’annuncio del successore Sonos Ace Ultra (in vendita dal 29 settembre 2026 a 449 €), il listino ufficiale è sceso da 499 a 379 €, mentre su Amazon Italia il prezzo di vendita più recente si aggira sui 319 €: un taglio che cambia sensibilmente l’equazione qualità-prezzo rispetto al lancio. Le Ace restano finora l’unica linea di cuffie della gamma Sonos, disponibili in due colori, nero e Soft White, entrambi in finitura opaca. Il pubblico naturale è chi possiede già una soundbar Sonos compatibile (Arc, Arc Ultra, Beam, Ray) e vuole sfruttare la funzione di trasferimento audio TV Audio Swap, oppure chi dà priorità ai contenuti in Dolby Atmos rispetto alla resa musicale pura.

Design e costruzione

L’acciaio inossidabile riveste cerniere, snodi, il pulsante multifunzione e le griglie dei microfoni, mentre i padiglioni sono in plastica con rivestimento anti-impronte; i cuscinetti in memory foam rivestiti in ecopelle sono magnetici e sostituibili, con la polarità invertita tra i due lati per impedire di montarli sul padiglione sbagliato. Cerniere e snodi restano nascosti nel corpo delle cuffie, scelta dichiaratamente estetica ma anche funzionale: evita che i capelli lunghi si impiglino durante la regolazione. Il padiglione destro si riconosce da un colore diverso all’interno della mesh e dal logo Sonos, ed è quello che ospita tutti i controlli fisici: il Content Key, uno slider che regola il volume e gestisce la riproduzione con pressioni singole, doppie e prolungate, più un secondo pulsante che cicla le modalità di cancellazione del rumore. Nessun controllo touch, una scelta apprezzata rispetto ai pannelli capacitivi di diversi rivali. Sensori di prossimità mettono in pausa e riavviano la riproduzione quando le cuffie vengono tolte o indossate. Il peso di 312 grammi le rende più leggere delle Apple AirPods Max (384,8 g) ma più pesanti della Sony WH-1000XM5 (250 g). I padiglioni sono orientabili per riporsi meglio in custodia ma non pieghevoli, e ruotano in una sola direzione: appoggiate al collo restano quindi rivolte verso l’esterno, un dettaglio più estetico che funzionale. I materiali riciclati nella costruzione e l’imballo interamente in carta certificata FSC completano un pacchetto che punta anche sulla sostenibilità.

Sul comfort il giudizio dipende molto dalla conformazione della testa e dall’uso di occhiali: chi porta gli occhiali può sentire dopo circa un’ora i cuscinetti fare pressione sulle stanghette, un fastidio che si somma a una forza di serraggio già percepita come alta per un utilizzo prolungato e a orecchie che si scaldano con una certa rapidità; chi ha una testa o orecchie più grandi lamenta invece poco respiro nei padiglioni, che sono meno profondi di quelli di Sony e Apple. Con una conformazione più piccola o senza occhiali, al contrario, le Ace risultano comode anche in sessioni lunghe, ed è plausibile che l’assestamento naturale dei cuscinetti nel tempo aiuti ulteriormente l’adattamento. La confezione include una custodia rigida da viaggio con astuccio magnetico rimovibile per i cavi, realizzata in plastica riciclata al 75%: gradevole al tatto, anche se chi cerca la rigidità delle custodie top di gamma può percepirla meno solida. Sulla variante bianca, dopo circa una settimana d’uso possono comparire segni superficiali sulla custodia.

Sonos Ace bianche in ricarica USB-C

Suono

Sonos dichiara di aver dedicato 1.000 ore complessive di test e messa a punto del suono con un team di music creator per calibrare la firma sonora delle Ace. Il profilo sonoro misurato è caldo, con bassi enfatizzati di circa 3 dB e alti leggermente attenuati; un’analisi più approfondita della risposta in frequenza mostra una sovra-enfasi tra i 20-30 Hz e i 50-175 Hz, utile all’effetto “cinema” ma potenzialmente affaticante nell’ascolto prolungato di musica particolarmente densa di bassi, una sotto-enfasi tra 1.250 e 2.000 Hz che riduce la chiarezza percepita su voci acute, synth in ottava alta e archi, e una sovra-enfasi tra 5.000 e 8.000 Hz che accentua il senso di immersività ma può rendere piatti e percussioni metalliche troppo taglienti. Disattivando la cancellazione del rumore i bassi sotto i 100 Hz calano e compare una leggera sovra-enfasi tra 100 e 400 Hz.

Su questa base tecnica condivisa, la percezione d’ascolto cambia parecchio a seconda del termine di paragone. Messe a confronto ravvicinato con il Bose QuietComfort Ultra o le Apple AirPods Max, su un brano pop dal ritmo serrato come “Shake It Off” di Taylor Swift o sul crescendo orchestrale della colonna sonora di “Inception”, le Ace risultano più compresse, meno ariose e meno pronte a scattare sui cambi di ritmo, con un coinvolgimento emotivo inferiore rispetto ai rivali. Ascoltate senza quel confronto diretto, o messe alla prova contro la Sony WH-1000XM5, la stessa firma sonora convince su registri diversi: il posizionamento delle percussioni in “Thriller” di Michael Jackson risulta preciso, la voce resta intelligibile su brani di Elbow e Beyoncé, i bassi restano coinvolgenti senza risultare artificiosi e la musica elettronica o dance (ad esempio Deadmau5) invita comunque a seguire il ritmo. I medi restano in ogni caso leggermente in secondo piano rispetto a bassi e alti, un compromesso che penalizza soprattutto l’espressività vocale nei brani più delicati.

Ragazza con Sonos Ace bianche indossate

L’aspetto più riuscito in assoluto riguarda i film in Dolby Atmos con tracciamento della testa: l’effetto surround è eccellente, leggermente indietro rispetto alle AirPods Max sull’altezza del suono ma capace di restituire quasi tutto ciò che il surround virtuale può offrire oggi in cuffia, testato su titoli come “Blade Runner 2049”, “BlacKkKlansman” e “Top Gun: Maverick”, oltre che in sessioni di gaming su PS5 dove il tracciamento risulta fluido e senza ritardo percepibile. Il sistema funziona anche su contenuti non Atmos, ma non tiene conto della posizione del dispositivo sorgente: per un tracciamento corretto la testa va tenuta in posizione neutra prima di attivarlo. Sulla musica in Dolby Atmos il risultato è più tiepido: chi la ascolta nota un effetto notevole ma non del tutto naturale, con una preferenza diffusa per i mix stereo tradizionali.

Caratteristiche speciali

La cancellazione del rumore va giudicata con una data accanto. Al lancio nel 2024 era buona ma non ai livelli dei rivali di riferimento, con più dettagli che filtravano rispetto a Sony WH-1000XM5 e Bose QuietComfort Ultra, soprattutto sulle voci. Un aggiornamento firmware di giugno 2025 ha cambiato sensibilmente il quadro: una nuova misurazione di fine 2025 rileva un’attenuazione media dell’88% su rumori di autobus, treni e aerei, contro il 74% del firmware di lancio, un salto che porta le Ace sopra la Sony WH-1000XM5 e la WH-1000XM6, alla pari delle Apple AirPods Max (anch’esse all’88%) e leggermente sopra l’85% misurato sul Bose QuietComfort Ultra, con l’avvertenza che una differenza di 1-2 punti percentuali non si avverte nell’uso reale ed è in parte legata anche all’usura delle imbottiture dell’esemplare testato. La modalità Trasparenza (Aware) alza il volume delle voci vicine senza aggiungere rumore di fondo distraente, ma lascia passare più suono ambientale di quanto avvenga sui rivali regolabili: chi cerca un filtro più aggressivo la può trovare fin troppo permissiva, al punto da percepire perfino i passi sul pavimento, mentre chi apprezza una resa naturale della voce la trova convincente così com’è. Manca in ogni caso un controllo di intensità come quello offerto da Sony, così come manca qualunque regolazione sull’intensità dell’ANC (solo On, Off o Aware), e l’equalizzatore si limita a due sole bande, bassi e alti, senza banda dedicata ai medi né preset: una scelta di semplicità coerente con la filosofia Sonos, ma comunque scarna rispetto a quanto offrono Shure, Nothing, Sony o Sennheiser.

Sonos Ace nere indossate a occhi chiusi

Il vero terreno di differenziazione delle Ace è l’integrazione con le soundbar Sonos. Una pressione prolungata del Content Key trasferisce l’audio dalla TV alle cuffie e viceversa: il suono viene elaborato dalla soundbar e trasmesso via Wi-Fi diretto a bassa latenza, capace di simulare un impianto 7.1.4 anche su contenuti solo stereo grazie a un upmixer binaurale. Al lancio la funzione, chiamata TV Audio Swap, funzionava solo con la Sonos Arc originale e solo su iOS; da novembre 2024 è stata estesa ad Android e alle altre soundbar allora in gamma (Beam Gen 1, Beam Gen 2, Ray), e dall’arrivo della Arc Ultra, in ottobre 2024, anche a questo modello, con supporto per due paia di cuffie collegate in contemporanea. Nella maggior parte degli usi il trasferimento è pressoché istantaneo, ma con un uso più prolungato emergono ancora difetti da prima generazione: occasionali distorsioni o crepitii nel passaggio soundbar-cuffie, problemi di sincronia labiale risolvibili disconnettendo e riconnettendo, e una portata del collegamento limitata, con interruzioni già a circa 4 metri dalla soundbar camminando lungo un corridoio, un limite non riscontrato nella connessione Bluetooth diretta con lo smartphone.

Resta invece assente l’integrazione con il sistema multiroom Wi-Fi di Sonos: le Ace non si raggruppano con gli speaker di casa né riproducono in streaming diretto dalla rete, una funzione attesa da molti utenti di lunga data del marchio. Va detto però che nessuna cuffia sul mercato offre oggi questo tipo di integrazione: resta un’occasione mancata per differenziarsi rispetto al resto della gamma del marchio. Sonos ha dichiarato che sarebbe tecnicamente possibile in futuro, ma non è nei piani attuali: il consumo energetico via Wi-Fi resterebbe nettamente superiore a quello via Bluetooth.

Sul fronte connettività, le Ace usano il Bluetooth 5.4 con supporto multipoint fino a due dispositivi e i codec SBC, AAC e aptX Lossless tramite Snapdragon Sound, per una qualità senza perdita e a bassa latenza sugli smartphone compatibili. La porta USB-C serve per la ricarica e per lo streaming lossless via cavo verso un computer, fino a 16 bit/48 kHz, mentre il cavo USB-C/jack incluso permette il collegamento a sorgenti analogiche da 3,5 mm. Le cuffie non supportano l’ascolto passivo: restano accese anche quando collegate via cavo. L’app Sonos gestisce tutte le impostazioni, dal rilevamento dell’indossamento al tracciamento della testa fino agli aggiornamenti firmware, ma riconosce le cuffie solo via Bluetooth: da cavo USB-C non è possibile regolare equalizzatore o audio spaziale mentre si ascolta, per cui le impostazioni vanno definite prima di passare al collegamento cablato. Una funzione di ritorno audio (sidetone), dichiarata dal produttore, permette di sentire la propria voce quando la cancellazione del rumore è attiva.

In chiamata, gli otto microfoni beamforming (quattro per padiglione), usati anche per la cancellazione del rumore, restituiscono una voce complessivamente chiara e udibile anche con un rumore di fondo importante. Il punto debole emerge negli ambienti esterni: in una giornata particolarmente ventosa la voce può risultare ovattata e il rumore di fondo incoerente se ci si sposta, mentre all’aperto la soppressione aggressiva di vento e traffico può causare cali di volume o passaggi innaturalmente silenziosi.

Autonomia e batteria

La batteria da 1.060 mAh promette fino a 30 ore di riproduzione con la cancellazione del rumore attiva, o 24 ore in chiamata. L’autonomia misurata supera il dato dichiarato: 32 ore e 13 minuti con ANC attivo in un test standardizzato, un risultato superiore anche alle Apple AirPods Max, al Bose QuietComfort Ultra e alla Sony WH-1000XM5 misurate con lo stesso metodo. La ricarica rapida restituisce fino a 3 ore di ascolto con appena 3 minuti alla presa, mentre una ricarica completa da batteria scarica richiede fino a 3 ore via USB-C (alimentatore non incluso). L’uso della funzione TV Audio Swap pesa di più sulla batteria, con un consumo stimato attorno al 10% ogni ora, per un’autonomia di circa 10 ore in quella modalità, comunque sufficiente, secondo Sonos, a coprire due serate di film consecutive. Le cuffie si spengono automaticamente dopo 30 minuti di inattività se non vengono indossate e la riproduzione è in pausa.

Cosa è piaciuto

  • Tracciamento della testa e Dolby Atmos nei film: l’effetto surround con tracciamento della testa è il punto più forte in assoluto, capace di restituire quasi tutto ciò che il surround virtuale può offrire oggi in cuffia, con un tracciamento fluido anche nel gaming.
  • Integrazione TV Audio Swap con le soundbar Sonos: una pressione prolungata trasferisce l’audio dalla TV alle cuffie e viceversa, con elaborazione 7.1.4 anche su contenuti stereo grazie a un upmixer binaurale.
  • ANC eccellente col firmware aggiornato: dopo l’aggiornamento di giugno 2025 l’attenuazione media misurata sale all’88%, alla pari delle Apple AirPods Max e sopra la Sony WH-1000XM5/XM6.
  • Autonomia elevata e ricarica rapida: oltre 32 ore misurate con ANC attivo, superiori al dichiarato e ai principali rivali, con 3 minuti di carica sufficienti per 3 ore d’ascolto.
  • Bassi profondi e ben controllati: abbondanti e ben gestiti, danno corpo alla resa cinematografica senza risultare artificiosi nella maggior parte degli ascolti.
  • Solo pulsanti fisici, niente touch: il Content Key e il pulsante ANC offrono un controllo preciso, senza gli inconvenienti dei pannelli capacitivi.

Cosa non è piaciuto

  • Suono musicale sotto i rivali diretti: nel confronto ravvicinato con Bose QuietComfort Ultra e Apple AirPods Max, la resa in musica pura risulta più compressa e meno coinvolgente.
  • Personalizzazione del suono limitata: equalizzatore a due sole bande, senza preset né banda dedicata ai medi, e nessuna regolazione dell’intensità di ANC o Trasparenza.
  • Comfort da rivedere con gli occhiali: chi porta occhiali o ha una conformazione della testa più grande può avvertire pressione e calore dopo un uso prolungato.
  • Niente integrazione con il multiroom Sonos: le cuffie non si raggruppano con gli speaker di casa né riproducono in streaming diretto dalla rete Wi-Fi.

Confronto con le alternative

Le Sonos Ace competono in una fascia dove i rivali di riferimento offrono ciascuno un compromesso diverso rispetto all’integrazione con l’ecosistema Sonos.

Sony WH-1000XM6 (fascia premium, circa 450 €): nel confronto più recente offre una qualità sonora superiore e un ANC comparabile a quello delle Ace col firmware aggiornato. Chi non ha bisogno dell’ecosistema Dolby Atmos delle Ace, con più contenuti disponibili rispetto al Sony 360 Reality Audio, trova nella Sony un’alternativa da considerare seriamente.

Bose QuietComfort Ultra Headphones (fascia premium, prezzo simile alle Ace): resta la scelta consigliata quando la priorità è la qualità sonora pura o l’ANC, con un comfort generalmente superiore. Le Ace mantengono però un vantaggio sull’audio spaziale, dove il sistema Immersive Audio del Bose risulta meno convincente del Dolby Atmos con tracciamento della testa, e su un tracciamento della testa più reattivo.

Apple AirPods Max (fascia premium, prezzo più alto delle Ace): restano superiori in musica pura, più naturali e capaci di dare spazio a ogni elemento del mix. Le Ace vincono però su autonomia (oltre 32 ore misurate contro 20 ore) e offrono una personalizzazione EQ che sulle AirPods Max manca del tutto; sui film, in alcuni casi risultano perfino preferibili alle AirPods Max, pur restando leggermente indietro sull’altezza del suono Atmos.

Perché comprarle (e perché no)

Per chi ha senso: chi possiede già una soundbar Sonos compatibile (Arc, Arc Ultra, Beam, Ray) e vuole sfruttare il trasferimento audio TV Audio Swap tra TV e cuffie; chi guarda molti film o gioca su console e dà priorità ai contenuti in Dolby Atmos rispetto alla resa musicale pura; chi cerca una compagna di viaggio, grazie a un’autonomia molto elevata e a una cancellazione del rumore ormai ai vertici della categoria, oggi a un prezzo sensibilmente più basso di quello di lancio.

Per chi non ha senso: chi ascolta soprattutto musica e vuole la miglior resa sonora possibile trova di meglio nel Bose QuietComfort Ultra Headphones o nelle Apple AirPods Max; chi vuole un equalizzatore ricco o un controllo fine sull’intensità di ANC e Trasparenza troverà le Ace limitate rispetto a diversi rivali; chi possiede già un sistema multiroom Sonos e sperava in un’integrazione Wi-Fi diretta con gli speaker di casa resterà deluso.

Verdetto finale

Le Sonos Ace sono un debutto convincente più per quello che riescono a fare insieme all’ecosistema Sonos che per il primato sonoro puro: chi pesa soprattutto il confronto diretto con i rivali di vertice sulla musica trova un prodotto con margini di miglioramento, mentre chi valorizza l’insieme, tra design, funzioni e integrazione con la soundbar, trova un pacchetto già oggi tra i più completi della categoria. Il prezzo, relativamente alto al lancio rispetto a quanto offrivano i rivali a parità di spesa, oggi pesa meno: con un listino sceso a 379 € e un prezzo di vendita spesso più vicino ai 319 €, l’equazione qualità-prezzo è più equilibrata rispetto al lancio. Restano da rivedere la personalizzazione del suono, ancora scarna, e l’assenza di un’integrazione più profonda con il multiroom Sonos. Per chi ha già una soundbar compatibile o guarda soprattutto ai film, le Ace meritano un posto tra le opzioni da considerare.

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