Meze Audio 99 Classics 2ª gen: meno calore, più precisione
Seconda generazione della cuffia che ha lanciato Meze Audio, con la stessa cura artigianale nei padiglioni in legno ma una firma sonora più neutra e controllata rispetto all'originale caldo e generoso nei bassi: resta da vedere se convince chi cercava proprio quel calore.
Un affinamento riuscito del modello che ha reso famosa Meze Audio: costruzione di livello superiore alla fascia, comfort eccezionale e un suono più controllato, a fronte di una perdita di calore che i fan dell'originale potrebbero notare.
Pro
- + Costruzione artigianale in legno e zinco
- + Comfort eccezionale su sessioni lunghe
- + Isolamento passivo molto efficace
- + Medi chiari e scena ampia
- + Dongle USB-C DAC/AMP incluso
Contro
- – Bassi contenuti nei generi pesanti
- – Ingombro non ideale per teste piccole
- – Ultimo tratto di cavo scoperto
- – Rifiniture dorate non per tutti
Nel 2015 le 99 Classics erano state il primo prodotto della piccola azienda rumena Meze Audio e avevano fatto scuola nella scena degli appassionati per i padiglioni in legno intagliato e il rapporto qualità-prezzo, un formato allora insolito tra i marchi affermati. Dieci anni dopo, la seconda generazione riprende quella formula e la affina: stessa costruzione artigianale, driver rivisto, firma sonora spostata verso una resa più neutra e controllata rispetto al calore pronunciato dell’originale. Il risultato è una cuffia over-ear cablata pensata per l’ascolto stanziale, da scrivania o da giradischi, che si rivolge sia a chi si avvicina per la prima volta all’ascolto hi-fi sia a chi cerca una seconda cuffia versatile senza dover investire cifre molto più alte.
Scheda tecnica
| Tipo prodotto | Cuffie con cavo |
|---|---|
| Connettività | Cablato |
| Tipo di fit | Over-ear |
| Cancellazione attiva rumore | No |
| Peso | 290 g (senza cavo) |
| Prezzo di listino | 349 € — Controlla le offerte |
| Anno di uscita | 2025 |
| Diametro driver | 40 mm |
| Tipo driver | Dinamico |
| Risposta in frequenza | 15 - 25.000 Hz |
| Impedenza | 16 Ω |
| Cavo 3.5 mm incluso | Sì |
| Colori disponibili | Oro |
| Prezzo medio rilevato | 339 € |
Descrizione generale
Le 99 Classics di seconda generazione sono cuffie over-ear cablate a padiglioni chiusi, pensate per l’ascolto casalingo piuttosto che per la mobilità: niente Bluetooth, cancellazione del rumore o microfono, una scelta coerente con una cuffia analogica pura più che una lacuna. Nella gamma Meze occupano la fascia accessibile, sotto gli in-ear ALBA e ALBA S e sotto la linea 105 (AER, Silva, Pro), ben distanti dai modelli planari magnetici di fascia alta come Empyrean ed Elite. Sono disponibili su Amazon Italia, dove il prezzo rilevato è di norma leggermente inferiore al listino ufficiale.
Sul mercato circolano insieme al modello originale del 2015, ancora venduto in parallelo: chi cerca la seconda generazione deve verificare la dicitura “2nd Gen” o “V2” in etichetta, perché un annuncio che riporta solo “99 Classics” indica il modello precedente. Rispetto all’originale, il driver dinamico da 40 mm adotta ora una cupola in PEEK al posto del mylar, l’impedenza scende da 32 a 16 Ω per una pilotabilità più semplice da telefono o laptop, e il volume interno dei padiglioni è stato aumentato per ridurre le interazioni con le onde stazionarie. Al lancio, nell’ottobre 2025, è disponibile solo la variante con ferramenta dorata; una versione Silver annunciata sul sito ufficiale non risultava ancora in vendita.
Design e costruzione
I padiglioni sono ricavati da legno di noce lavorato a CNC, poi rifiniti, tinti e lucidati a mano in un processo che richiede 45 giorni: ogni coppia ha quindi una venatura irripetibile. Il telaio e la ferramenta sono in zinco pressofuso con finitura dorata, l’unica variante osservata al lancio nonostante il sito ufficiale annunci anche una versione Silver. La fascia è autoregolante, con un’anima in acciaio armonico rivestita in similpelle vegana, e il design è ambidestro: non esiste un padiglione sinistro o destro predefinito, è il cavo a stabilire il canale. Il peso sale a 290 g, 30 g in più dell’originale del 2015, un aumento legato ai nuovi anelli di aggancio e a padiglioni leggermente più grandi.

I cuscinetti ovali, anch’essi cresciuti rispetto alla generazione precedente, sono in similpelle vegana su schiuma a media densità e si fissano con un nuovo sistema a clip a 6 punti: si tolgono tirando invece di farli scorrere, una soluzione che garantisce un orientamento più ripetibile ma che la prima volta richiede di consultare il manuale per non forzare. La presa jack è stata allargata a 7 mm, compatibile con una gamma più ampia di cavi di ricambio (inclusi quelli premium in rame e argento del marchio), e integra uno sfiato per i bassi nel guscio di ciascun padiglione.
Il comfort resta eccezionale nonostante l’aumento di peso: sessioni di ascolto di più ore non risultano fastidiose, e la fascia autoregolante tiene bene anche nel tempo. Cresce però l’ingombro complessivo: chi ha una circonferenza della testa sotto la media potrebbe percepirle importanti rispetto a modelli più compatti, mentre chi ha una corporatura più robusta continua a trovarle comodissime nonostante le dimensioni generose. Le rifiniture dorate, infine, non mettono d’accordo tutti: chi preferisce un look più sobrio, come quello della variante Silver (disponibile anche sull’originale, mentre la 2ª gen al lancio si trova solo in Oro), potrebbe trovarle più vistose del necessario.
Suono
La direzione del cambiamento rispetto all’originale è netta: meno calore, meno peso nel medio-basso, una resa più lineare e controllata. Su quanto lontano si sia spinta questa correzione, però, l’esperienza d’ascolto varia: chi cerca un’accordatura vicina al riferimento la trova già sostanzialmente neutra e priva di enfasi eccessive in qualsiasi punto dello spettro; chi ha un orecchio più allenato al dettaglio percepisce invece ancora un po’ di energia aggiunta intorno ai 2,5 kHz e un lieve corpo in più, che allontanano il risultato da un’accordatura davvero piatta pur restando su un registro piacevole più che analitico.
Il basso è meno voluminoso e meno gonfio dell’originale, con un impatto più pulito e controllato: nei generi più densi di bassi, come l’elettronica più profonda, può risultare non abbastanza esteso in profondità, e un piccolo intervento di equalizzazione (qualche dB in più sotto i 40 Hz) aiuta a recuperare corpo; nel rock e nella maggior parte degli altri generi, invece, l’impatto risulta già pieno e articolato senza bisogno di ritocchi. Le frequenze medie sono il punto più solido: voci e strumenti melodici restano in primo piano, chiari e mai duri. Le alte frequenze sono morbide e mai affaticanti, con un’estensione onesta ma non eccezionale; solo nei generi più aggressivi, come l’elettronica veloce o il metal, la resa in questa zona può risultare più dura del solito.
La scena sonora è ampia e ben separata nella maggior parte delle situazioni d’ascolto, con una profondità non scontata per una cuffia a padiglioni chiusi; a volume basso può restare più raccolta lateralmente, un effetto che tende ad attenuarsi alzando leggermente il livello di ascolto. Sul dettaglio assoluto il giudizio cambia in base a cosa si cerca: abbinata a un dongle o a un amplificatore dedicato, la separazione strumentale e la trasparenza emergono con chiarezza, ma chi punta al massimo del micro-dettaglio analitico non la troverà al vertice della fascia. Anche sulla dinamica il quadro varia a seconda dell’aspetto considerato: nelle sezioni musicali più complesse la risposta ai transienti è scattante, mentre sulle variazioni di volume più ampie l’energia dinamica percepita è meno marcata rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare.
L’isolamento passivo è uno dei punti di forza più netti: senza bisogno di cancellazione attiva, il chiacchiericcio di un ambiente affollato o il rumore di una macchina da caffè restano nettamente attenuati. La bassa impedenza rende la cuffia facile da pilotare anche da uno smartphone o da un laptop senza amplificazione dedicata; con alcune sorgenti e a volumi molto elevati può però comparire una distorsione percettibile, il rovescio della medaglia di una pilotabilità così semplice.
Caratteristiche speciali
La dotazione include un dongle DAC/AMP USB-C a marchio Meze, assente sull’originale: scocca metallica, cavo rivestito in tessuto, ingresso da 3,5 mm sul lato opposto al connettore USB-C. Nell’ascolto risulta sostanzialmente trasparente rispetto al collegamento diretto, un netto passo avanti rispetto al DAC integrato di un computer portatile, anche se non supporta il formato DSD: la qualità è paragonabile a quella di dongle di terze parti che da soli costano fino a 100 dollari, ed è un’aggiunta di valore reale visto che altri modelli della gamma Meze, come il 105 AER, non lo includono di serie.

Il cavo di serie è lungo 1,8 m, a doppio conduttore in rame OFC intrecciato con guaina in Kevlar e terminazione da 3,5 mm; connettori e Y-split sono in metallo anodizzato di buona fattura, con una microfonicità quasi azzerata rispetto al cavo dell’originale. L’unico neo riguarda gli ultimi 12-15 cm vicino ai padiglioni: qui il cavo non è intrecciato né rivestito in tessuto ma solo in gomma sottile, un punto potenzialmente più soggetto a usura nel tempo. In dotazione anche un adattatore da 3,5 a 6,35 mm placcato oro e una coppia di assorbitori acustici da inserire tra padiglione e baffle: montandoli, la firma sonora si avvicina a quella più calda dell’originale, con alti più attenuati e un suono più corposo a scapito di un po’ di chiarezza, un’opzione pensata per chi rimpiange il vecchio taglio sonoro.
La custodia è rigida, in EVA con zip idrorepellente, e include un astuccio morbido cilindrico per il cavo. Anche la confezione è stata ridisegnata in cartone interamente riciclabile, senza plastica né schiume, coerente con una filosofia di piena riparabilità: padiglioni, fascia, cavo e driver sono tutti sostituibili singolarmente.

Cosa è piaciuto
- Costruzione artigianale di alto livello: i padiglioni in legno di noce lavorati a CNC, poi rifiniti e lucidati a mano, restano l’elemento che più distingue queste cuffie dalla concorrenza diretta; il telaio in zinco con finitura dorata completa un look curato in ogni dettaglio.
- Comfort eccezionale anche in sessioni lunghe: nonostante il peso salito a 290 g, la fascia autoregolante e i cuscinetti morbidi permettono di ascoltare per ore senza fastidio, anche in condizioni prolungate.
- Isolamento passivo molto efficace: senza ricorrere alla cancellazione attiva, riducono in modo netto il rumore ambientale, dal chiacchiericcio di un ambiente affollato ai suoni di fondo di una cucina o di un ufficio.
- Medi chiari e scena sonora ampia: voci e strumenti melodici restano sempre in primo piano e ben definiti, mentre la scena sonora offre una profondità non scontata per una cuffia a padiglioni chiusi.
- Dongle USB-C DAC/AMP incluso: un accessorio di buona qualità che normalmente costerebbe a parte, sufficiente per sfruttare la cuffia da qualsiasi dispositivo con uscita USB-C senza ulteriori acquisti.
Cosa non è piaciuto
- Bassi contenuti nei generi più pesanti: nell’elettronica più densa l’estensione in profondità non è generosissima, e un piccolo intervento di equalizzazione aiuta a recuperare corpo.
- Ingombro non ideale per teste piccole: i padiglioni sono cresciuti rispetto all’originale, e chi ha una circonferenza della testa sotto la media potrebbe percepirli importanti.
- Ultimo tratto del cavo non rivestito: gli ultimi centimetri vicino ai padiglioni sono in gomma sottile invece che intrecciati in Kevlar, un punto potenzialmente più soggetto a usura.
- Rifiniture dorate non per tutti: chi preferisce un look più sobrio, come la variante Silver disponibile anche sull’originale, potrebbe trovare il nuovo hardware, al lancio solo in Oro, troppo vistoso.
Confronto con le alternative
Nella fascia delle cuffie cablate di livello medio-alto, chi valuta le 99 Classics 2ª gen incrocia inevitabilmente alcuni nomi ricorrenti.
Le FiiO FT13 sono forse il confronto più diretto: anche loro a padiglioni chiusi, con cupole in legno e un driver più grande da 60 mm, condividono un’impedenza altrettanto bassa che le rende facili da pilotare. La scelta tra le due si gioca più sul gusto estetico e sulla firma sonora specifica che su una reale distanza di prezzo.
Le Sennheiser HD-660S2 rappresentano un salto di categoria più che un’alternativa diretta: sono a padiglioni aperti, quindi senza isolamento dall’ambiente, hanno un’impedenza molto più alta che richiede un amplificatore dedicato per rendere al meglio, e si collocano in una fascia di prezzo superiore. Sono la scelta giusta per chi ascolta soprattutto in un ambiente controllato e cerca la massima trasparenza, non per chi vuole isolarsi in ambienti condivisi.
Le Beyerdynamic DT 770 Pro X, altra chiusa da studio, offrono un isolamento leggermente superiore ma un comfort percepito come meno immediato rispetto alle Meze: sono un’alternativa da considerare per chi lavora spesso con il monitoraggio in cuffia e mette l’isolamento davanti a tutto il resto.
Perché comprarli (e perché no)
Per chi ha senso: le 99 Classics 2ª gen sono la scelta giusta per chi ascolta prevalentemente a casa, alla scrivania o dal giradischi, e cerca una cuffia cablata capace di distinguersi per costruzione e materiali oltre che per il suono. Sono adatte sia a chi si avvicina per la prima volta a un ascolto più curato, grazie a un prezzo ancora accessibile e a una resa già equilibrata, sia a un ascoltatore più esperto in cerca di una seconda cuffia versatile su generi diversi, dal vinile allo streaming.
Per chi non ha senso: chi ha bisogno di una cuffia da usare in mobilità, magari in pendolarismo o in ambienti rumorosi, deve guardare altrove: l’assenza di Bluetooth, cancellazione del rumore e microfono le rende adatte solo all’ascolto stanziale. Chi ascolta soprattutto generi molto carichi di bassi senza voglia di intervenire con un equalizzatore, o chi rimpiange proprio il calore e l’impatto sub-bass dell’originale, può orientarsi sul modello di prima generazione, tuttora in commercio in parallelo.
Verdetto finale
Le 99 Classics di seconda generazione confermano e affinano la formula che ha reso Meze Audio un nome noto nella scena hi-fi: costruzione artigianale di livello superiore alla fascia di prezzo, comfort eccezionale e un dongle DAC/AMP incluso che aggiunge valore concreto. Il suono guadagna in controllo, chiarezza dei medi e scena sonora rispetto all’originale, pagando qualcosa in termini di calore e impatto nei bassi più corposi, un compromesso che gli assorbitori acustici in dotazione colmano solo in parte per chi rimpiange il vecchio taglio sonoro. Per chi cerca una cuffia cablata da ascolto stanziale in questa fascia di prezzo, resta una delle proposte più complete: chi è già convinto può vedere il prezzo su Amazon.
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