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Bluesound Node: streamer di rete completo e versatile

Alla quarta generazione lo streamer di rete di Bluesound aggiunge un DAC ESS, un amplificatore per cuffie THX e il supporto a Dirac Live, ma trova rivali più coinvolgenti e modelli più economici dotati di schermo.

· Recensione
Bluesound Node: streamer di rete completo e versatile
Crediti immagine: © Bluesound
Il verdetto
4/5 Buono

Uno streamer di rete completo e ben costruito, con un'app matura e una dotazione di connessioni difficile da eguagliare nella fascia media. La resa è equilibrata e pulita più che trascinante, e a questo prezzo la concorrenza è agguerrita, ma resta un modo solido per portare lo streaming in un impianto stereo tradizionale.

Pro

  • + BluOS maturo e completo
  • + Ingresso HDMI eARC raro
  • + Resa equilibrata e dettagliata
  • + Ottimo ampli cuffie THX
  • + Supporto a Dirac Live

Contro

  • Carattere sonoro poco coinvolgente
  • Niente schermo
  • Concorrenza più conveniente
  • Dirac a pagamento separato
Prezzo di listinoListino 590 €
Vedi su Amazon

Aggiungere lo streaming di rete a un impianto stereo tradizionale, senza sostituire l’amplificatore o i diffusori che si possiedono già, è da anni il terreno del Bluesound Node, e questa quarta generazione del 2024 si presenta in un mercato che nel frattempo la concorrenza ha reso più competitivo. Il verdetto in breve è che resta uno degli streamer di rete più completi e versatili della fascia media, con un’app matura e una dotazione di ingressi e uscite difficile da eguagliare, ma sul piano puramente musicale qualche rivale riesce a coinvolgere di più. Si rivolge a chi ha un impianto hi-fi privo di sorgente di rete e vuole accedere a Qobuz, Tidal, Spotify e alla propria libreria locale con un’unica applicazione affidabile.

Scheda tecnica

Tipo prodotto Streamer di rete con DAC
Ecosistema BluOS (Bluesound / NAD)
Bande Wi-Fi 2.4 GHz, 5 GHz (Wi-Fi 5)
Porta Ethernet Sì (Gigabit)
Bluetooth Sì (5.2, aptX Adaptive bidirezionale)
AirPlay 2
Chromecast built-in No
Spotify Connect
Servizi streaming integrati TIDAL, Qobuz, Spotify, Amazon Music, Deezer, Roon, radio Internet
Assistente vocale Alexa, Google Assistant, Siri (via app)
Ingresso line-in Sì (jack combo analogico/ottico)
Ingresso ottico Sì (jack combo)
Batteria integrata No
Peso 1,09 kg
Dimensioni (L x H x P) 220 × 46 × 146 mm
Colori disponibili nero, bianco
Prezzo di listino 590 € — Controlla le offerte
Anno di uscita 2024

Descrizione generale

Il Node è uno streamer di rete con DAC integrato: un apparecchio che si collega all’amplificatore o al sintoamplificatore esistente e gli porta tutta la musica disponibile in rete, dai servizi in streaming ai file conservati su un NAS o su una chiavetta. Si colloca nella fascia media del mercato e rappresenta il modello centrale di una gamma a tre livelli, sopra il più economico Node Nano e sotto il Node Icon, che monta un DAC più raffinato e uno schermo. Esiste anche una versione celebrativa Node X, oltre ai modelli PowerNode con amplificazione integrata.

Bluesound Node bianco su una libreria

Rispetto alla generazione del 2021 l’aspetto cambia pochissimo, ma sotto la scocca il rinnovamento è sostanziale: il DAC passa a un chip ESS Sabre ES9039Q2M, l’uscita cuffie adotta un amplificatore THX e arriva la compatibilità con la correzione ambientale Dirac Live. Il cuore software è la piattaforma BluOS, condivisa con i marchi del gruppo come NAD e usata da diversi altri produttori, che gestisce fino a 64 zone in un impianto multiroom. L’impiego tipico è chiaro: rendere connesso un buon impianto stereo che non nasce tale, oppure costruire un sistema multiroom partendo da componenti tradizionali. È in vendita su Amazon nelle finiture satinate nera e bianca.

Design e costruzione

Il Node è una scatola compatta e leggera, paragonabile per ingombro a un piccolo router o a un libro rilegato, con una costruzione solida e una finitura satinata curata. Sul piano superiore c’è un pannello capacitivo con sensore di prossimità: avvicinando la mano si illuminano i controlli a sfioramento, che permettono di regolare il volume con un cursore, saltare i brani e richiamare cinque preset programmabili dall’app. La qualità costruttiva è uno dei punti forti del prodotto ed è all’altezza della fascia di prezzo.

Bluesound Node nero in vista tre quarti

Restano però due assenze che fanno discutere. Non c’è uno schermo, quindi per vedere copertine, titoli e code di riproduzione bisogna affidarsi all’app sullo smartphone, e nemmeno un telecomando in dotazione, scelta coerente con un controllo pensato soprattutto da applicazione. Il retro è invece ricchissimo: uscite analogiche RCA, uscita dedicata per il subwoofer, uscite digitali ottica e coassiale, l’ingresso combinato analogico/ottico, una porta USB, l’Ethernet Gigabit e un ingresso HDMI eARC. Sul fronte trova posto l’uscita cuffie con jack da 6,3 mm.

Suono

La firma sonora del Node è equilibrata e controllata, con una buona dose di dettaglio e una gestione ordinata di qualsiasi genere musicale. I bassi sono tesi ed estesi, le voci e gli strumenti melodici risultano chiari, e la scena sonora viene ricostruita con precisione sia in larghezza che in profondità. Anche con registrazioni molto compresse o affollate l’apparecchio mantiene compostezza, separando bene gli strumenti e tenendo sotto controllo i picchi senza durezze.

Questa misura, però, è anche il limite principale. La resa tende a privilegiare l’ordine e la pulizia più del coinvolgimento: il ritmo e gli scatti dinamici emergono meno di quanto facciano i rivali più diretti. Si ascolta volentieri e a lungo, senza mai stancare, ma raramente trasmette quella sensazione di energia e di slancio che rende un brano davvero trascinante. Discorso diverso per l’uscita cuffie: l’amplificatore THX pilota senza difficoltà anche modelli esigenti e offre una resa pulita e corposa, vicina a quella di un DAC con amplificatore dedicato di prezzo analogo.

Caratteristiche speciali

Il vero valore del Node sta nel software. BluOS è una piattaforma matura, stabile e ben organizzata, che riunisce in un’unica app oltre venti servizi in streaming, tra cui Tidal, Qobuz, Spotify, Amazon Music e Deezer, insieme alle radio Internet e ai file presenti sulla rete domestica. Non mancano AirPlay 2, Spotify Connect, Tidal Connect, la compatibilità Roon e un Bluetooth bidirezionale con codec aptX Adaptive, utile anche per inviare l’audio a delle cuffie wireless. Restano fuori il supporto Chromecast e il codec LDAC, due assenze che qualcuno potrebbe notare.

Connessioni posteriori del Bluesound Node

Tra gli ingressi spicca l’HDMI eARC, raro a questo prezzo: consente di collegare il televisore e gestirne l’audio attraverso l’impianto, una comodità che i concorrenti diretti spesso non offrono. L’uscita dedicata al subwoofer con crossover regolabile dall’app amplia ulteriormente la flessibilità. Il capitolo più interessante è la compatibilità con Dirac Live: con il microfono di calibrazione e una licenza acquistata a parte, il sistema misura la risposta della stanza e applica filtri correttivi che migliorano sensibilmente la resa, soprattutto sul controllo dei bassi e sulla messa a fuoco della scena. È una funzione potente, ma il costo complessivo, tra licenza e microfono, va messo in conto.

Cosa è piaciuto

  • BluOS maturo e completo. La piattaforma software è il punto di forza dell’apparecchio: stabile, reattiva e ben organizzata, raccoglie in un’unica app un catalogo di servizi molto ampio e gestisce senza fatica un impianto multiroom fino a 64 zone.

  • Ingresso HDMI eARC raro. La presenza dell’HDMI eARC permette di collegare il televisore e farne passare l’audio dall’impianto hi-fi, una dotazione che a questa fascia di prezzo i rivali diretti raramente offrono.

  • Resa equilibrata e dettagliata. Il suono è ordinato, pulito e ricco di dettaglio, con bassi tesi ed estesi e una scena ben ricostruita. Tiene testa a generi diversi senza scomporsi e si ascolta a lungo senza affaticare.

  • Ottimo amplificatore per cuffie THX. L’uscita cuffie con tecnologia THX AAA pilota agevolmente anche modelli impegnativi e offre una qualità vicina a quella di un amplificatore per cuffie dedicato di prezzo simile.

  • Supporto a Dirac Live. La correzione ambientale Dirac Live, attivabile con licenza e microfono, migliora in modo evidente il comportamento nelle stanze difficili, intervenendo su bassi e immagine sonora.

Cosa non è piaciuto

  • Carattere sonoro poco coinvolgente. La resa privilegia il controllo e la compostezza più dello slancio: ritmo e dinamica risultano un po’ trattenuti, e nel confronto diretto i rivali più vivaci appaiono più trascinanti.

  • Niente schermo. L’assenza di un display obbliga ad affidarsi sempre all’app per vedere copertine, titoli e code di riproduzione, una limitazione che alcuni modelli concorrenti hanno già superato.

  • Concorrenza più conveniente. A questo prezzo l’offerta è ricca: alcuni rivali costano meno, includono uno schermo o regalano una resa musicale più appagante, rendendo la scelta meno scontata di un tempo.

  • Dirac a pagamento separato. La correzione Dirac Live non è inclusa: per usarla servono una licenza a pagamento e un microfono di calibrazione, con un esborso aggiuntivo non trascurabile.

Confronto con le alternative

A questa fascia di prezzo il Node si trova in un mercato affollato, dove la scelta dipende molto da cosa si cerca: completezza, resa musicale o praticità d’uso.

Cambridge Audio MXN10 — fascia simile. È il rivale più diretto e viene preferito da chi mette al primo posto il coinvolgimento musicale, grazie a una resa dinamica più viva e ritmicamente più incisiva, a fronte di una dotazione di ingressi meno ricca.

WiiM Ultra — fascia inferiore. Costa meno e aggiunge uno schermo touch a colori pur usando lo stesso tipo di DAC ESS, una soluzione interessante per chi vuole un controllo diretto sull’apparecchio senza dipendere sempre dall’app.

Bluesound Node Nano — fascia inferiore. È il modello inferiore della stessa gamma: condivide il DAC e la piattaforma BluOS ma rinuncia a Dirac Live e all’ingresso HDMI eARC, ed è la scelta giusta per chi vuole l’ecosistema Bluesound spendendo meno.

Perché comprarlo (e perché no)

Per chi ha senso. Il Node è la scelta naturale per chi possiede un buon impianto stereo tradizionale e vuole renderlo connesso senza cambiare amplificatore e diffusori. È pensato per chi usa diversi servizi in streaming e apprezza la possibilità di gestire tutto da un’unica app affidabile, per chi punta a costruire un sistema multiroom partendo da componenti hi-fi classici e per chi vuole anche una buona uscita cuffie integrata. L’ingresso HDMI eARC lo rende inoltre adatto a chi desidera far passare l’audio del televisore dall’impianto.

Per chi non ha senso. Chi cerca soprattutto emozione e slancio nell’ascolto potrebbe trovarlo troppo composto e dovrebbe valutare il Cambridge Audio MXN10, musicalmente più coinvolgente. Chi tiene a uno schermo sul dispositivo o a un esborso più contenuto può guardare al WiiM Ultra, mentre chi vuole l’ecosistema BluOS spendendo meno, e può rinunciare a Dirac e all’HDMI eARC, trova nel Node Nano un’alternativa più economica.

Verdetto finale

Il Bluesound Node è promosso con convinzione, pur con qualche riserva. Resta uno degli streamer di rete più completi e versatili della fascia media: la dotazione di ingressi e uscite, l’ingresso HDMI eARC, la qualità costruttiva e soprattutto la maturità della piattaforma BluOS sono argomenti solidi, ai quali si aggiungono un’ottima uscita cuffie e il supporto a Dirac Live. Il limite è un carattere sonoro più controllato che trascinante, che lo lascia indietro rispetto ai rivali più vivaci quando si parla di pura emozione musicale, e una concorrenza che a questo prezzo è diventata più agguerrita e in alcuni casi più conveniente. Vale comunque il suo prezzo su Amazon per chi cerca un apparecchio affidabile, ricco di funzioni e destinato a durare, capace di trasformare un impianto tradizionale in un sistema moderno e flessibile.

Voto: 4.0 / 5

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