Bluesound Node: streamer di rete completo e versatile
Alla quarta generazione lo streamer di rete di Bluesound aggiunge un DAC ESS, un amplificatore per cuffie THX e il supporto a Dirac Live, ma trova rivali più coinvolgenti e modelli più economici dotati di schermo.
Uno streamer di rete completo e ben costruito, con un'app matura e una dotazione di connessioni difficile da eguagliare nella fascia media. La resa è equilibrata e pulita più che trascinante, e a questo prezzo la concorrenza è agguerrita, ma resta un modo solido per portare lo streaming in un impianto stereo tradizionale.
Pro
- + BluOS maturo e completo
- + Ingresso HDMI eARC raro
- + Resa equilibrata e dettagliata
- + Ottimo ampli cuffie THX
- + Supporto a Dirac Live
Contro
- – Carattere sonoro poco coinvolgente
- – Niente schermo
- – Concorrenza più conveniente
- – Dirac a pagamento separato
Aggiungere lo streaming di rete a un impianto stereo tradizionale, senza sostituire l’amplificatore o i diffusori che si possiedono già, è da anni il terreno del Bluesound Node, e questa quarta generazione del 2024 si presenta in un mercato che nel frattempo la concorrenza ha reso più competitivo. Il verdetto in breve è che resta uno degli streamer di rete più completi e versatili della fascia media, con un’app matura e una dotazione di ingressi e uscite difficile da eguagliare, ma sul piano puramente musicale qualche rivale riesce a coinvolgere di più. Si rivolge a chi ha un impianto hi-fi privo di sorgente di rete e vuole accedere a Qobuz, Tidal, Spotify e alla propria libreria locale con un’unica applicazione affidabile.
Scheda tecnica
| Tipo prodotto | Streamer di rete con DAC |
|---|---|
| Ecosistema | BluOS (Bluesound / NAD) |
| Bande Wi-Fi | 2.4 GHz, 5 GHz (Wi-Fi 5) |
| Porta Ethernet | Sì (Gigabit) |
| Bluetooth | Sì (5.2, aptX Adaptive bidirezionale) |
| AirPlay 2 | Sì |
| Chromecast built-in | No |
| Spotify Connect | Sì |
| Servizi streaming integrati | TIDAL, Qobuz, Spotify, Amazon Music, Deezer, Roon, radio Internet |
| Assistente vocale | Alexa, Google Assistant, Siri (via app) |
| Ingresso line-in | Sì (jack combo analogico/ottico) |
| Ingresso ottico | Sì (jack combo) |
| Batteria integrata | No |
| Peso | 1,09 kg |
| Dimensioni (L x H x P) | 220 × 46 × 146 mm |
| Colori disponibili | nero, bianco |
| Prezzo di listino | 590 € — Controlla le offerte |
| Anno di uscita | 2024 |
Descrizione generale
Il Node è uno streamer di rete con DAC integrato: un apparecchio che si collega all’amplificatore o al sintoamplificatore esistente e gli porta tutta la musica disponibile in rete, dai servizi in streaming ai file conservati su un NAS o su una chiavetta. Si colloca nella fascia media del mercato e rappresenta il modello centrale di una gamma a tre livelli, sopra il più economico Node Nano e sotto il Node Icon, che monta un DAC più raffinato e uno schermo. Esiste anche una versione celebrativa Node X, oltre ai modelli PowerNode con amplificazione integrata.

Rispetto alla generazione del 2021 l’aspetto cambia pochissimo, ma sotto la scocca il rinnovamento è sostanziale: il DAC passa a un chip ESS Sabre ES9039Q2M, l’uscita cuffie adotta un amplificatore THX e arriva la compatibilità con la correzione ambientale Dirac Live. Il cuore software è la piattaforma BluOS, condivisa con i marchi del gruppo come NAD e usata da diversi altri produttori, che gestisce fino a 64 zone in un impianto multiroom. L’impiego tipico è chiaro: rendere connesso un buon impianto stereo che non nasce tale, oppure costruire un sistema multiroom partendo da componenti tradizionali. È in vendita su Amazon nelle finiture satinate nera e bianca.
Design e costruzione
Il Node è una scatola compatta e leggera, paragonabile per ingombro a un piccolo router o a un libro rilegato, con una costruzione solida e una finitura satinata curata. Sul piano superiore c’è un pannello capacitivo con sensore di prossimità: avvicinando la mano si illuminano i controlli a sfioramento, che permettono di regolare il volume con un cursore, saltare i brani e richiamare cinque preset programmabili dall’app. La qualità costruttiva è uno dei punti forti del prodotto ed è all’altezza della fascia di prezzo.

Restano però due assenze che fanno discutere. Non c’è uno schermo, quindi per vedere copertine, titoli e code di riproduzione bisogna affidarsi all’app sullo smartphone, e nemmeno un telecomando in dotazione, scelta coerente con un controllo pensato soprattutto da applicazione. Il retro è invece ricchissimo: uscite analogiche RCA, uscita dedicata per il subwoofer, uscite digitali ottica e coassiale, l’ingresso combinato analogico/ottico, una porta USB, l’Ethernet Gigabit e un ingresso HDMI eARC. Sul fronte trova posto l’uscita cuffie con jack da 6,3 mm.
Suono
La firma sonora del Node è equilibrata e controllata, con una buona dose di dettaglio e una gestione ordinata di qualsiasi genere musicale. I bassi sono tesi ed estesi, le voci e gli strumenti melodici risultano chiari, e la scena sonora viene ricostruita con precisione sia in larghezza che in profondità. Anche con registrazioni molto compresse o affollate l’apparecchio mantiene compostezza, separando bene gli strumenti e tenendo sotto controllo i picchi senza durezze.
Questa misura, però, è anche il limite principale. La resa tende a privilegiare l’ordine e la pulizia più del coinvolgimento: il ritmo e gli scatti dinamici emergono meno di quanto facciano i rivali più diretti. Si ascolta volentieri e a lungo, senza mai stancare, ma raramente trasmette quella sensazione di energia e di slancio che rende un brano davvero trascinante. Discorso diverso per l’uscita cuffie: l’amplificatore THX pilota senza difficoltà anche modelli esigenti e offre una resa pulita e corposa, vicina a quella di un DAC con amplificatore dedicato di prezzo analogo.
Caratteristiche speciali
Il vero valore del Node sta nel software. BluOS è una piattaforma matura, stabile e ben organizzata, che riunisce in un’unica app oltre venti servizi in streaming, tra cui Tidal, Qobuz, Spotify, Amazon Music e Deezer, insieme alle radio Internet e ai file presenti sulla rete domestica. Non mancano AirPlay 2, Spotify Connect, Tidal Connect, la compatibilità Roon e un Bluetooth bidirezionale con codec aptX Adaptive, utile anche per inviare l’audio a delle cuffie wireless. Restano fuori il supporto Chromecast e il codec LDAC, due assenze che qualcuno potrebbe notare.

Tra gli ingressi spicca l’HDMI eARC, raro a questo prezzo: consente di collegare il televisore e gestirne l’audio attraverso l’impianto, una comodità che i concorrenti diretti spesso non offrono. L’uscita dedicata al subwoofer con crossover regolabile dall’app amplia ulteriormente la flessibilità. Il capitolo più interessante è la compatibilità con Dirac Live: con il microfono di calibrazione e una licenza acquistata a parte, il sistema misura la risposta della stanza e applica filtri correttivi che migliorano sensibilmente la resa, soprattutto sul controllo dei bassi e sulla messa a fuoco della scena. È una funzione potente, ma il costo complessivo, tra licenza e microfono, va messo in conto.
Cosa è piaciuto
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BluOS maturo e completo. La piattaforma software è il punto di forza dell’apparecchio: stabile, reattiva e ben organizzata, raccoglie in un’unica app un catalogo di servizi molto ampio e gestisce senza fatica un impianto multiroom fino a 64 zone.
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Ingresso HDMI eARC raro. La presenza dell’HDMI eARC permette di collegare il televisore e farne passare l’audio dall’impianto hi-fi, una dotazione che a questa fascia di prezzo i rivali diretti raramente offrono.
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Resa equilibrata e dettagliata. Il suono è ordinato, pulito e ricco di dettaglio, con bassi tesi ed estesi e una scena ben ricostruita. Tiene testa a generi diversi senza scomporsi e si ascolta a lungo senza affaticare.
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Ottimo amplificatore per cuffie THX. L’uscita cuffie con tecnologia THX AAA pilota agevolmente anche modelli impegnativi e offre una qualità vicina a quella di un amplificatore per cuffie dedicato di prezzo simile.
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Supporto a Dirac Live. La correzione ambientale Dirac Live, attivabile con licenza e microfono, migliora in modo evidente il comportamento nelle stanze difficili, intervenendo su bassi e immagine sonora.
Cosa non è piaciuto
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Carattere sonoro poco coinvolgente. La resa privilegia il controllo e la compostezza più dello slancio: ritmo e dinamica risultano un po’ trattenuti, e nel confronto diretto i rivali più vivaci appaiono più trascinanti.
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Niente schermo. L’assenza di un display obbliga ad affidarsi sempre all’app per vedere copertine, titoli e code di riproduzione, una limitazione che alcuni modelli concorrenti hanno già superato.
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Concorrenza più conveniente. A questo prezzo l’offerta è ricca: alcuni rivali costano meno, includono uno schermo o regalano una resa musicale più appagante, rendendo la scelta meno scontata di un tempo.
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Dirac a pagamento separato. La correzione Dirac Live non è inclusa: per usarla servono una licenza a pagamento e un microfono di calibrazione, con un esborso aggiuntivo non trascurabile.
Confronto con le alternative
A questa fascia di prezzo il Node si trova in un mercato affollato, dove la scelta dipende molto da cosa si cerca: completezza, resa musicale o praticità d’uso.
Cambridge Audio MXN10 — fascia simile. È il rivale più diretto e viene preferito da chi mette al primo posto il coinvolgimento musicale, grazie a una resa dinamica più viva e ritmicamente più incisiva, a fronte di una dotazione di ingressi meno ricca.
WiiM Ultra — fascia inferiore. Costa meno e aggiunge uno schermo touch a colori pur usando lo stesso tipo di DAC ESS, una soluzione interessante per chi vuole un controllo diretto sull’apparecchio senza dipendere sempre dall’app.
Bluesound Node Nano — fascia inferiore. È il modello inferiore della stessa gamma: condivide il DAC e la piattaforma BluOS ma rinuncia a Dirac Live e all’ingresso HDMI eARC, ed è la scelta giusta per chi vuole l’ecosistema Bluesound spendendo meno.
Perché comprarlo (e perché no)
Per chi ha senso. Il Node è la scelta naturale per chi possiede un buon impianto stereo tradizionale e vuole renderlo connesso senza cambiare amplificatore e diffusori. È pensato per chi usa diversi servizi in streaming e apprezza la possibilità di gestire tutto da un’unica app affidabile, per chi punta a costruire un sistema multiroom partendo da componenti hi-fi classici e per chi vuole anche una buona uscita cuffie integrata. L’ingresso HDMI eARC lo rende inoltre adatto a chi desidera far passare l’audio del televisore dall’impianto.
Per chi non ha senso. Chi cerca soprattutto emozione e slancio nell’ascolto potrebbe trovarlo troppo composto e dovrebbe valutare il Cambridge Audio MXN10, musicalmente più coinvolgente. Chi tiene a uno schermo sul dispositivo o a un esborso più contenuto può guardare al WiiM Ultra, mentre chi vuole l’ecosistema BluOS spendendo meno, e può rinunciare a Dirac e all’HDMI eARC, trova nel Node Nano un’alternativa più economica.
Verdetto finale
Il Bluesound Node è promosso con convinzione, pur con qualche riserva. Resta uno degli streamer di rete più completi e versatili della fascia media: la dotazione di ingressi e uscite, l’ingresso HDMI eARC, la qualità costruttiva e soprattutto la maturità della piattaforma BluOS sono argomenti solidi, ai quali si aggiungono un’ottima uscita cuffie e il supporto a Dirac Live. Il limite è un carattere sonoro più controllato che trascinante, che lo lascia indietro rispetto ai rivali più vivaci quando si parla di pura emozione musicale, e una concorrenza che a questo prezzo è diventata più agguerrita e in alcuni casi più conveniente. Vale comunque il suo prezzo su Amazon per chi cerca un apparecchio affidabile, ricco di funzioni e destinato a durare, capace di trasformare un impianto tradizionale in un sistema moderno e flessibile.
Voto: 4.0 / 5
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